02 ottobre 2008

Ehm

Sto uscendo dalla banca.
Sto scrutinando la mia solitudine. La mia attuale situazione. L'ago della bilancia si è come atrofizzato: ultimamente ho solo doveri e pensieri. La classica situazione in cui speri nel meglio ma non smetti di aspettarti il peggio.
Sto uscendo dalla banca.
Un'impiegata piastrellata di adipe e buccia d'arancia mi ha fatto penare una settimana per consegnarmi il nuovo bancomat. L'aveva dimenticato nel cassetto.
"Dotto', so' tornata da poco dalle ferie e ancora mi devo ripija'. Può capitare, no?"
Quando mi sono accorto che ogni centimetro cubo, e son tanti, del corpo sgraziato di 'sta qua è ripieno di idiozia, ho abbozzato. D'altra parte, solo portarla fuori e spararle in fronte avrebbe potuto essere una soluzione.
Ho abbozzato e sono andato a un altro sportello e ho pagato bollettini per svariate migliaia di euro per affitto, mobili, cauzioni e diosolosacosaltro.
Non ho idea di come potessi avere tutti 'sti soldi, anche visto e considerato che le dinamiche delinquenziali mi son sempre state estranee. Sì, vabbe': a parte gli scherzi telefonici notturni.
Sto uscendo dalla banca e le mie spalle saranno pure larghe ma sono tutte intossicate.
Veleno allo stato puro. Una cosa divertente, insomma. Da ammirare.
Sono uscito dalla banca.
E, peraltro, e nonostante l'alcool sia un gran dono di Dio, sto affrontando i postumi della madre di tutte le sbronze. Ho mal di testa, mal di stomaco, mal d'auto anche. In pratica, sto una merda.
E inoltre.
Mi aspetta una riunione lavorativa "di vitale importanza". E il perfetto stato di furia mentale e professionale che mi servirebbe per affrontarla mi è estraneo.
Se fossi stato più debole, avrei già tentato un paio di volte il suicidio.
D'altra parte, penso, non posso certo vivere in uno stato di collera perenne. E decido di calmarmi. E lo faccio pensando a chi sta peggio di me. Nella fattispecie, una mia vecchia zia. Sul serio. Inizio a pensare ad una mia vecchia zia.
Circa dieci anni fa ha festeggiato i novanta. E dato che per gli ultranovantenni vale la regola dei cani (un anno umano = sette anni canini), mia zia in questo momento credo stia veleggiando verso i centocinquanta. Non riconosce più nessuno, nemmeno i figli. Nessuno tranne me. Saddio perché. E così, chiacchierando con me tempo fa, da buona rincoglionita non era riuscita a trattenere un rutto. E mi aveva ruttato in faccia. E il rutto aveva un odore strano. E quando le avevo chiesto cosa avesse mangiato, "Formaggino! Buonissimo!", mi aveva detto. Brandendo in mano una scatola di Leocrema. Vuota.
Penso a questo e rido. In fondo le cose non vanno poi così male. E se andassero così male, vorrebbe dire che starebbero per andar meglio.
Mentre penso a tutto questo, rispondo al telefono.
Chiudo e sento un odore strano. Un altro. Un odore un po' ributtante, in effetti.
Un piccione ha cagato sulla manica del mio abito.
Peraltro, proprio sul braccio con cui tenevo il cellulare. E così, riponendolo nella tasca interna dell'abito, il cellulare intendo, ho lasciato un'insalata russa a base di merda di piccione su tutto l'abito.
Ché, inutile dirlo, il volatile in questione doveva avere un intestino mooolto capiente.
Ero nei dintorni del settimo cielo. Ora mi trattengo nei dintorni di Dio, ma per rinfrescare la giornata con un bestemmione molto epico e per niente gioviale, cosa che mi pare, a questo punto, NECESSARIA.
Perché la cagata addosso di un piccione è come la scritta "Stronzo chi legge": ci caschi sempre. E non puoi farci un cazzo.
Sono uscito dalla banca e dovrò andare a questa riunione con questa mia nuova amica delle ore liete. Maleolente perdippiù.
Mentre impreco nel mio dialetto d'origine, ché io come tutti i terroni quando mi incazzo sul serio ricorro all'idioma natìo, entro in un bar e mi rifugio in bagno. Armeggio con carta igienica e sapone, e mi ritrovo con la manica della giacca zebrata: strisce marrone-merda alternate a strisce bianche, come bianchi sono i pelucchi della carta igienica.
Mi sentivo un fico. Ora mi sento un perfetto imbecille. Ora sono diventato uno qualsiasi. Un qualsiasi coglione.
Passo da un ferramenta e compro della fodera d'acciaio per il mio stomaco.
Mi presento alla riunione e saluto tutti col braccio girato verso l'interno in una posizione innaturale, con la speranza che non vedano tutto lo schifo. Sembro un contorsionista. O un idiota.
Giostro verbalmente co' 'sti tizi e, mentre spero che non si accorgano di nulla, proseguo il mio recital a base di sicurezza e professionalità.
Poi, un tizio presente:
" 'Sti piccioni sono proprio un problema, eh?".
E lì mi rendo conto che il meglio delle mie capacità oratorie mi ha abbandonato.
"Quella fu l'ultima volta che mi suicidai". (cit.)

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo, se il pennuto ti avese cacato in testa lavarsi sarebbe stato un attimo. Nevvero?

Anonimo ha detto...

sì, poi mi immagino la riunione. "dottor jd lei ha veramente idee di merda"

lu

Anonimo ha detto...

siamo un pò stanchini o sbaglio?

kyra ha detto...

ahahahahahha.... e pensare che il massimo pensavo di averlo sfiorato io, quando prima di andare ad una importante riunione invece della lacca per capelli, avevo usato la spray lucidascarpe... ;-)

Johnny Durelli ha detto...

ARDEZ: stupido bastardo.
LU: stronza.
ARI: in che senso?
KYRA: beh, se la giocano...

Anonimo ha detto...

Immagino il nervoso.
Pensa che una volta un piccione mi ha cagato sul panino mentre mangiavo su una panchina.
Immagina il nervoso!

Ciao Jonhnny

(O.T. --> 'sto weekend in che città sei?)

Anonimo ha detto...

per la tipa piastrellata di adipe io ho la soluzione "un pò datata" ma del resto è lei quella piastellata mica io!

http://it.youtube.com/watch?v=YSGp8K-aKPw

Manù

Anonimo ha detto...

Ardez non ti cagano neanche quelli eh?

Anonimo ha detto...

Asd.. conosco la sensazione, anche io ho avuto un incontro con un piccione che a giudicare dalla quantità e dal colore doveva avere la dissenteria. E non è bello. Hai la mia solidarietà .)

Complimenti per il blog!

-flexo-

Anonimo ha detto...

DALLE MIE PARTI SI DICE: FATTI BENEDIRE DA UN PRETE RICCHIONE!

Johnny Durelli ha detto...

SIMONE: io adesso sono a Roma.
STROLIPPO ha vinto un'altra volta il titolo di commnentatore dell'anno.
FLEXO: grazie!
CROMO: delicatissima.

Anonimo ha detto...

Meno pompini più Martini.