29 aprile 2008

Eccomi

Non c'è niente da fare: io qui a Roma mi sento giustificato nel mondo. E ci resterei per sempre.
Ora come ora Milano non mi manca per niente.
D'altra parte: cosa dovrebbe mancarmi? La mia urticante papponeria? Il mio rimirare adorante le fighette a spasso in zona Brera spargendo petali di ormoni al loro passaggio? La demolizione di tutte le mie ambizioni lavorative? Le puntate nei locali con la mia compagnia di coglioni? Milano è per me una cantina. Una cantina per bere e una cantina per l'anima: di quelle dove conservi ricordi e note nostalgiche, di quelle che se ci entri il cuore ti si contrae e arriccia come una fisarmonica. Ma i muri di quella cantina sono ormai macchiati di stanchezza. E ciò che si offre agli occhi è desolante.
E a parte questo. Dopo undici anni, ti rendi conto che Milano è maledettamente piccola. Dico sul serio: Duomo, Corso Vittorio Emanuele, Zona Brera, Navigli (per la cronaca: Testaccio schiena i Navigli 3-0), Corso Como (ma vuoi mettere con Campo de' fiori?), Porta Romana, 24 Maggio e Ticinese (ma io odio i suonatori di bonghi). Finita. Stop. Sì, ok: qualcuno potrebbe parlarmi di suggestivi scorci, di splendide chiese. Dei laghi fuori città. Scusatemi: mi sarò inaridito.
Rimanervi? Non credo di esserne capace. La bellezza di questa città ha la carenatura un po' arrugginita.
E Roma? Roma è la grande, grandissima, spledida impresa di essere una città. Roma è bellezza e grazia. E' caos e bellezza. E' turbolenza e magnetismo. E' una città imperfetta: quindi è un capolavoro. E' affacciarti alla finestra e vedere un panorama che ti annichilisce, è fare passeggiate chilometriche in cui ogni nuova tappa è più bella della precedente. Un po' come le fighe a Milano: vedi una donna ferma a un semaforo accanto a te e pensi che sia la donna più bella tu abbia mai visto e già vagheggi di farci figli insieme. Poi attraversi la strada e arrivi al semaforo successivo e ne vedi una ancora più bella. E così via, per ogni cazzo di semaforo, in una Via Crucis della bellezza impossibile da possedere.
Roma è un pacchettino pieno zeppo di Paradiso. E' andare a pranzare a Trastevere con una coppia di amici e morire per degli agnolotti al ragù che levati. E' davvero guardare il cielo e nutrire speranze e dimenticarsi delle millemila tonalità di grigio cui ti aveva abituato Milano. E' affacciarti ancora alla finestra e vedere l'iradiddio fattasi cupole e non solo scorgere la Madonnina senza più chiedersi come cazzo avran fatto a piantarla lassù.
Roma è ciò che mi ha in qualche modo ricucito gli occhi al loro posto, costringendomi a guardarmi di nuovo intorno, senza camminare come un automa incurante come facevo prima.
Roma è roba pura e non tagliata. Milano è un continuo imbastire cerimoniali per intabarrare il nulla degli happy-hour.
Roma è riscoprire gli odori. Certi odori di certi posti. Certi odori in certe sere estive. Certi odori che pensavo persi in quel fritto misto di miasmi e fantasmi che è Milano.
Roma è risate fragorose, è il Ghetto, è un dialetto che non smetterà mai di divertirmi. Milano è spesso vita appiccicata con lo sputo, vulcanizzata alla bell'e meglio con ironia ruvida e indigesta, amarezza accecante e l'ennesima birra presa dal Rattazzo per buttar giù l'afasia.
Ho fatto tutti gli errori dell'elenco, quand'ero a Milano. E non so se fosse colpa di Milano. So che ero sull'orlo delle giornate peggiori della mia vita.
E so che invece quando sto qui la mia vita mi sembra più cospicua e meno esposta alle intemperie e che il passaggio dalla paura e dalla conseguente follia alla serenità è quasi istantaneo. E indolore.
Sono il solito me stesso. Il me stesso medio. Però vorrei poter iniziare una nuova vita, qui. Un nuovo primo giorno.
Qui. A Roma. In questo istmo che mi ha ricollegato all'amore.

51 commenti:

elisa ha detto...

mentre leggevo ho deciso che sì, vaffanculo, andrò a vivere a roma.
avevo bisogno di queste tue parole.
magari anche ieri, ma oggi va bene lo stesso.

Anonimo ha detto...

un solidissimo amen.

Velenero ha detto...

Mah... ti auguro di cuore che sia vero...

E' sicurament vero che il rapporto con una città è spesso come un rapporto amoroso: più è intenso e più si consuma in fretta...

Ho sentito gente dire di Roma le cose che tu dici di Milano, spero che per te sia diverso...

A me, invece, l'Italia fa schifo tutta, a prescindere da chi sale al governo.

GipuntoE ha detto...

Che belle cose che hai detto di Roma!!! e allora non mi resta che darti il BENVENUTO!!! ^_^

Anonimo ha detto...

Hai ragione su mille cose, soprattutto sulla scala di grigi a cui Milano ti abitua. Che al di là del valore cromatico, ha un gran valore metaforico.
Però...
I cerimoniali che conducono agli Happy Hour si possono pure evitare, per dire, anche correre dietro al treno della metro che senti in frenata quando tu ancora timbri il biglietto.
Di certo c'è un molto di te, nella Milano che hai vissuto.
Che qualcuno te la mandi buona JD, che tu riesca ad avere un nuovo primo giorno a Roma. (è che tu, a detta dei tuoi post, sei schizzato come pochi, quindi o ti metti a testa all'ingiù e capovolgi tutto, oppure ti vedo un animale da circo nella pacifica Roma. E comunque. Roma l'adoro anche io. Ma io sono la regina degli scAzzati)

Anonimo ha detto...

Si, era indubbiamente di Milano la colpa. Ma forse semplicemente non è adatta a quello di cui tu hai bisogno. Milano è brava ad illuderti di avere tutto, ma proprio tutto quello che possa mai servirti, sia materialmente che spiritualmente, ma credo che il segreto sia come si reagisce a tutto questo. :)

Anonimo ha detto...

Roma è la mia cantina macchiata di stanchezza, è la città da cui sono scappata via.
Eppure la tua dichiarazione d'amore la sottoscrivo tutta.
E ogni volta che torno cerco l'abbraccio di Mamma (Roma).

Giuseppe Mazzapica ha detto...

Sono le 7 e 20 del mattino io devo ancora andare a dormire, quindi se sarò scontato almeno giustificami un po'. Io credo, fratello, che tu abbia bisogno di novità, più di una o dell'altra città. Credo che tu abbia bisogno della tua lei, più che di una o dell'altra città. Oggi Roma rappresenta l'una e l'altra e quindi non ci son cazzi né per Milano né per nessun altro buco del culo di mondo.
Mi è venuto fuori anche un po' saccente, per questo non giustificarmi, però.

Anonimo ha detto...

Sono contenta per te, perché da queste parole traspare un entusiasmo che ultimamente ti veniva a mancare. O che quantomeno non esprimevi.

Non condivido, però, la tua passione per Roma, pur trovandola fantastica. Ci vivo e ci lavoro da ormai 6 anni ma non riesco ad integrarmi perfettamente, né ad innamorarmene.
Sono ancora troppo e intimamente legata alla mia città di origine che ritengo insostituibile per scorci, panorami, odori, sapori, gente e sociale.

Ti auguro il meglio, Jo'. Te lo meriti.

Sel.

Johnny Durelli ha detto...

ELISA: :)
MOLECOLE: eccheccazzo! :)
VELENERO: io ho cercato di smarcarmi dalla politica, in questo caso.
GIPUNTOE: grazie! Molto lieto, lietissimo! (Come direbbe Lino Banfi).
PAPIKITA: animale da circo? Schizzato? Io? :)
FV: Milano mi aveva stancato. E da parecchio, anche.
BB: eh. :)
MILES: non c'è affatto saccenza in quel che scrivi. Quoto tutto. Però ti garantisco che stare qui ha fatto sì io non mi abbattessi, pur con la situazione dimmerda che mi ritrovo.
SEL: grazie! Grazie davvero.

Anonimo ha detto...

Quella gran vacca del Paesone innegabilmente cattura, conquista, possiede, fagocita.
Come in quei film noir dove i protagonisgti hanno relazioni malate ed ossessive, insane ed irrinunciabili.

La detesto che vorrei migrare domani.
E' quando avverto l'odio che sale che capisco quanto mi abbia inesorabilmente inquinato di amore.

Anonimo ha detto...

No. Non ci sto.
Io che in quanto ligure ho sempre cazziato milano e milanesi, stavolta li difendo a spada tratta.
Ma come? Orde di meridionali hanno invaso una città che era ancora vivibile, spingendo i suoi abitanti a scegliere piuttosto una vita in campagna. Poi, quando il periodo delle vacche grasse è finito, tutti al mare? Troppo facile.
E poi, coglione a chi?


(Sono in perfetto stile Borghezio, si nota il manganello?)

Anonimo ha detto...

Scherzi a parte, quoto Papikita: C'è molto di te nella tua Milano.
La cosa giusta però è unirti a quella splendida donna, ti darà la forza che non ti dava un Happy Hour.

Per il resto, ma vaffanculo a Durè ;)

Unknown ha detto...

Bello davvero questo tuo post.

Da romano - che ora vorrebbe scappare per cercare altri stimoli e panorami - mi sento di metterti in guardia da questo luogo magnifico.

Siamo la prima grande città del Sud del mondo, non ci sono cazzi. "Mamma Africa", mi viene sempre da dire quando scendo all'aeroporto di fiumicino. Perchè è così. Quell'indefinibile odore dolciastro, quella lentezza sensuale. La sciatteria, il disordine congenito ed ineliminabile, lo scirocco che tira 9 mesi su 12: tutto questo è il Sud.

Ecco, io adoro questo essere Sud. Dico davvero, senza retorica nè ironia. Anzi, io sono sostanzialmente così. Il mito del romano fannullone è strettamente connaturato alla natura stessa dell'Urbe. Il romano lavora, e molti lavorano tantissimo.

Ma mentre in altre metropoli il lavoro è religione, scopo, principio e fine di ogni vita, qui è sempre una parentesi nella Vita delle persone. Per questo chi arriva dalle "città che corrono" rimane basito da alcuni comportamenti: i bar pieni ad ogni ora, i ristoranti pieni ogni sera.

C'è troppa molle dolcezza fuori per essere frenetici.

E' il posto perfetto per le vacanze, la contemplazione lenta, un lavoro tranquillo.

Miele, porpora e oro.

A presto (spero!)

il Vicerè

Anonimo ha detto...

mi sono appena innamorata del Vicerè.

Anonimo ha detto...

a roma è difficile stare, soprattutto se soldi se ne hanno pochi. ma forse ne vale la pena.

Anonimo ha detto...

sempre io. facevo il paragone con torino.. perchè credo che a costo della vita roma e milano pari stanno.

Johnny Durelli ha detto...

PILLOW: ti capisco. Davvero, eh. Ma io con Milano ho superato anche questa fase.
STROLIPPO: frate', credevo fosse ovvio che con "compagnia dei coglioni" mi riferissi alla vita universitaria o comunque "ggiovane". Scusami, davvero! Quanto al resto, quoto tutto e lo sai. :)
VICERE': il tuo commento andrebbe aggiunto ome update al post! :)
ANDREA: ti garantisco che Milano costa di più.

Anonimo ha detto...

Cagnaccio rognoso, inveterato sodomita, vecchio porco...sputi nel piatto dove mangiasti tutti questi anni eh.

E allora non posso esimermi:

<<...canten tucc "lontan de Napoli se moeur"...ma po' i végnen chì a Milàn!>>

(Teeeerùn!)

Anonimo ha detto...

Torna presto...

Anonimo ha detto...

Dico sempre che Roma è una straordinaria amante ma una pessima moglie.

Il tuo post mi conferma questa mia tesi: e io la amo, Roma. Mi manca come una persona, quando ne sono lontano. Bastano tre giorni: quando sono stato a Milano per lavoro, di ritorno, mi ricordo ch'ero l'unico sorridente nel traffico di Corso Francia. Ero finalmente ritornato nel mio humus. Roma è qualcosa di fisico, oltre che di visivo, olfattivo.

Però, appunto, Roma è l'amante perfetta. Ha seni sodi e gonne corte. E' lasciva, passionale: ha sempre voglia di fare sesso. Se la vivi come amante non ce n'è per nessun'altra: il problema è quando ti diventa moglie. Quando te la ritrovi *tutte* le mattine nel letto e t'accorgi che è isterica, pretenziosa, gelosa, possessiva, perennemente premestruale, anorgasmica, lì le cose cominciano a cambiare. Lì la vorresti strozzare.

Tuttavia resta il fatto che Roma è Roma e voi nun siete un cazzo.
[Ste]

Anonimo ha detto...

Ho cambiato idea: ora amo Ste.

Anonimo ha detto...

adoro quella città e se non hai niente in contrario, copio questo post, precisandone autore e fonte, perchè rende abbastanza l'idea di come la vedo anch'io.
ovviamente se a te non fa piacere, basta che lo comunichi.
buona rinascita

Sodoma

Anonimo ha detto...

Sento il dovere morale di sottoscrivere in pieno questo post.

Soul

P.s. Ce stai sabato pe' nu' birrino?

SoulK

Anonimo ha detto...

beh anche io ho sempre avuto l'impressione che milano fosse piccola.
Ora me ne sto a Napule e dintorni, ma quando ho vissuto a roma avevo le stesse sensazioni.

Unknown ha detto...

JD: sei troppo buono con me. Non ci sono più abituato. Ci si becca alle prossime birre.

Pillow: scegli Ste. Fai 'n affare, fidate.

Ste: sottoscrivo in toto il tuo commento. Aggiungerei che la Roma-moglie è anche fin troppo porcella. Tuttavia la sua lascivia può stancare, alla lunga. Infatti da che mondo è mondo la moglie è casta, l'amante è porcella.

SalvS!

il Vicerè

Anonimo ha detto...

Complimenti JD, il tuo post è bellissimo. Perdonami se ti dico alcune cose senza conoscerti.
Il discorso del confronto delle bellezze di Roma con qualunque altro posto non si pone nemmeno. Permettimi di dirti però che non è questo il punto.
C’è una fondamentale differenza fra Roma (ma anche altri bellissimi posti del centro sud) e Milano.
Milano è competitiva, molto demanding, veloce e spesso socialmente ipocrita quanto un Happy Hour. Non è il posto ideale da viverci quando hai subito sconfitte sul lavoro.
Ha ragione il Vicerè. Luoghi meravigliosi come Roma hanno un effetto calmante, addolcente e rassicurante in momenti del genere. Ma non lasciarti ingannare a lungo.
Prenditi tutto il tuo tempo per assaporare questi ritmi e godere di cose che non sono possibili a Milano.
Ma tu devi tornare qua e ti auguro di farlo nel modo migliore. Più temprato e maturo.
Ciao. Maria

Chiara ha detto...

Roma è Roma, il resto fuffa


( ;-))

Gnegnet

Johnny Durelli ha detto...

ARDEZ: pirla! :)
LIZZEN: ok. :)
STE e VICERE': niente da aggiungere.
SODOMA: certo che puoi!
SOUL: sto andando a casa, mi spiace. Ci si sente settimana prossima, ok?
PAGLY: eh.
GNEGNA: anfatti. :)
MARIA: non credo di voler tornare. A meno che non mi costringano gli eventi.

fe ha detto...

sulla carta d'identità c'è scritto nata a milano. a roma ci ho passato - quanto? - 1/10 di vita. ma so che la mia vita sta tutta lì, in quei due anni e mezzo.

eppure ora sono di nuovo a milano. e leggerti fa un po' male.

Anonimo ha detto...

da romana ritornata potevo non commentare? sono stata 10 anni lontana da questa città. tanto che la amavo che avevo finito per odiarla e ne fuggii. sbagliando.
ma quei 10 anni mi hanno regalato la consapevolezza che un romano non puo' essere davvero felice altrove. e io ne ho provati parecchi, di "altrove", anche la "tua" milano che con me è stata tanto arida (ma assai elegante, lo ammetto, e provvida di eventi).
sottoscrivo il commento del vicerè quando parla di *come* lavora un romano.
io non ho mai lavorato tanto quanto ora che sono qui. eppure qui, e solo qui, sono riuscita ad avere davvero una vita privata.
ci sarà un perchè.
roma non puoi non amarla, alla fine. anche se fai resistenza. lo dice pure il mio crucco ;)
baci dolcezza.
e una di queste volte, vienici a trovare.

Anonimo ha detto...

Io a Roma ci sono nata e rimasta fino alla prima elementare; ma *casa* è lei, anche se il resto della vita l'ho passato altrove.
E ancora adesso, quando mi si chiede di dove sono, io rispondo "di Roma". Sperando sempre che sia vero.
Vai JD; cartelli di saluti alla stazione per la tua partenza.

S.

Anonimo ha detto...

Sono felice per te poichè penso che tu abbia bisogno di lasciarti alle spalle le delusioni che Milano probabilmente ti ha dato e di ricostruirti nuovo a Roma. Milano una cantina: mi piace questa tua definizione. In cantina però ci si tengono non solo i ricordi, ci sono le cose che per un po' di tempo non si devono buttare poichè potrebbero venir bene un domani, quelle che metti perchè hai la casa troppo piccola ma che usi comunque e soprattutto il buon vino. In bocca al lupo JD di cuore davvero ma non denigrare troppo Milano please e non elogiare troppo Roma.
Dafne

Anonimo ha detto...

Dimenticavo: credo che Roma abbia sempre avuto "bisogno" di Milano e Milano ha sempre avuto bisogno di Roma e sarà sempre così purtroppo.
Dafne

Anonimo ha detto...

... ed io mi ascolto "Milano" di alex britti...

Ciao
Enea

Anonimo ha detto...

Torno oggi da Roma in questa milano irrigididita e diffidente, che dopo cinque giorni a roma mi sembra ancora più rigida, aliena e alienante. Roma è vitale, aperta, è come un respiro a pieni polmoni, una liberazione, un rimettere le cose al loro posto, vedere che un altro modo, più umano, più sincero, è possibile. Bello leggere questo post, e sentire che queste sensazioni non appartengono solo a me, non sono il frutto del mio delirio personale...sentirle più dense e reali.
Ciao
M

Limo ha detto...

Non so se condividere o meno quello che il post dice. So per certo che è scritto in un modo che mi piace un sacco. E che mi ha fatto leggere un post di 100 righe come non faccio da molto tempo.

Certo che manca tanto di Milano (in bene e in male) in quelle righe... perché una città è quello che la anima, non (solo) gli scorci o il panorama o i sapori o gli odori: è cultura, è iniziative, è spettacoli, è amicizie. Certo che se ci si riduce all'happy hour si fa presto ad annichilirsi.

Mi pare che tu pretenda molto da una città, ma che non ti impegni a dare altrettanto: vuoi solo succhiarne gli odori, i gusti, le visioni, senza sforzarti di buttarci la tua anima.

Limo (uno che Milano non la ama).

Johnny Durelli ha detto...

FE: mi spiace! :)
SARAH: sicuramente!
S.: grazie!
DAFNE: tutto vero, quel che dici. Io ho volutamente "esagerato".
ENEA: so perché lo fai. E ti capisco. Davvero.
M.: grazie.
LIMO: ce l'ho buttata eccome. Per undici anni.

Anonimo ha detto...

personalmente Milano mi ha "uccisa e delusa" molte volte, ma mi ha "salvato e ridato la vita" altrettante volte. Che sia la legge della compensazione? oppure Milano ha un cuore? Potrebbe darsi che un domani ti restituirà ciò che ti ha tolto, anche se magari sarà troppo tardi.
Dafne

Sciroccata ha detto...

infatti la mia scelta migliore é stata trasferirmi da milano a roma, mai cosa fu meno rimpianta.

Anonimo ha detto...

Ciao JD, ci siamo incontrati a Roma alcune volte.
Quattro parole ogni tanto, un aperitivo e poi le nostre strade, insieme a quelle con gli amici comuni si sono divise.
Ma è da allora che ti leggo e oggi ho pensato di scriverti visto che io di Roma mi sono innamorato quattro anni fa e il tuo post ricorda le mie sensazioni di allora.
Ora me ne sono andato perchè non ce la facevo più, per tornare al nord.

Senza scendere nei dettagli voglio solo lasciarti un saluto, augurandoti davvero che una tua prolungata esperienza romana possa essere più appagante della mia.

Ciaps

AK

Johnny Durelli ha detto...

DAFNE: po' esse'. :)
SCIROCCHELLA: eh.
AK: grazie! Però una cosa te la devo chiedere. Chi sei? Senza qui scendere nei dettagli, mandami una mail. :)

Anonimo ha detto...

Questo post svela una parte meravigliosa di te, fai in modo che non si nasconda di nuovo! :)

Anonimo ha detto...

In bocca al lupo
TIC

lula ha detto...

ho due link al tuo blog, Grazia (su cui scrivo) e batgirl. ero passata di qui altre volte ma non ero mai capitata su un post così.

nata a Cagliari, ventott'anni a Milano e quando ho scritto la prima volta di Roma avrei scritto le stesse identiche cose che hai scritto tu.

poi arriva Newton&Compton.

per loro inizio a scrivere le 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita (forse hai visto in libreria quelle di Roma).

e cazzo, crollo.

Milano non la conoscevo per niente.

sono stata, nei suoi confronti, una stronza di proporzioni colossali.

e ci ha pensato Roma a cazziarmi e mazziarmi per bene.

niente dettagli, perché si vive solo di esperienza personale, e lo sappiamo tutti.

solo due cose.

il nove agosto esce il mio libro, se non ti va di comprarlo ti mando i pdf ma per favore, per crociata mia personale, leggilo.

per Milano cantina e per tutte le stanze di sopra che forse non hai mai visto.

l'altra cosa è un semplice in bocca al lupo.
anzi, alla lupa.
che tu l'abbia trovata davvero.
casa.

Johnny Durelli ha detto...

ILA: addirittura! :)
TLC: crepi.
LULA: grazie! Mandami pure il pdf; la mail è nota.. Il 9 agosto, poi, prometto che contribuirò alla tua "causa".

Anonimo ha detto...

milano io la trovo una città onesta. ti si palesa subito la sua natura. roma no. è ingannevole e subdola. ti prende per culo. è la casa di marzapane di hansel e gretel. buona fuori. ma dentro c'è una strega cattiva.

Anonimo ha detto...

Molti errori dell'elenco li ho fatti a Roma.
(Tutta vita però. E che palcoscenico meraviglioso).
Per questo, confido ancora di ripeterli tutti, dal primo all'ultimo. Nello stesso posto.
Felice di saperti là, in bocca al lupo (alla lupa?) per tutto

Ninalou

dottord ha detto...

Ho vissuto sia a Roma che a Milano.

Ho un buon ricordo di entrambe le città, ma se dovessi scegliere, sceglierei Milano. A costo di suonare banale, devo dire che è meno bella ma offre di più, sotto tutti gli aspetti.

Poi, personalmente, non ho trovato alcuna conferma del fatto che i milanesi sarebbero freddi e ostili. Per quanto mi riguarda, è solo un luogo comune.

Comunque, dopo undici anni nello stesso posto, capisco la tua voglia di cambiare.

Johnny Durelli ha detto...

DARLENE: sul primo punto devo darti ragione: Milano offre di più, almeno dal punto di vista lavorativo. Quanto ai milanesi, non sono estremo né in un senso né nell'altro. Diciamo che ho fatto incontri variegati. :)

Dario ha detto...

A Pasqua, parto da una Roma annegata dalla pioggia, ed arrivo in una Milano soleggiata, dall'aria cristallina, meravigliosa. Il cielo di Lombardia, ch'è bello quand'è bello...
Bello il tuo post, da vero innamorato. Noi che ci siamo nati e vissuti, a Roma ci abituiamo facilmente, salvo poi staccarcene e morire di nostalgia...
Felice e lunga permanenza.
Dario