(On Air: "Across the universe")
- Tu DEVI essere sicura del mio amore. -
- Non che io non sia sicura del tuo amore, è che sono ancora più sicura di quanto sto bene quando sto con te. Fisicamente con te. -
Parto. Torno a Milano. Ci son colloqui da sostenere. E spazi da rioccupare. E la certezza di un amore che mi sta salvando. Un amore corroborante che ha fagocitato ed annullato tutte le mie paure.
Me l'avessero detto sei mesi fa, gli avrei riso sguaiatamente in faccia.
Ero una nebulosa di incertezze. Un'entropia di cazzate in libertà, di eiaculazioni volutamente ritardate per dare orgasmi che incrementassero la mia reputazione di amante di un certo livello, di sfascio, deboscio e deriva. Una vita in coabitazione con tutti i peggiori vizi in un sottoscala pieno di merdate. Un roboante spot sulla decadenza e sulla narcolessia delle emozioni. Et similia.
Applausi.
Poi arriva una che ti fa scacco matto e si incula soavemente il tuo marasma emotivo.
E tu passi le giornate a ringraziarla.
E a pensare che, in fondo, questa disoccupazione temporanea è stata anche una benedizione. Ché l'ultima volta che avevi convissuto con una donna, ti eri poi ritrovato a riallineare tuo malgrado verso l'alto il tuo personale concetto di fallimento.
"Scusate la lunghezza di questa lettera poiché non ho avuto tempo di farla più corta." (cit.)
Ci si vede a Milano.
- Tu DEVI essere sicura del mio amore. -
- Non che io non sia sicura del tuo amore, è che sono ancora più sicura di quanto sto bene quando sto con te. Fisicamente con te. -
Parto. Torno a Milano. Ci son colloqui da sostenere. E spazi da rioccupare. E la certezza di un amore che mi sta salvando. Un amore corroborante che ha fagocitato ed annullato tutte le mie paure.
Me l'avessero detto sei mesi fa, gli avrei riso sguaiatamente in faccia.
Ero una nebulosa di incertezze. Un'entropia di cazzate in libertà, di eiaculazioni volutamente ritardate per dare orgasmi che incrementassero la mia reputazione di amante di un certo livello, di sfascio, deboscio e deriva. Una vita in coabitazione con tutti i peggiori vizi in un sottoscala pieno di merdate. Un roboante spot sulla decadenza e sulla narcolessia delle emozioni. Et similia.
Applausi.
Poi arriva una che ti fa scacco matto e si incula soavemente il tuo marasma emotivo.
E tu passi le giornate a ringraziarla.
E a pensare che, in fondo, questa disoccupazione temporanea è stata anche una benedizione. Ché l'ultima volta che avevi convissuto con una donna, ti eri poi ritrovato a riallineare tuo malgrado verso l'alto il tuo personale concetto di fallimento.
"Scusate la lunghezza di questa lettera poiché non ho avuto tempo di farla più corta." (cit.)
Ci si vede a Milano.



