29 luglio 2007

Catatonia

Perplesso, teso ed inconcluso come ogni buon figlio di puttana nevrastenico ed ipocondriaco che si rispetti, mi ritrovo a snocciolare la mia recente trascurabile esistenza.
Che è ormai null'altro che uno spaccio di piccole e grandi nevrosi che vorrei tanto mercanteggiare e smerciare all'ingrosso.
Ma.
Ovviamente non ci riesco.
Né riesco a dissimulare il mio stato di agitazione perenne. Non si scappa da sè stessi. Per lo meno, io non ci riesco mai.
E mi ritrovo cromosomicamente stressato.
Id est.
Lavoro con ritmi pre-infarto che lasciami perdere.
Non ho ancora raggiunto il record assoluto, (ingresso in ufficio alle sette del mattino, uscita a mezzanotte, ripresa a casa da mezzanotte e un quarto alle sei e mezza del mattino dopo con Enea che mi cala litrate di caffeina nell'organismo con l'imbuto, nuovo ingresso alle sette, uscita definitiva alle otto di sera del giorno dopo, sonno della ragione, morte contemplativa), ma quattro giorni consecutivi a botte di diciassette barra diciotto barra venti ore alla volta, son traguardi che Stakanov levati dai coglioni.
E inoltre.
L'ipocondria selvaggia ha fatto sì che io mi sottoponessi ad ogni sorta di esame clinico. Compresa una bella esogastroscopia, (aka tubo in gola fino allo stomaco aka pompino ad una proboscide), che ha attestato che io non ho nulla. Il mio esofago ed il mio stomaco sono miracolosamente sani. Ho debiti da saldare con Padre Pio, me sa. Intanto, ho ripreso a bere l'ndicibile e a fumarmi pure l'anima. Per la serie: che si fottano i buoni propositi. Tanto non ho un cazzo. Almeno per adesso.
Continuando.
Tirare a campare dissimulando è una cosa che non mi riesce tanto bene. E il mio aplomb è a valori da depressione del '29. E il tutto si traduce in reazioni spropositate e fuori luogo che non giovano alla mia causa. Anche se. Certi sgarri, certe inculate lavorative e non, un certo modo di fare non proprio improntato a chiarezza, fiducia e schiettezza, meriterebbero molto più che delle cordiali sfuriate telefoniche alternate a vasche in piscina affrontate ai limiti del collasso repsiratorio.
E intanto penso al lavoro, ai file excel e ai numeri anche quando copulo. Giorni fa, ai margini di un rinfrescante orgasmo estivo, ho esclamato: - E' ovvio che il cash flow non quadri. Non ho incluso i debiti verso altri finanziatori nella posizione finanziaria netta! -
LEI mi lascerà per questo. Io lo so.
Mando allora richieste d'aiuto agli amici che rimangono platealmente inevase. Un po' perché son tutti partiti. Un po' perché crittografare il tutto per mantenere la parvenza di figaggine autoindotta non è esattamente d'aiuto, in questi casi.
E LEI è lontana. Fisicamente, intendo. Aka la ciliegina sulla torta di merda fin qui confezionata.
E poi il blog.
Prima luogo di sfogo.
Ora mi ci avvicino con circospezione. Ché è diventato un circolino di ritrovo per scassacazzi, censori, tarme (e le tarme rosicano), commenti che sembrano tagliole, parole che son sassate, attese ed aspettative che bisogna rispettare, disapprovazioni sempre più urlate.
Insomma, un'altra rottura di coglioni. L'ennesima. Grottesca, peraltro.
E allora lo lascio lì, in un limbo di poco stimolante disagio,col tasto mute pigramente pigiato sul tono "originalità". Ché manco di fanculizzare attraverso epiteti ben congegnati ho più voglia.
Oppure redigo post scritti da un deficitario middle of nowhere mentale.
In frangenti simili, pregni di abulia, rendere plausibile la propria presenza in un locale della movida milanese, di sabato sera, intento a pasteggiare a Negroni sbagliati e Macallan, leggendo "Le correzioni" di Franzen, può risultare difficoltoso. Vero è che in simili pose desterai sempre l'attenzione di qualche fanciulla avvezza all'intellettuale radical-chic-fintosnob che ha dalla sua anche, nel mio caso, l'essere incontrovertibilmente figo. E questo, in ultima istanza, può risultare corroborante per il mio ego.
Come è corroborante ritrovarsi in stanza a ballare con LEI, vestiti solo di stupidi cappelli, "I've got you under my skin", inventandone di sana pianta buona parte delle parole.
Voglio giornate non urlate. Giornate di calma. Giornate rilassate.
Giornate senza nulla da nascondere.
Vado ad ingoiare uno Xanax.

21 luglio 2007

Qua mi sputtano...

Procedendo alle normali abluzioni mattutine, mi accorgo, non senza imbarazzo, di avere delle escrescenze attorno all'ano; (sì, esatto: il buco del culo). Escrescenze che battezzo subito La Cosa. La qual Cosa, appunto, mi turba non poco, anche visto e considerato che il mio sfintere è stato utilizzato sempre e solo per le deiezioni.
LEI è in camera ma farle vedere La Cosa, sempre lei, mi pare poco discreto e carino, oltre che non esattamente funzionale alla stabilità della coppia. Decido allora di rivolgermi a Colei che sa. Chiamo la mia Materfamilias e, carico di vergogna, le ilustro il tutto. Dolores minimizza e io mi tranquillizzo.
Anche perché.
L'ipocondriaco crede sempre e comunque di avere tutte le malattie possibili e sembra quasi che le ricerchi, sottoponendosi agli esami clinici più disparati pur di dissipare ogni dubbio, o forse con la segreta speranza di avere qualcosa ed attirare finalmente l'attenzione su di sè. Ma quando c'è davvero qualcosa che non va, quando ha l'ano impiastrellato e forse sarebbe il caso di farselo visitare, (evitate facili ironie, biechi esseri), allora, per paura, non si sottopone ad alcun esame clinico.
Un po' come quando scopi senza goldone e decidi che non ti sottoporrai al test dell'HIV, mentre te ne sei sparati sette (SETTE!) quando non scopavi, perché sai che adesso la possibilità di uscire dall'ambulatorio col contorno blu tutt'intorno a te sono reali. E così non fai gli esami e ti crogioli nel dubbo. E ogni volta che alla radio passano Freddie Mercury inizi a sudare.
Dicevo.
La Cosa rimane lì per circa un anno e mezzo.
Finalmente, ai margini dell'ennesima visita dalla mia dottoressa durante la quale la poverina, esausta, mi sta rassicurando sul fatto che non ho problemi di cuore, decido di farmi visitare. La Grande Sopportatrice dà un'occhiata e sentenzia: "Emorroidi, darlin'. Vai dal proctologo e fattele operare col laser".
Ma Johnny Durelli non può avere le emorroidi...
Comunque, esulto: finalmente ho qualcosa. E prenoto la visita.
Visita dal proctologo.
Appena entro, fa uscire tutti, mi fa stendere su un fianco, mi fa abbassare calzoni e mutande e inizia a perlustrarmi il culo.
Segue dialogo.
P: - Eh! Ma lei ha rapporti anali! -
JD: - Prego? -
- Lei è omosessuale e ha rapporti anali. Sennò non si spiegherebbe. Stia tranquillo: a me può dirlo. C'è il segreto professionale. -
- No, guardi: lei è completamente fuori strada. -
- Sì, sì: dicono tutti così. -
- Senta: io non sono omosessuale!!! -
- E cosa sarebbe? -
- Figomane -
- Cosa? -
- Eterosessuale. -
- Cioè? -
- Cioè uomini E donne. -
Laddove quella E stava a significare CON, inteso come complemento di compagnia, id est uomini che si accompagnano con donne, id est Durelli che va per figa. Il dottore, invece, intende E come CON ma inteso come complemento di unione cioè io che mi unisco sia con uomini gai che con donne. E infatti...
- Se dice uomini E donne, allora è bisessuale. E quindi ha rapporti anali. Suvvia, non c'è nulla di male. Lo dica pure, almeno mi facilita la diagnosi. -
Chiamarsi Johnny Durelli e ritrovarsi con uno che ti infila dita guantate nel culo e ti dà del frocio. Non c'è più religione, perlamadonna.
E proseguiamo.
P: - Comunque: qui si tratta di Papilloma virus. -
JD: - Papi-che? -
- Papilloma virus. Si tratta di una malattia a trasmissione sessuale. -
- E con chi me la sarei beccata, scusi? -
- Andiamo: non faccia il finto ingenuo. Lei è fidanzato? -
- Sì, da circa un anno. E la mia donna è sanissima ed iper-conntrollata. -
- Non lo metto in dubbio. Lei sarà sicuramente andato di nascosto con qualche donnina oppure con degli omini. -
-
Daje...None! Ho queste escrescenze da prima di mettermi con la mia ragazza e non vado né con donnine né con omini. E poi, scusi: se si tratta di una malattia sessualmente trasmissibile, come avrei fatto a prenderla all'ano? -
- Beh, magari ha fatto un po' di petting e nel mentre le è venuto prurito all'ano, si è grattato et voilà. -
- Dunque: posto che normalmente se faccio petting con una donna non interrompo l'operazione per grattarmi l'ano, com'è che invece il mio pene non ne ha risentito? -
- Faccia vedere. -
Ancora col culo all'aria, gli faccio vedere il piccolo uomo.
- Il suo pene sta benissimo. Stia tranquillo. -
- Scusi, eh, ma i conti non mi tornano. Come faccio adesso con la mia ragazza? -
- Come quel mio paziente che è la terza volta che si fa operare per farsi asportare i condilomi del Papilloma. Lui non dice niente alla moglie, anche per non doverle poi confessare certe magagne. -
Mi fa l'occhiolino e mi dà di gomito.
- Senta, io lo so che tanto uscirò da qui e lei continuerà a pensare che io son gay e che vado di nascosto a omini, ma queste cose sono entrambe false. Comunque, la ringrazio per la visita ed il parere. Arrivederci. -
- Su, non faccia il permaloso. -
- Arrivederci. -
Vado da un altro medico.
Sentenza: Emorroidi.
Diagnosi: passare una crema proprio lì.
Nome della crema: Anonet.
Sto ancora cercando una farmacia suffcientemente lontana da casa mia e il coraggio necessario per chiedere alla farmacista, (c'è sempre unA farmacista, in questi casi), la crema Anonet.
C'è qualcuno che vuole andarci per me? Lo pago in natura.
Emorroidi comprese.

16 luglio 2007

AFICIONADOS

Oggetto: "Ciao"
"sicuramente questa mail andrà a finire nello spam come mi avevi detto, ma forse prima o poi la vedrai e ti volevo dire due cose che non sono riuscita a dirti in tempo:
mi hai riempito di insulti e parolacce senza motivo quindi io ora ti dico
che tu sei uno stronzo e bastardo ...come tutti gli uomini del resto
vaffanculo e forse anche a te prima o poi le cose ti andranno storte...perchè nella vita non fila sempre tutto liscio"
(La mail è stata archiviata nella sezione:"FRIENDS")
(E sì: so' cose belle; NdJD)

11 luglio 2007

Festa!

E' il compleanno di Batgirl. L'appuntamento era alle otto di sera. Noi ci presentiamo comprensibilmente alle dieci e mezza.
Il locale è il tipico posto romano: carino ma senza troppe pretese. Niente orpelli né rielaborazioni kitsch, un bancone, dei bravi barman, cocktail più che decenti e cameriere fighe che hanno però la consapevolezza di essere delle cameriere, e non se la tirano come le commesse di prada.
Soprattutto, amici e conoscenti a parte, ci sono i romani: persone con cui ritrovarsi facilmente a parlare senza troppe paranoie e parangosce.
Insomma: quanto di più diverso dalla disposizione idioti e mentecatti a destra - decerebrate e buchi neri cosmici a sinistra, tipica di un qualsivoglia locale milanese mediamente alla moda. E nessuno che infili le parole "fighissimo" e "allucinante" in ogni conversazione.
Arriviamo lì avendo in dotazione LEI un vestitino molto chic, che lascia scoperti caviglie e piedi, questi ultimi calzati in un paio di sandali neri che solleticheranno non poco il feticismo di Ardez, io una totale sfrontatezza. Nonché un'indiscutibile dose di figaggine.
Ad accoglierci.
Batgirl, con un vestitino a pois bianchi che lascia scoperte le sue tette eccelse, che tanti incantati componimenti poetici ispirarono.
Taramanda, sua coinquilina, col suo sguardo che fa ribollire il sangue. E sobbalzare le mutande.
L'altro coinquilino di Batgirl con un suo amico. Entrambi gay, ma non checche, il che me li rende subito parecchio simpatici.
Soulkitchen abbigliato in tenuta estiva con la sua donna d'altri tempi: bella, acqua e sapone e saggia.
Greenwich, paffuto e anche lui con la camicia bianca fuori dai calzoni per nascondere la panzetta, e Ari, rossetto sfavillante e un bel paio di tette pure lei.
Batman, infine. Fare discreto, toni bassi, understatement. Un'acqua cheta che dà molto, a me e Soul, di eminenza grigia. Di lì a poco verrà ribattezzato dal sottoscritto Richelieu.
La serata procede bene.
Conversazioni in tono vogliamoci bene sporadicamente interrotte da nuovi rifornimenti di alcool, io che gigioneggio in giro, saluto spesso e volentieri le tette di Batgirl e non mi dimentico, di tanto in tanto, di andare a sbaciucchiare vistosamente LEI, tanto per rassicurarla e per delimitare il territorio. LEI che, intanto, sta conquistando tutti. Ma proprio tutti.
Frattanto prendo in disparte Batman e dopo avergli chiesto chi sia e che cosa faccia, gli offro la quasi-certezza, non del tutto fasulla, di essere concetrato su quel che dice e vivamente interessato ai suoi aneddoti e, dopo un po' di accenni solidali con la testa, me ne esco con raccomandazioni di tipo paternalistico:
- Vale è una gran donna. Cerca di non fartela scappare. E soprattutto non trattarla male. -
- No, no. Certo. -
- Anche perché altrimenti dovrei ucciderti, ragazzo. -
Quando do così tanti motivi ad uno sconosciuto per odiarmi, divento sempre più fiero di me.
Mentre sfotto certi improbabili ex di Batgirl, mi rendo conto che c'è un tizio che sta confabulando fitto fitto con la mia donna. Che non si sottrae alla chiacchierata. E questo per tre ordini di motivi: è comunque una profumiera come tutte, almeno un po'; vuole attirare la mia attenzione e farmela pagare per essere il solito coglione in libertà; non riesce a scrollarsi di dosso il rompicoglioni.
Rompicoglioni che, apprendo in seguito, è stato lasciato quella mattina stessa dalla ragazza storica.
Ergo.
O è distrutto e sta attaccando un pippone che lasciami perdere.
Oppure è in cerca di one-night-stand versione chiodo-scaccia-chiodo.
Il punto è che ha sbagliato bersaglio.
Decido di aspettare circa venti minuti prima di agire. Venti minuti, in situazioni del genere, sono un'eternità. Inizio a fissarli, mandando vibrazioni cariche di rabbia, e finalmente mi avvicino e la faccia di LEI è un "Oh, no!" giganteggiante.
Col mio tono durelliano non troppo ostile ma sempre più appagante, mi sento dire:
- Non voglio interrompere la vostra piacevole conversazione, né voglio disturbarmi a far finta di non essere parecchio infastidito. Quindi la domanda è: potrei gentilmente sapere di cosa cazzo state parlando da circa mezz'ora e potrei saperlo prima che la mia incazzatura diventi ingestibile?-
Lui vede la mia espressione che dice PERDITI e si smaterializza immantinente. LEI si incazza, ma sotto sotto è contenta.
Intanto, è l'una di notte, finalmente si materializza Ardez, il cui arrivo ovviamente non passa inosservato. Il rachitico, peraltro, conclude il suo colpo di teatro con un regalo del tutto inutile, che manco a dirlo rende Batgirl felice come una bambina.
Tra i regali inutili di Ardez, Soul e Green che all'ottava-nona unità alcoolica hanno la mimica facciale che si regge con gli spilli, il tutto prodromico a un coma etilico e che spero per la mia macchina non sia anche emetico, trovo il tempo di una chiacchierata cuore-a-cuore con Batgirl. Lei mi racconta le sue pene d'amore, io la consolo. E le guardo le tette. E' il nostro piccolo segreto.
Trovo anche il tempo di alzarmi la maglietta e far vedere a tutte le donne presenti il mio splendido addome, ché quando bevo divento (ancora più) esibizionista, e di intrattenermi con uno sconosciuto che mi affanno a convincere del fatto che Del Piero è un campione, Totti no.
In macchina, finalmente, dico a LEI che son proprio contento. Semplicemente perché questi sono degli amici. Dei veri amici.

Intanto...

Vi sai chiara una cosa.
Io NON sono Jimmy Moscelli.
Questo simpatico ragazzo ha sentito il bisogno di aprire un blog-parodia del mio.
Bene.
Gliene rendo grazie, ché la cosa mi fa gongolare non poco.
Ma NON sono io. Né lo conosco.
Sarò bipolare e dissociato quanto vi pare, ma non mi spingo fino a tanto.
Se anche volessi, non ne avrei il tempo.
Gli riconosco comunque una notevole ironia.
Amen.
A breve, comunque, vi sollazzerò con un nuovo post.
Sperando soddisfi le aspettative dei vari Alex, Guiro and so on.
Stay tuned.

04 luglio 2007

Flashback

La scena mi ritorna a sprazzi, con improvvisi flashback uno dietro l'altro. Troppo in fretta per cercare di capirci bene qualcosa, senza rimanere confusi. E' come se stessi guardando un film tenendo premuto il tasto Fast-Forward. Ogni tanto blocco col fermo-immagine, fermo-immagine che hanno stranamente il sonoro.
E così un'idea, seppur vaga, me la posso fare.
Sto correndo a perdifiato. Sto scappando, in realtà. Da un leone. E' un leone enorme, famelico e pure parecchio incazzato. E non credo che voglia giocare con me. Io corro come mai ho fatto in vita mia, e lui è a meno di un metro da me. La mia faccia è un deserto abbellito da una sola espressione: il Terrore. All'improvviso sbuco in una piazza gremitissima. Mi giro: del felino non v'è traccia. Forse è agorafobico. Do un'occhiata in giro.
LEI, bella come non mai, è seduta ad un tavolo a chiacchierare con Il Sordido e L'Artista, ed è tutto un cazzo di bacibaci come se si conoscessero da sempre.
Nel vedere la scena, mentre mi si rafforza la convinzione che LEI e il mio futuro siano un tutt'uno, mi chiedo: di che cazzo staranno parlando? E soprattutto: quando cazzo si sono conosciuti? Peraltro, noto pigramente che non mi degnano di uno sguardo. E così mi giro a guardare il resto della piazza.
Al centro della piazza, c'è un palco.
Stop.
Nuovo fermo-immagine.
Sul palco, Il Segaligno, Il Disgrazia, Il Grazioso Paffuto e Michael Corleone in da blog. I primi due alle chitarre, G.P. al basso e io alla batteria.
Il G.P. sta cantando "Adam's song" approcciandola senza troppe stronzate. Gli altri, me compreso, suonano, sudano e fanno il coro. La scena è per lo meno surreale.
Io guardo e non capisco un cazzo. E realizzo che sto tracimando quando vedo che LEI è ancora intenta a parlare fitto fitto col Sordido e con l'Artista.
Stop. Fast-Forward.
Ora Il Disgrazia, impeccabilmente agghindato da bello e dannato della musica, sta finendo di cantare "Karma Police" apparendo sublime senza alcuno sforzo e io, sempre più smarrito, sto per assumere le fattezze di un uomo molto incazzato.
A dimostrazione del fatto che non si cade mai abbastanza in basso, Il Segaligno attacca con "All you need is love", più che immerso nel suo molto impegnativo ruolo di rockstar, e con un fascino finalmente non più depresso.
Stop ancora. Cristo santo.
Il Sordido batte le mani fino a scorticarsele, LEI è al terzo potenzialmente letale prosecco, La Pipistrella è abbigliata come Penny Lane in "Almost famous", La Giunonica canta nel coro, noi quattro intoniamo all'unisono "Sgt. Pepper" e a quel punto la folla è un delirio di mutande umidicce e reggiseni strappati e lanciati sul palco.
Io sto sempre alla batteria. E ho i capelli.
Il Sordido si è alzato a fare la hola con LEI.
La scena è pregnante.
Un altro flashback.
Io al pianoforte.
"Once there was a way...", e attacco col medley di Abbey Road. In quel momento si materializzano Paul e Ringo e tutti insieme, con La Giunonica che ride isterica, Il Segaligno che piange di gioia, LEI che è pietrificata, Il Sordido che alterna bestemmie e sorpresa, arriviamo a:
"And in the end, the love you take is equal to the love you make".
Frattanto, La Pipistrella, ormai in topless, sta amorevolemente accarezzando e sbaciucchiando il leone, che sembra apprezzare la cosa.
Ore 8:00.
Apro gli occhi. Sono confuso. Non avevo una fase REM così lunga dalle tre polluzioni notturne consecutive del 16 Ottobre 1999, quando sognai di scoparmi l'intera squadra di operaie polacche addette alla pulizia del residence in cui abitavo.
Non dormivo così bene da MAI.
Le immagini mi tornano in testa. Un sogno lunghissimo, che ricordo, o credo di ricordare, a sprazzi.
Mi rendo pienamente conto di essere un disturbato mentale senza speranze e la cosa, voi capite, ha una certa risonanza emotiva.
Dovrei scrollare le spalle, a questo punto, e fregarmene.
Ma.
Non ci riesco.
Scendo all'enoteca sotto casa, nella speranza di trovare un otre di Cointreau che possa distogliermi dalla mia vacuità mentale, di cui son sempre più consapevole.
Mando un messaggio a parte delle "comparse".
Pare che La Pipistrella mi stia cercando un analista. Uno bravo.
Aiutatemi.

02 luglio 2007

Buffone

E' notte alta e sono sveglio. E non ho sonno. Né niente da fare.
E io.
Io, quando non so che cazzo fare, rileggo randomicamente i miei bellerrimi post.
E mi trovo fottutamente bravo. E interessante e brillante e fico.
Il mio narcisismo autocompiaciuto è stu-cazzo!-pendo.
Applausi.