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SVOLGIMENTO
Ve lo dico subito: non ho granché da raccontare.
Son state vacanze di sperimentato e ricercato oblio. Dopo un anno molto intenso, duro, stancante, pesante, sfiancante, avevo solo voglia di eclissarmi e riposarmi. E così ho mandato una missione di pace a confortare i miei neuroni ed il mio fisico malandati.
Son stato prima al mare con la famigghia.
Leggevo. Leggevo tanto.
"Indecision". "Good life". Due cagate. Quotidiani. Peggio. "Libra": magistrale. "Barney" per la quinta volta: chevvelodicoaffare.
Entravo ed uscivo da quelle giornate in spiaggia con abulia ed indolenza. E due, tre libri in mano.
Me ne son fregato di tutto.
Mi son preoccupato con moderazione dei miei cari e del mio lavoro. E di tutto il resto.
Ho bevuto con ritegno; (addirittura).
"Prima l'uomo prende il drink, poi il drink prende il drink, infine il drink prende l'uomo". L'ha detto Easton Ellis. Ho cercato di scrostarmi dal cervello questo mio vecchio vangelo.
Me ne son stato quasi sempre solo soletto, in quelle serate al mare. Gli amici si chiedevano chissà quale passato ingarbugliato, quale magmatico ed incandescente flusso di problemi, quali brillanti enigmi agitassero i miei gangli nervosi.
"State tranquilli", gli dicevo col mio ghigno perculeggiante messo a punto negli anni, "voglio solo rilassarmi".
"Voglio solo rilassarmi". Lo ripetevo come un mantra.
Dopo queste due settimane di mare, apparentemente inconcludenti, una delle quali passate da un mio amico carissimo, son tornato al paesello.
Alla casa in campagna, c'era mio padre ad aspettarmi. Ché il resto della famigghia era rimasto al mare.
E c'erano due nuovi cuccioli: due bellissimi pastori tedeschi.
E c'erano gli alberi da frutta: fichi, pere piccoline, uva, albicocche, pesche.
E c'erano i miei campi di grano appena mietuto.
E la mia amaca.
Dio è vivo e vegeto a casa Corleone.
Per dirla tutta, c'era anche il mio amatissimo Macallan, ché dalle mie parti al massimo puoi sperare in uno zio Jack, se ordini whiskey in un locale. E non si tratta esattamente della stessa cosa.
L'unico problema è stato il Don che ha deciso di beccarsi 39 di febbre a fine agosto. E così, tornato a casa la mattina alle cinque, mi svegliavo alle sette per preparargli la colazione e accudirlo.
A parte questo, però, son riemerso da questo rilassante riposo in un nuovo presente in cui ero più carico che mai.
E sempre più deciso a conquistare una donna che mi toglie il sonno.
E mi scombussola i ferormoni.
E porta bellissimi vestitini.
Ma Lei è distante. E per quanti sforzi io faccia, non riesco ad avvicinarla.
Lei è distante.
Lo so.
Vi aspettavate un post in stile Lucignolo Bella Vita.
Fatto di feste, drink, shorts da urlo, passere promiscue, pelli abbronzate e contaminazioni sessuali.
Ma non avevo voglia di pompini posticci e scopate sudaticce.
Ho la pessima abitudine di incaponirmi su una donna che mi farà star male d'estate.
Innamorarsi d'estate: un ossimoro.
"La freccia gira, gira e in culo va a chi la tira"; diceva una che conosco e che ho trattato colpevolmente male.
Scusate.
Vado a districarmi dal deretano questo dardo che mi sta torturando.
Voi intanto non vi rattristate.
Oggi va così.
Come direbbe Lei: oggi sto affogando in una pozza di malumore.



