24 novembre 2007

"...How the life goes on..."

Prendo spunto dall'ultimo post di Strolippo e vi rivelo una serie di cose sul sottoscritto medio.
  • Ho tantissimi difetti. Ma sono un uomo giusto. E non scherzo.
  • Detesto la falsa modestia.
  • E adoro parlare di me.
  • Adoro le battaglie verbali, le polemiche costruttive e le questioni di principio.
  • Adoro vincerle, soprattutto.
  • Sono un iperattivo che levati.
  • O meglio: sono un'anima in pena.
  • Oltre che in piena.
  • Penso troppo. E le seghe mentali spesso si sprecano.
  • Amico di tutti. Fidato (quasi) di nessuno.
  • E' quel quasi che fa la differenza.
  • Se ti voglio bene, ti do tutto e anche di più.
  • Se mi tradisci, sei mio nemico. E se sei mio nemico, sei morto.
  • O preferirai esserlo.
  • Perché ti farò terra bruciata intorno.
  • Spesso, quando attraverso la strada, lo faccio lentamente e facendo finta di essere zoppo per far scattare il rosso e far imbestialire i nevrotici milanesi.
  • Che però non mi dicon nulla perché "Poverino, dai...".
  • Da piccolo comprai un paio di occhiali da sole neri avvolgenti.
  • Li usavo per imitare Aleandro Baldi.
  • Mia sorella faceva Francesca Alotta.
  • Va da sé, cantavamo "Non amarmi".
  • Mi piace sfottere le persone con evidenti difetti fisici.
  • La qual cosa mi obbliga ad essere autoironico sui miei, per prevenire gli sfottò degli altri.
  • La qual cosa implica che sono uno stronzo al quadrato.
  • O forse al cubo.
  • Ho una fibra morale umorale.
  • Sono un bravo attore e un eccellente bugiardo.
  • Ergo: sarei un ottimo politico.
  • Rileggo spesso i miei post e mi trovo formidabile.
  • Leggo mediamente più di quaranta romanzi l'anno. Forse anche più di cinquanta.
  • Poi non me li ricordo mai ché son troppi.
  • Però le frasi più belle le ricopio diligentemente sul mio quaderno Moleskine a quadretti.
  • Il quaderno Moleskine a quadretti è fichissimo.
  • Però costa quattro euro.
  • Cioè ottomila lire.
  • Cioè: mortacci.
  • Ho capito di amarla quando ho capito che se qualcuno le avesse fatto del male, non avrei esitato neanche un secondo ad ammazzarlo.
  • E dico sul serio.
  • La persona che amo di più in assoluto è mio padre.
  • Ciò non toglie che per mia madre, le mie sorelle e LEI io non sia disposto a fare, (o non fare), qualunque cosa.
  • Qualunque.
  • Non vedo l'ora che LEI sia incinta. (Evitiamo battute infelici).
  • Spesso nel pomeriggio, saddio perché, mi vengono attacchi di erotomania compulsiva e invasiva.
  • In quei momenti, la "consultazione" di Youporn e/o MSN la definirei massiva.
  • Prima di andare a dormire faccio sempre il segno della croce seguito da: Ave Maria, Padre Nostro, Eterno Riposo, Atto di colpa, Atto di dolore e quella cosa che fa "Angelo di Dio, che sei il mio custode...".
  • Dopo scatta l'invocazione: "Dio, Madonna e Gesù proteggeteci tutti, soprattutto me e la mia Famiglia, (lo dico in maiuscolo), e LEI e la sua famiglia, e perdonate tutti i nostri peccati".
  • La cosa ha un perché: ero piccolo e mammà era in ospedale e così dormii per qualche mese da mia nonna paterna. E la nonna, quella cagacazzi, mi faceva ripetere 'sta nenia tutte le sere "Sennò Dio ti punisce e punisce tutti noi!".
  • Ora sapete l'origine di questa paura atavica.
  • Ho letto da qualche parte che questo sarebbe un sintomo di DOC; (Disturbo Ossessivo Compulsivo).
  • Io non ne soffro.
  • Scusate: vado a controllare il gas.
  • Certe notti, ubriaco fradicio, la biascico, la preghierina, ma non mi addormento senza biascicarla fino alla fine.
  • La Sega della Buonanotte è un rito che accompagna quasi tutte le mie notti da quando avevo dieci anni.
  • Diosolosa quante lenzuola io abbia lavato di nascosto per questo.
  • Odio i cimiteri. E i funerali.
  • Se non si fosse capito, penso spesso alla morte.
  • Quando ascolto "Hey Jude", mi siedo e faccio finta di suonare il piano e poi canto in palyback la coda di Paul, quella country-western tutta a base di urletti e "Yeah!".
  • Adoro Toto Cutugno.
  • Scusate: vado a controllare il gas.
  • Avevo un coinquilino che mi stava sui coglioni. E così, quando lui non c'era, mi facevo il bidet e poi mi asciugavo il culo con le sue camicie lavate e stese.
  • Erano camicie costose: la stoffa era morbida.
  • Lui le ha sempre stirate ignaro di tutto.
  • Quest'ultima resta ancora adesso una delle mie più grandi soddisfazioni.
  • Adoro ancora suonare i campanelli di notte e scappare.
  • Oppure restare lì e dire: "Apri!"
  • Aprono sempre.
  • Per non tradire e restare fedele, nelle ore di punta ormonali, o nei momenti in cui la tentazione è forte, mi assento un attimo, vado in bagno e mi tiro una gran pippa.
  • E passa tutto.
  • Non c'è che dire: a palle vuote si ragiona molto più lucidamente.
  • Sfido chiunque ad affermare il contrario.
  • Uso spesso un intercalare volgarissimo e senza senso.
  • Che recita: "Sì, vabbeh, alla fine: cazzi in culo, palle in mano e fighe alla rovescia...".
  • Nun se po' senti', in effetti.
  • Nelle due settimane seguenti all'intervento ho divuto indossare assorbenti da donna.
  • Per la precisione: Lines Petalo Blu. Con le ali.
  • Si capiscono tante cose, sulle donne, indossando assorbenti. Ma solo se sono con le ali.
  • Sono diventato ciclotimico anch'io, per esempio. Ma solo per due settimane.
  • Quando devo fare una cernita della rubrica telefonica, mando messaggi personalizzati a tutti quelli presenti sulla rubrica stessa, dando loro quarantotto ore per rispondere.
  • Chi risponde, rimane nella rubrica. Chi no, è fuori.
  • Mai detto si trattasse di un criterio giusto, democratico ed oggettivo.
  • Sono un uomo giusto.
  • Sì, lo so: l'avevo già detto. E allora?
  • Sono coraggioso e spesso incosciente.
  • Parecchie ragazze mi han lasciato sostenendo che a loro sembrava di stare con un boss mafioso.
  • Avevano ragione.
  • Scherzo.
  • Vorrei morire prima dei miei genitori, delle mie sorelle e di LEI. Davvero.
  • Sono coraggioso, sì, ma anche egoista: certi dolori mi annichilirebbero.
  • Ho già dato disposizioni per il mio funerale: Chiesa trendy, funzione con coro gospel, cantante barra pianista serio che canti "Obladì - Obladà", ("Life goes on, bra!"), e soprattutto: selezione all'ingresso.
  • E, chiaramente, processione in fila indiana delle mie donne al leggìo per decantare le mie virtù.
  • 'Notte.
  • Ops!
  • Scusate: vado a controllare il gas.

16 novembre 2007

Bisogna sempre distinguersi

Sono le sette del mattino, non mangio e non bevo dalla mezzanotte della sera prima e sono in un letto d'ospedale ché devono operarmi per le emorroidi.
So' cose belle.
Ai due lati del mio letto, due soggetti anche loro in attesa di essere sferruzzati.
Sperando che stiano passando guai peggiori dei miei, gli chiedo cos'abbiano.
- Fistole perianali. - Mi dice il primo.
Anche a lui è andata di culo, insomma.
- Varicocele. - Spara il secondo.
In tal caso, ho già dato.
Sono stato operato al varicocele l'8 marzo 1996.
Il giorno della festa delle donne mi hanno operato per svuotarmi i coglioni: non so perché ma questa pseudo-coincidenza ha sempre avuto per me una forte valenza simbolica.
Attendo che mi chiamino per l'intervento leggendo e cercando di non pensare alla fame, alla sete, alla gola secca, alla voglia di fumare, alla conseguente drammatica emicrania.
Corriere: un tabloid.
Repubblica: un tabloid.
Io lo so: al prossimo rinnovamento editoriale inseriranno a centro giornale il paginone col femminone ignudo. Son progressi.
Il Riformista: ha il suo perché.
Il Foglio: Ferrara, Marcenaro, Langone e compagnia bella mi rendono la vita meno amara.
Mi addormento e sogno.
E sogno sicuramente mercanzìa sessuale.
Lo so.
Lo so perché quando arriva una coppia di infermieri seguiti da una coppia di barellieri per portarmi in sala operatoria, nei miei boxer si agita il gigantismo del pene fattosi carne.
L'infermiere mi dice di sbrigarmi, l'infermiera è lì che aspetta con in mano il camice per i malati, specificandomi che son finiti quelli in stoffa e che è rimasto solo quello che ha lei in mano, che è fatto praticamente di carta velina. Trasparente.
Scendo di corsa dal letto, afferro il camice e mi precipito in bagno.
Provo ripetutamente a mingere, aka pisciare, nella speranza che orinando si abbassi il ponte levatoio.
Neanche una goccia. Un saluto romano fatto a cazzo.
Tu guarda che spreco.
Ripenso al fatto che ad operarmi sarà questo medico qua, quello che era convinto fossi finocchio.
Quando vedrà in che stato mi presenterò dopo aver dormito fra due uomini, si sarà definitivamente convinto della cosa.
Che contrappasso del cazzo, è proprio il caso di dirlo.
Indosso il camice che lascia scoperto il culo rasato di fresco e mi guardo allo specchio.
Il risultato è: scenario imbarazzante.
Esco dal bagno con l'aria più contrita che si possa immaginare.
L'infermiere: - Ellamadonna! -
Io: - Eh. -
L'infermiera scoppia a ridere e mi guarda maliziosa. Dall'alto verso il basso per poi risalire. Alla punta.
(Oggi è evidente come la volgarità non mi faccia difetto. E' pur vero che una cosa del genere puoi raccontarla solo in un modo).
Inizio a fissare l'infermiera anch'io, non senza un certo orgoglio. Incosciamente, credo sia anche per dimostrare di essere uno gnoccofilo.
Mentre l'infermiere perplesso agita la testa e dice: - Mai successa una cosa del genere -, l'infermiera raccoglie la mia maglietta, me la appoggia voluttuosamente in vita e me la lega dietro.
Esco e mi mettono in barella.
Sembro uno che è morto scopando e a cui il rigor mortis gliel'ha lasciato duro.
La barelliera: - La maglietta in vita? Che è 'sta novità? -
L'infermiera: - Cara, se guardi bene lo capisci... -
La barelliera "guarda bene" e rimane impietrita.
L'infermiera: - Capisci? Questo è pur sempre un ospedale, mica il set di un film porno. -
Il barelliere: - Speriamo solo che non arrivi in sala operatoria ancora in questo stato. Visto che per operarlo devono girarlo, sai i dolori se "resta" così? -
Il paziente a cui resetteranno l'ano: - Poverino. In bocca al lupo, eh! -
Mentre aspetto che mi sedino, ho i brividi. Brividi misti a durelli.
Lo ribadisco: son cose belle.

08 novembre 2007

Sono qui

Dov'ero finito?
A pascolare placidamente dimenticanza. A pensare languidamente e beatamente agli affari miei.
Poco conto, comunque.
Niente nichilismo né cinismo, (beh, insomma...), né sarcasmo.
Qualche orgasmo con relativa siesta ristoratrice. E molta lettura.
Sì, ho sempre un volatile volitivo, (dove l'ho letta?), e continuo a dire e fare cazzate in giro col mio solito inimitabile, (la modestia è una velata forma di ipocrisia), virtuosismo. Tutto all'insegna della mia definitiva irresponsabilità.
Irresponsabilità non dissociata dal programmare tutto con efficienza e precisione: lavoro, parco, spesa, piscina, weekend a Roma, doccia, deiezioni, scopate, attacchi di panico. Un milanese a tutti gli effetti, ormai.
Diciamolo: il solito sottoscritto medio.
I consolanti annebbiamenti causa alcool continuano ad avere il loro perché.
Così come continuano incontri fortuiti con individui che sono un vicolo cieco nel percorso evolutivo della specie umana.
Ma, all in all, me ne sto fottendo.
Intanto, il blog non partorisce progressi in fatto di link e visite. Su Blogbabel sono precipitato più rapidamente delle vendite dell'ultimo singolo di Britney Spears. E il pagerank, (che cosa cazzo è, in definitiva, il pagerank?), è sceso da 16/50 a 14/50.
Roba che Sw4n ingoierebbe una lametta.
E posterebbe il filmino.
Io?
Scusa ufficiale: fancazzismo contenutistico dell'intelletto.
Meglio noto come crampo del blogger.
Potrei citarvi chissà quali aneddoti. Raccontarvi chissà quali storie.
Lasciarvi un bel post ubriaco di vuoto.
Con alla base il solito dilemma: bon mot o mot juste? Cheppalle...
Tutto, comunque, pur di scalare la classifica ed entrare in qualche conventicola piena di disponibili pompini a vicenda.
Una prostituzione amichevole della quale, chissa perché, siam stati tutti, più o meno, consapevolemente vassalli.
Insomma, il solito scrivere sull'acqua in cerca di consensi. Mentre la vita giace sotto spirito.
Per scrivere, poi, ci vuole immaginazione.
Ed io ultimamente manco di immaginazione persino nelle mie seriali ipocondrie, che son sempre le stesse, e nei miei molti, inutili, prevedibili e prescindibili modi di arrabbiarmi.
E non ho voglia di elencarvi le chiavi di ricerca più originali, anche se il tizio che è arrivato da me digitando "outlet di zoccole" merita la mia stima imperitura. E anche la vostra.
Voglio dire: perché mentirvi?
Ci sono cose importanti e significative. E un blog può esserlo. Ci sono cose importanti, significative e fondamentali. E il blog non lo è. Come quasi tutte le cose, un blog è intrinsecamente prezioso solo in relazione a certi fini, che tendenzialmente sono: autostima, consenso, procacciamento di passera inusitata e possibilmente gnocca, appagamento dell'io, pompini; figurati e non.
Se non riesco, o non voglio, dire nulla di simpatico, irriverente, corrosivo, originale, qualcosa che sia "un pugno nello stomaco", (ma chi ha inventato quest'espressione idiota?), carino e, in definitiva, banale, può darsi che forse per la prima volta mi sia ben chiaro il quadro della situazione.
E la situazione è: sto vivendo.
Male, forse. Ma sto vivendo.
Qua ne muoiono a frotte. E io ci ho messo un'eternità, (anno più, anno meno), a capire che non potevo campare e poi interpretare e sciorinare e raccontare gli eventi sperando che i resoconti corrispondessero a quanto gli altri si aspettavano. Non potevo continuare a soddisfare aspettative nutrite da e basate su quello che io speravo di essere ai loro (vostri?) occhi. Aspettative che io stesso ho consapevolmente alimentato. Un circolo vizioso da incubo.
So' diventato contorto e cinico. Un cinico cosmico.
In sostanza.
Vivere è semplice, necessario e spesso niente affatto originale.
E proprio perché non è originale, non è detto che debba interessare a qualcuno. Soprattutto se quel qualcuno legge un blog e crede di avere davanti un guru duepuntozero.
Se poi il guru in questione è preso da altro, non cerca di finire sul Magazine del Corriere né cerca il link della blogghestarre finita sul Magazine per poter dire "Io lo conosco" e soprattutto di pompini ne ha avuti già abbastanza, beh: la conclusione è ovvia.
(Che cosa ho fatto al mio io? Miserere).
Questo post vi sembrerà una complicatissima babele. E lo è.
Ve lo semplifico.
"Il pensiero è una malattia della carne"; (T. Hardy).
Solo che io sto benissimo.
E non ho il tempo di pensare.
Figuriamoci di aggiornare un blog.
O di darvi risposte.
Uscite. Sollazzatevi.
Sporcatevi.