Perplesso, teso ed inconcluso come ogni buon figlio di puttana nevrastenico ed ipocondriaco che si rispetti, mi ritrovo a snocciolare la mia recente trascurabile esistenza.
Che è ormai null'altro che uno spaccio di piccole e grandi nevrosi che vorrei tanto mercanteggiare e smerciare all'ingrosso.
Ma.
Ovviamente non ci riesco.
Né riesco a dissimulare il mio stato di agitazione perenne. Non si scappa da sè stessi. Per lo meno, io non ci riesco mai.
E mi ritrovo cromosomicamente stressato.
Id est.
Lavoro con ritmi pre-infarto che lasciami perdere.
Non ho ancora raggiunto il record assoluto, (ingresso in ufficio alle sette del mattino, uscita a mezzanotte, ripresa a casa da mezzanotte e un quarto alle sei e mezza del mattino dopo con Enea che mi cala litrate di caffeina nell'organismo con l'imbuto, nuovo ingresso alle sette, uscita definitiva alle otto di sera del giorno dopo, sonno della ragione, morte contemplativa), ma quattro giorni consecutivi a botte di diciassette barra diciotto barra venti ore alla volta, son traguardi che Stakanov levati dai coglioni.
E inoltre.
L'ipocondria selvaggia ha fatto sì che io mi sottoponessi ad ogni sorta di esame clinico. Compresa una bella esogastroscopia, (aka tubo in gola fino allo stomaco aka pompino ad una proboscide), che ha attestato che io non ho nulla. Il mio esofago ed il mio stomaco sono miracolosamente sani. Ho debiti da saldare con Padre Pio, me sa. Intanto, ho ripreso a bere l'ndicibile e a fumarmi pure l'anima. Per la serie: che si fottano i buoni propositi. Tanto non ho un cazzo. Almeno per adesso.
Continuando.
Tirare a campare dissimulando è una cosa che non mi riesce tanto bene. E il mio aplomb è a valori da depressione del '29. E il tutto si traduce in reazioni spropositate e fuori luogo che non giovano alla mia causa. Anche se. Certi sgarri, certe inculate lavorative e non, un certo modo di fare non proprio improntato a chiarezza, fiducia e schiettezza, meriterebbero molto più che delle cordiali sfuriate telefoniche alternate a vasche in piscina affrontate ai limiti del collasso repsiratorio.
E intanto penso al lavoro, ai file excel e ai numeri anche quando copulo. Giorni fa, ai margini di un rinfrescante orgasmo estivo, ho esclamato: - E' ovvio che il cash flow non quadri. Non ho incluso i debiti verso altri finanziatori nella posizione finanziaria netta! -
LEI mi lascerà per questo. Io lo so.
Mando allora richieste d'aiuto agli amici che rimangono platealmente inevase. Un po' perché son tutti partiti. Un po' perché crittografare il tutto per mantenere la parvenza di figaggine autoindotta non è esattamente d'aiuto, in questi casi.
E LEI è lontana. Fisicamente, intendo. Aka la ciliegina sulla torta di merda fin qui confezionata.
E poi il blog.
Prima luogo di sfogo.
Ora mi ci avvicino con circospezione. Ché è diventato un circolino di ritrovo per scassacazzi, censori, tarme (e le tarme rosicano), commenti che sembrano tagliole, parole che son sassate, attese ed aspettative che bisogna rispettare, disapprovazioni sempre più urlate.
Insomma, un'altra rottura di coglioni. L'ennesima. Grottesca, peraltro.
E allora lo lascio lì, in un limbo di poco stimolante disagio,col tasto mute pigramente pigiato sul tono "originalità". Ché manco di fanculizzare attraverso epiteti ben congegnati ho più voglia.
Oppure redigo post scritti da un deficitario middle of nowhere mentale.
In frangenti simili, pregni di abulia, rendere plausibile la propria presenza in un locale della movida milanese, di sabato sera, intento a pasteggiare a Negroni sbagliati e Macallan, leggendo "Le correzioni" di Franzen, può risultare difficoltoso. Vero è che in simili pose desterai sempre l'attenzione di qualche fanciulla avvezza all'intellettuale radical-chic-fintosnob che ha dalla sua anche, nel mio caso, l'essere incontrovertibilmente figo. E questo, in ultima istanza, può risultare corroborante per il mio ego.
Come è corroborante ritrovarsi in stanza a ballare con LEI, vestiti solo di stupidi cappelli, "I've got you under my skin", inventandone di sana pianta buona parte delle parole.
Voglio giornate non urlate. Giornate di calma. Giornate rilassate.
Giornate senza nulla da nascondere.
Vado ad ingoiare uno Xanax.



