31 agosto 2006

Tema: "Descrivi come hai trascorso le vacanze"

Prima di leggere andate QUI. E ditegli qualcosa, per piacere. Grazie.
SVOLGIMENTO
Ve lo dico subito: non ho granché da raccontare.
Son state vacanze di sperimentato e ricercato oblio. Dopo un anno molto intenso, duro, stancante, pesante, sfiancante, avevo solo voglia di eclissarmi e riposarmi. E così ho mandato una missione di pace a confortare i miei neuroni ed il mio fisico malandati.
Son stato prima al mare con la famigghia.
Leggevo. Leggevo tanto.
"Indecision". "Good life". Due cagate. Quotidiani. Peggio. "Libra": magistrale. "Barney" per la quinta volta: chevvelodicoaffare.
Entravo ed uscivo da quelle giornate in spiaggia con abulia ed indolenza. E due, tre libri in mano.
Me ne son fregato di tutto.
Mi son preoccupato con moderazione dei miei cari e del mio lavoro. E di tutto il resto.
Ho bevuto con ritegno; (addirittura).
"Prima l'uomo prende il drink, poi il drink prende il drink, infine il drink prende l'uomo". L'ha detto Easton Ellis. Ho cercato di scrostarmi dal cervello questo mio vecchio vangelo.
Me ne son stato quasi sempre solo soletto, in quelle serate al mare. Gli amici si chiedevano chissà quale passato ingarbugliato, quale magmatico ed incandescente flusso di problemi, quali brillanti enigmi agitassero i miei gangli nervosi.
"State tranquilli", gli dicevo col mio ghigno perculeggiante messo a punto negli anni, "voglio solo rilassarmi".
"Voglio solo rilassarmi". Lo ripetevo come un mantra.
Dopo queste due settimane di mare, apparentemente inconcludenti, una delle quali passate da un mio amico carissimo, son tornato al paesello.
Alla casa in campagna, c'era mio padre ad aspettarmi. Ché il resto della famigghia era rimasto al mare.
E c'erano due nuovi cuccioli: due bellissimi pastori tedeschi.
E c'erano gli alberi da frutta: fichi, pere piccoline, uva, albicocche, pesche.
E c'erano i miei campi di grano appena mietuto.
E la mia amaca.
Dio è vivo e vegeto a casa Corleone.
Per dirla tutta, c'era anche il mio amatissimo Macallan, ché dalle mie parti al massimo puoi sperare in uno zio Jack, se ordini whiskey in un locale. E non si tratta esattamente della stessa cosa.
L'unico problema è stato il Don che ha deciso di beccarsi 39 di febbre a fine agosto. E così, tornato a casa la mattina alle cinque, mi svegliavo alle sette per preparargli la colazione e accudirlo.
A parte questo, però, son riemerso da questo rilassante riposo in un nuovo presente in cui ero più carico che mai.
E sempre più deciso a conquistare una donna che mi toglie il sonno.
E mi scombussola i ferormoni.
E porta bellissimi vestitini.
Ma Lei è distante. E per quanti sforzi io faccia, non riesco ad avvicinarla.
Lei è distante.
Lo so.
Vi aspettavate un post in stile Lucignolo Bella Vita.
Fatto di feste, drink, shorts da urlo, passere promiscue, pelli abbronzate e contaminazioni sessuali.
Ma non avevo voglia di pompini posticci e scopate sudaticce.
Ho la pessima abitudine di incaponirmi su una donna che mi farà star male d'estate.
Innamorarsi d'estate: un ossimoro.
"La freccia gira, gira e in culo va a chi la tira"; diceva una che conosco e che ho trattato colpevolmente male.
Scusate.
Vado a districarmi dal deretano questo dardo che mi sta torturando.
Voi intanto non vi rattristate.
Oggi va così.
Come direbbe Lei: oggi sto affogando in una pozza di malumore.

30 agosto 2006

Ancora un po' di pazienza

Il post-resoconto (della serie tema delle elementari "Come hai trascorso le vacanze"...) arriverà appena avrò un minuto libero.
Promesso.
Detto questo.
Recentemente ho acquistato un cellulare che fa pure gli mms.
E così, preso dalla foga e dall'entusiasmo per il nuovo giocattolino, ho iniziato a scattarmi foto, (innocente narcisismo di ritorno, nient'altro), e a mandarle in giro.
Anche ad alcune di quelle che leggono il blog.
A parte le reazioni contrastanti al mio indiscutibile e fotogenico fascino, c'è stato chi si è incazzato con me per tali mms, accusandomi addirittura di essere compulsivo; ( e qua è evidente che si han diverse idee e cognizioni sul significato dell'aggettivo in questione, ma lasciam stare ché oggi son di animo buono).
Ora.
Dato che è probabile che qualcun altro abbia pensato la stessa cosa ma non ha avuto il coraggio di dirmelo, faccio sin da ora un contrito mea culpa. E mi batto il petto, mentre vado a fottere il prossimo.
Non accadrà più.
E spero di aver sistemato la questione.
Al prossimo post.
Intanto, vado a fare un po' di pulizia nella rubrica del telefono.
Eccheccazzo.

13 agosto 2006

Have fun, stronzi!

Io parto.
Torno per la fine di agosto.
E voi.
Inveterati pervertiti, maniaci sessuali, invertiti e porche varie.
Divertitevi.
Sorridetevi, abbracciatevi, vogliatevi bene, fate tanto all'ammooore. Ma vedete di non moltiplicarvi, se non l'avete programmato.
E un'altra cosa, per le mie donne. Vi prego, trattenetevi: cercate di non darla al cazzoide che suona la chitarra ai falò di Ferragosto in spiaggia . Resistete allo stereotipo, tralasciate il cliché. Buttatevi semmai sul solitario taciturno che si sta ubriacando fumando quattromila sigarette.
Potreste trovarmi lì e coronare il sogno di una vita.
Io non so che farò, spero di andare a diffondere la mia saggia e buona semenza in terra natia.
Mi mancherete, pletora di inusitati bastardi.
Sul serio.
Vi amo.
Vostro,
JD.
UPDATE
Eccomi qua! In ufficio è già delirio.
Al prossimo quarto d'ora di libertà, vi aggiorno.
Per adesso, accontentatevi della mia mail seriale di questa mattina.
Io risponderò quanto prima alle vostre.
Con amore,
il Vostro.

11 agosto 2006

E tutto questo è noia

Qualcuno mi chiede con insistenza un nuovo post.
Io vorrei poterlo accontentare.
Epperò.
Glu ultimi tre post erano coi controcazzi; (niente falsa modestia, pliiis). E questo genera aspettativa nelle utenti; (sorry, ma è principalmente a loro che mi rivolgo). Aspettative che verrebbero disattese.
E soprattutto.
Non mi succede niente di interessante.
In ufficio siam rimasti in due. E' partita pure la collega Scora et Labora, e così non ho nessuno da insultare.
Le gare di rutto libero lasciano il tempo che trovano. Le giornate si affastellano una sull'altra come cianfrusaglie inutili.
E a quel punto, stanco di ciondolare improduttivo, non mi resta che scendere all'edicola e comprare un po' di interessantissimi newspaper parrucchiere-style: Novella 2000, Eva 3000, Visto , Vip, Stop, Chi.
I miei amici son tutti via e così la sera mi tocca cenare da solo. Cenare da solo mi deprime. La depressione genera tristezza. La tristezza va placata con l'alcool. Il mio consumo di alcool rende estremamente felici tutti i viticoltori italiani. Il tutto accompagnato ad un ascolto compulsivo degli Air ("Playground of love" e "All I need" le sto consumando), ciabattando mezzo nudo per casa. Che schifo.
L'evento più eccitante ed eclatante degli ultimi giorni è stato un attacco di panico misto ad ipocondria che mi ha sollazzato alcune mattine fa.
Ormai li padroneggio da professionista, gli attacchi di panico.
Toh, mi trema la mano. E non è il Parkinson.
Toh, ho il battito cardiaco accelerato. E non è un infarto.
Toh, ho un dolore al braccio. None! Non è l'infarto!
Toh, ho un senso di oppressione al petto.
Toh, non riesco a respirare.
Toh, ho un attacco di panico.
Normalmente, in una situazione del genere, macerandomi nei sensi di colpa per i miei fottuti stravizi, sarei indeciso fra lacrime e rabbia.
Nel dubbio, prendo venti gocce di benzodiazepine e passa la paura.
Intanto, mi crogiolo in un frustrante stato di avvilente indecisione ("E mò che cazzo mi invento?"). Se almeno esistesse davvero l'Abulinix, "Indecision" di Kunkel non sarebbe il romanzo più sopravvalutato della storia, dopo le peggiori intenzioni (sì mirabilmente tradotte in prosa) di Piperno e le avventure di quell'idiota di Holden.
E quindi sto solo, indeciso, frustrato e abulico.
Star soli genera tempo per riflettere e pensare. Attività pericolosa, per il sottoscritto. E su cosa potrebbe riflettere uno che, stando a 'sta
stronza, è "single, arrapato e con amiche cesse"? (Ci sono almeno un paio di inesattezze nell'affermazione, ma per tener desta l'attenzione non ve le dirò).
Alle donne, ça va sans dire.
Alle "mie donne".
Al mio harem; (ma de che?).
Ci sono quattro categorie di donne nella mia vita.
1) Quelle che amo, non essendone riamato.
Tipo
lei. Normalmente, mi sfanculano. O si divertono a far le profumiere. 'Starde. In sostanza, non si scopa.
2) Quelle che mi amano e io no.
Ma io sono ecumenico e generoso, come tutti i buoni cristiani educati alla carità. E glielo do. Ma son partite.
3-a) Quelle che io amo lei, lei ama me, te sei un omosessuale. In sostanza, c'è sempre un cagacazzi in mezzo. E anche qua, niet.
3-b) Quelle che io amo lei e lei ama me ma c'è la distanza. E vai di chat, foto porche e sesso on-line. Roba che mi si arrapano pure i cavi di Fastweb. Io non tanto, invece.
3-c) Quelle che io amo lei e lei ama me, ma lei è una donna cui è rimasto un barlume di intelligenza, uno scampolo di lucidità, e così mi fanculizza "ché con uno psicopatico e pervertito come te potrei solo impazzire". Amen.
4) Finalmente, quelle che io non amo loro e loro non amano me. E così, nella migliore delle ipotesi di reciprocità che si avvera, si scopa forsennatamente senza ritegno e senza remore. Sudando e godendo come zio Eros comanda. Ma son partite pure loro.
Alla voce "Non classificabile" ci sono poi le ex. Che, inspiegabilmente, mi vogliono ancora molto bene; (Dio abbia in gloria queste sante donne così piene di pietas cristiana).
E così provo a chiederla a loro.
"Che bello: riesco ancora a farti ridere..."
"Già, Johnny..."
"E se ci facessimo una ramatina? Voglio dire: se ancora ci sentiamo è perché in fondo ancora un po' ci amiamo..." (Che becero!).
"Tu meriteresti solo camionate di botte, brutto bastardo!" (E qua finiscono i puntini di sospensione erotico-allusivi).
Ci sarebbero anche quelle a cui decido nottetempo di portare cassa d'acqua. Che, spaventate, diventano delle alcoolizzate che manco Bukowski.
Dico: non esiste una Lega contro l'abbandono di uomini piacenti durante l'estate?
In sostanza, son rimasto solo.
Stai a vede' che c'aveva ragione la
stronza?
UPDATE:
"Vanity Affair"
"Fossi single, mezza matta e fancazzista, mi butterei tra le sue braccia.
Ma non possedendo manco una di queste caratteristiche, non posso fare altro che sentirmi lusingata di questo."

05 agosto 2006

Coraggio: fatti ammazzare!

Torno a casa sfiancato dal lavoro ma con una sensazione di leggerezza che non provavo dall'ultimo test di gravidanza negativo dell'ultima tipa con la quale ci si era dimenticati i corsi di educazione sessuale seguiti in età pre-scolare (Colpo Grosso, Drive In, ecc...).
Questo perché i miei coinquilini, (che Dio benedica quegli smodati figli di puttana), son partiti tutti.
Qualcuno è andato a casa, qualcuno è in vacanza, qualcuno dalla consorte, qualcuno all'estero. Qualcuno è fuggito senza aver pagato l'affitto, ma il mio fido collaboratore Tom Hagen ha già attivato i suoi sicari per rintracciarlo.
Insomma, finalmente son solo.
La gioia si traduce presto in scoramento.
La puzza di chiuso e l'evidente degrado igienico della casa mi si parano davanti non appena varco il proverbiale uscio della mia centralissima dimora.
In cucina, batuffoli di polvere delle dimesioni di un orsetto Trudi, ormai inquilini a pieno titolo della casa, stanno improvvisando una partita a scopone scientifico, (che poi: sailcazzo quale sia la differenza con lo scopone normale), sbevazzando del Corvo rosso. Mio. Intanto, discutono sul recente referendum al quale, ormai maggiorenni, si son recati a votare.
Passo in bagno: ho una coinquilina che perde capelli come un ragno cambia la muta. Non si tratta di capelli, ma di veri e propri gomitoli. Li vedo: sono sparsi ovunque. Ho un bagno che è diventato un cazzo di campo da bocce: tutte nere. Un altro mio coinquilino ha deciso di farsi i capelli con la (mia) macchinetta. Decisione saggia per il suo profilo estetico; un po' meno per il lavandino e la mensola dello specchio: i residui neri (ma un biondo, no?) del suo cuoio capelluto hanno formato un tappetino nel lavabo con scritto "Welcome to the jungle".
Mentre decido il da farsi, la tavoletta mi comunica che ha indetto uno sciopero ché ne ha le palle piene di essere inondata di piscio indiano.
Già, il coinquilino indiano. Sembrava un così bravo ragazzo. Eppure. Sì, ok: era un segaiolo, ma chi non lo è? Però, maledetto Rashid dei miei coglioni: per quale cazzo di recondito motivo devi lasciare i tuoi cazzo di spermatozoi non violenti sul muro proprio sopra il cesso? Papà Corleone ha proprio ragione: non c'è più pudore, cazzo.
I vetri sono ormai diventati, magicamente, grigi.
Il parquet vive di vita propria.
Il linoleum della cucina si ritira al mio passaggio, novello Mar Rosso.
Le piastrelle sono incolori.
Prima di prendere qualsiasi decisione sul da farsi, chiamo Rocco, il mio killer preferito.
- Trova i miei coinquilini. Vivi, Rocco! Li voglio vivi! Tu, giusto per esser più chiari, fagli solo un po' male. -
- Impossibile, sono irreperibili. Se vuole, Don, vado con Clemenza a "guardare negli occhi" i loro familiari... -
- No, no. Non coinvolgiamo degli innocenti. -
- Don Corleone, mi permetta: lei lascia correre troppe volte. Io un avvertimento glielo darei. -
- Uhm...Ok, fategli saltare le macchine e lasciategli un bigliettino con scritto: "Quando si piscia, si alza la tavoletta". Loro capiranno. Ah! Mandami qualcuno con delle munizioni: Vim, Vileda, Vetril, Lyso-Form, Svelto, Nelsen, Fabuloso, Pronto Legno, Viakal, Cif e ACE. Immediatamente, ché qui sto sotto assedio. -
Riattacco e vado in cucina.
Trudi and Co. hanno iniziato la mia bottiglia di Macallan. Se la scolano bevendo a canna. Che cazzo di cafoni.
- Ne vuoi un po', bello? -
- Bello un cazzo. La festa è finita: fuori dai coglioni. -
- Prova a cacciarci, rompicazzo pignolo ed ordinato! -
Indoro l'affronto. - Ok, l'avete voluto voi. -
Schizzo nel magazzino dove custodisco le mie armi. Sono a corto, cazzo. Dovrò economizzare, in attesa di rinforzi. Guardo la foto di mio padre: papà Vito, tornerò vincitore anche 'sta volta.
Ho solo due Swiffer e i batuffoli son molti di più. Decido per l'attacco frontale ed entro come un pazzo al grido "Libertàààààà!!!" in cucina.
Due di loro schizzano sulla finestra. Presi. Un altro si rifugia nella credenza. Stanato. Mi siparano davanti e li livello al linoleum (special thanks to James Ellroy). Mulino i miei Swiffer nell'aria come un'alabarda spaziale: Goldrake mi fa una sega. Li trovo in tutti i reconditi nascondigli, in tutte le stanze. Mi chiedono pietà, io non ne ho. Ne è rimasto soltanto uno. Il loro capo, Trudi. Quel fottuto figlio di puttana si è fiondato in camera mia. Sulla locandina originale del 1984 di "C'era una volta in America". Cerca di fottermi sui sentimenti, il bastardo.
- Fai l'uomo e scendi da lì! -
-Col cazzo! -
Cambio arma: uno Swiffer 44 Magnum modello Callaghan.
Torno in camera. Lui è ancora lì che se la ride.
Gli punto addosso la mia arma non convenzionale.
- Coraggio: fatti ammazzare - gli dico.
La canna crepita: Diritto al Creatore.
Mentre lo termino, se la sta ancora ridendo. Fanculo: mi doveva del vino.
- Fatti furbo, la prossima volta: non bere troppo. Ne guadagnerai in riflessi. -
Mi guardo intorno. La casa è un fottuto campo di battaglia. Mobili spostati, letti per aria, porte scardinate. E non è ancora finita. Chiamo una mia fidatissima collaboratrice, quella gnocca di Tonkita la Scopa, e mi faccio dare una mano a raccogliere i cadaveri.
- Falli sparire - le dico. Lei esegue.
Frattanto, sono arrivate le munizioni nuove. Un mio sgherro in divisa da Esselunga me le ha portate a casa. Lo promuovo a picciotto con una benevola pacca sulla spalla e lo lascio andar via commosso e riconoscente. Guardo il mio arsenale e ne guadagno in fiducia.
Svelto, Nelsen, Fabuloso e sgrassatore Cif: in un attimo la cucina è uno specchio. Beh, non proprio un attimo: sul piano cottura si sono accumulate diverse mensilità di ragù, caffè e intrugli strani. Devo ricorrere allo Svitol per averne ragione. E per svitare le caffettiere e pulirle, mi avvalgo della collaborazione del lubrificante vaginale di una mia partner occasionale. Mocio Vileda Testarossa nuovo fiammante con Lyso-Form: il linoleum si riposiziona, finalmente. Cambio l'acqua al Mocio e passo al Pronto Legno per il parquet della mia camera. Risistemo i mobili. Metto a posto i letti. Aggiusto le porte. La Lega Casalinghi Etero mi telefona per attestarmi la sua solidarietà, proponendomi la presidenza ad honorem. Io continuo a gigioneggiare furoreggiante con grembiule in vita, bandana in testa, Mocio e 44 Magnum in mano ed un poderoso paio di palle.
Rimangono il bagno e il corridoio. E la stanchezza inizia a farsi sentire. Ma non demordo.
Vado in bagno e mi guardo allo specchio. Cioè, cerco uno scampolo di riflesso. Barba lunga, guance scavate, occhi spiritati, espressione da idiota e una birra in mano; (quando cazzo l'ho stappata?). Sembro Mel Gibson. Chiamo mia madre:
- I miei coinquilini sono la causa di tutte le guerre nel mondo!!! - e qualcuno intercetta la mia telefonata. Il giorno dopo finirà sul Corriere.
L' Ordine dei Coinquilini Brutti, Sporchi e Cattivi chiederà il mio licenziamento.
Ma torniamo a noi e parliamone.
Il pavimento del corridoio, su cui è già passata Rullo Compressore Tonkita, necessita di due ripassate. Gliele do, ma la scelta lessicale (ripassate) in questo caso non denota piacevolezza nell'atto.
Emano in quell'inferno epidermico sessualmente trasmissibile che è diventato il mio bagno.
Tiro fuori dall'armadio il regalo della Durex per il consumo smodato di articoli della casa, secondo solo a quello di alcoolici, sigarette e medicinali.
Trattasi di una tuta in latex. La indosso. Per coprir le mani, guanti da motociclista. Prendo i tappetini: quello di capelli fa un volo dal balcone. Ops, è finito sul davanzale della signora del piano di sotto. Che, incidentalmente, mi sta sui coglioni. 'Sti cazzi.
Gli altri tappetini finiscono nella mia lavatrice fabbricata in esemplare unico dalla ditta di mietitrebbie "Massey Ferguson". Lavaggio a 100 gradi e che Dio me la mandi buona.
Passo alle bocce di capelli corvini. Le prendo e le posiziono sotto il morbido e lurido guanciale della mia coinquilina, così schifosa che pure i punkabbestia la rifuggono.
Dopo aver pulito i vetri (tre flaconi di Vetril mi fanno Ciao) e le varie mensole, dopo aver posizionato i vari prodotti di bellezza (???) delle donne di casa nel loro posto naturale, cioé il cestino, passo ai sanitari.
Accendo una sigaretta. la prima. Sa di candeggina. Urge colonna sonora di appoggio mentale.
Opto per i Rolling Stones: "It's only rock'n'roll, but i like it".
Col gel Cif riesco dopo un'ora a far sparire il colorito itterico alle porcellane pro-piscio e sciacqui.
Passo alla vasca: un'anarchica assemblea di peli, capelli, virus vari, rimasugli. Mentre il sottofondo diventa una litania di bestemmie, ho ragione anche di lei.
Le stalattiti di sperma sterile del micro-membro del Gandhi di noialtri, (mi si peroni il profluvio di genitivi), che provvederò personalmente ad uccidere, mi guardano minacciose.
Le faccio fuori con un raschietto da muratori. E poi purifico il muro con acqua bollente e candeggina.
Resta il pavimento. Mocio si avvicina. E' visibilmente stanco. Gli offro della birra. Si riprende. Tonkita intanto sta guardando un po' di tv. Glielo lascio fare.
Tre passate. Adesso splende così tanto che ci puoi mangiare sopra. Swiffer mi prende alla lettera. Sfilo la tuta e i guanti. Tolgo grembiule e bandana. Asciugo il sudore, copioso, che mi imperla la fronte. Ripongo le munizioni.
Il giorno dopo, il Movimento Pavimenti Puliti, patrocinato dal Foglio contro la delirante inchiesta Piedi Puliti messa in piedi dalla Gazzetta, mi nominerà testimonial d'eccezione.
Esco. Scoppia una cazzo di bufera. Pioggia e polvere e terra. E' un cazzo di inferno.
E io avevo lasciato le finestre aperte per far asciugare i pavimenti. Merda.
Mi precipito a casa.
- Rocco: mandami altre munizioni. -
Si ricomincia.
Cazzo cazzo cazzo (Barney's back).

01 agosto 2006

S.N.A.F.U.

Situation Normal All Fucked Up.
(In merito alla notissiuola bedda che avrei voluto annunciarvi, di natura lavorativa, beh: non c'è nessuna cazzo di bella notizia).
Ora, una gentilezza.
Nel commentare, se lo farete, aprite la finestra e scrivete solo una cosa:
Ma vaffanculo!
Mi aiuterete a sentirmi meno solo.
Come direbbe una mia cara amica: mal comune, mezza epidemia.
E come bonus-fedeltà per i miei lettori affezionati, eccovi una bella storiella capitata al tenutario del blog tempo fa.
Giusto per non farvi-ci-mi mancare niente.
Checcazzo.
Dunque.
Entro in un negozio di abbigliamento fighetto pro-calciatori zona Brera in cerca di un paio di pantaloni casual che siano esteticamente presentabili ed economicamente sostenibili.
Mi viene incontro una leggiadra commessa.
Piccola parentesi sulle commesse. Normalmente rappresentano la categoria di persone che più disistimo. Credono, soprattutto a Milano, che il loro status e la loro rispettabilità siano direttamente proporzionali al livello qualitativo della merce che vendono.
In soldoni, più è costosa la roba che vendono, più se la tirano.
E nessuno che gli ricordi che, normalmente, sono delle insulse mentecatte.
Normalmente, sfancularle e trattarle male è per me più liberatorio di una lavanda gastrica.
Ma questa. Questa mi sembra diversa. Se non altro, il suo sorriso è naturale e non plastificato.
Comunque, provo una serie di pantaloni e non ne compro nessuno causa scarsa convinzione.
La sera, la ribecco al supermercato sotto casa.
Sono le ore diciannove.
Iniziamo a chiacchierare, ché io ormai broccolo pure in chiesa durante un funerale, da inveterato porco figlio di puttana quale sono.
Dopo un'ora e mezza, il responsabile del negozio ci si para davanti: "E' davvero commovente e romantico quanto state facendo ma noi dovremmo chiudere."
Mi precipito alla cassa: ero sceso per comprare qualcosa per la cena e mi ritrovo con tre succhi ACE, uno spazzolino, tre confezioni di fetta al latte, un flacone di acqua distillata (acqua distillata? acqua distillata?), un succo d'ananas, uno shampoo anti-forfora (io che ho i capelli alla Claudio Bisio).
La casualità e totale inutilità degli articoli acquistati mi suona come campanellino d'allarme. Lo ignoro bellamente.
Decidiamo di prendere un caffè.
Mi metamorfizzo da bravo ragazzo, affinando i miei skill da uomo d'altri tempi, azzerando il mio sguardo spermatozoico, (Non guardarle le tette, non guardarle le tette; cazzo!) e cercando di mettere in secondo piano la coitabilità e stuprabilità della sì avvenente donna.
I caffè diventeranno quattro. Accompagnati da otto sigarette. Alle ore ventitre e zero zero, ormai in preda alle convulsioni, avrò scoperto che si tratta della donna più interessante che io abbia conosciuto nell'ultimo quinquennio.
La ragazza è dotata di un'inusitata pletora di buonissimi e validissmi motivi per amarla. Sedutastante.
Incidentalmente fa la commessa, ma solo per non chiedere i soldi ai suoi. Però è laureata, (sì, sono un fottuto classista, e allora?), dipinge, scrive, fotografa e diosolosacosaltro. Ed è figa.
Durante la nostra chiacchierata annota sulla sua Moleskine un libro che le ho consigliato di leggere.
Col cazzo che ve lo dico.
Ci salutiamo e io, a mezzanotte, decido di andare a correre per riordinare le idee.
Il giorno dopo, va da sè, passo a comprare i pantaloni e le porto il libro. Con dedica.
Ci rivediamo la sera dopo e tutto quello che ricordo è questo scambio di battute:
"Vedi, io non compro più l'acqua. Ormai bevo quella del rubinetto."
"E perché, scusa?"
"Perché aspetto che arrivi il mio uomo e che sia lui a portarmela. Sono romantica e all'antica e vorrei tanto un uomo vecchio stampo e galante."
Dopo, andiamo a bere un paio di whiskey. Su sua proposta. Io un Macallan e lei un Lagavulin. Marlon Brando mi si palesa e mi dice "Figghiu: è fatta".
Seguono scambi di messaggi, telefonate e carinerie varie.
A casa, prendo una compilation trash anni '80 e ascolto "Su di noi". A palla. Per ventidue volte.
E intanto, medito.
Cerco il colpo da maestro, il colpo di teatro che la faccia capitolare di fronte ai mie sentimenti puri e nobili.
Ed eccolo.
Torno dal lavoro e passo al supermercato. Sempre lo stesso. Compro una cassa d'acqua Rocchetta La Leggera (si sa mai...) e la porto a casa.
Ceno. Pane, amore e mortadella.
E tagliatelle alla bolognese.
Per farmi coraggio, al supermercato ho comprato anche una bottiglia di Macallan.
A fine cena, ne ho fatta fuori metà.
Ore ventidue e trenta.
Mi lavo i denti tre volte. Uso come spazzolino una spatola d'acciaio. La lingua la metto a bollire per sterilizzarla e purificarla.
Faccio venti minuti di training autogeno ascoltando "Solo noi" di Toto Cutugno.
Prendo la cassa dell'acqua e mi dirigo verso casa sua.
Già pregusto la scena.
"Ciao!"
"Ciao. No, è che....(si noti il tono imbarazzato da ragazzino alla prima cotta che tanta tenerezza dovrebbe suscitare, NdJ)..."
"Cosa?"
"Ti ho portato l'acqua. E, se non ti dispiace, vorrei continuare a portartela per tutta la vita..."
Lei, commossa e incredula, mi avviluppa in un caldo abbraccio e mi bacia con trasporto e passione, trascinandomi dentro casa sua; ( a proposito: li avrò portati, i preservativi?).
Ma torniamo a noi e parliamone.
Tra la curiosità dei passanti che, non facendosi i cazzi loro, mi guardano come se fossi un mezzo pazzo, trascino nove litri d'acqua fino alla porta della mia personalissima fata Turchina.
Citofono. Niente.
Riprovo. Niente.
Ancora. Niente.
Dopo sette tentativi, decido di telefonarle.
"Ciao!"
"Ah, ciao Johnny!"
"Sono sotto casa tua. Tu dove sei?"
"Ehm, sono in giro...con un'altra persona."
"Ah!..."
"Perché sei sotto casa mia?"
"Chi? Io? No, niente. Mi chiedevo: che ne pensi del fallimento del referendum sulla procreazione assistita?"
"Cosa?"
"Lascia stare. Buona serata."
Fa caldo. O forse son solo sudato. Tiro fuori una bottiglia dalla cassa ed inizio a bere.
A questo punto, i passanti mi lanciano monetine.
Torno a casa.
Ci sono i piatti della cena da lavare.
C'è ancora mezza bottiglia di Macallan.
C'è "Perdere l'amore" sulla compilation trash. Dopo "Sarà perché ti amo".
C'è una cassa d'acqua. Ancora lì.
Passo la notte a bere quell'acqua. Per dimenticare.
Passerò tre giorni a pisciarla.
E tre mesi a levarmi lei dalla testa.
Che, ovviamente, non si è fatta più sentire.
Col dubbio che a portarmi sfiga possa essere stata la colonna sonora da mesozoico.
Come dicevo nell'incipit.
Ma vaffanculo!
Ora.
Mi fate il favore di scriverlo anche voi, nei commenti?