Il dossier dei miei sentimenti, la geografia di tutto quello che mi passa e mi è passato per la testa, la gestione del magazzino interiore di cui parla Hornby insomma, è sempre stata per me una questione un po' complicata. E confusa.
Non foss'altro perché son sempre stato abituato a valutare tutto, anche le vicissitudini e gli altri, riferito a me ed al mio smodato egocentrismo; deformando quindi l'oggetto di disamina. E poi perché non son mai riuscito a dare il nome giusto alle sensazioni.
O forse è vero che, col passare del tempo, dai nomi diversi alle stesse cose. E quello che una volta ti suscitava noia e quasi ribrezzo, tutt'a un tratto è diventato appagante perché a lento rilascio di serenità.
E così tutto è rivoluzionato.
E mentre non capisci se sei felice o se stai passando il tempo a convincerti di esserlo, perché per tutti sembra essere questo l'obiettivo primario: la felicità, scopri che in fin dei conti è la serenità la parola chiave.
Ho sempre pensato che la cosa migliore che potesse capitarmi fosse l'instabilità. L'insicurezza. Il piombare in un abisso di ignominia fatto di stravizi, imprese rischiose di cui abbuffarsi, instabilità affettiva e sessuale, difficoltà come stimolo enorme. Era questa la felicità. Era la leggerezza calviniana; leggerezza ché fa caldo. Era essere interessante e in gamba e ambigui per potersi poi sentire in diritto di schiantare altre vite, soprattutto di donne. Era parlare con "divagazioni e considerazioni tecnicamente perfette, espresse con la voce notturna di un vecchio presentatore della radio" per vedere l'effetto che faceva. Almeno in termini di altri materassi su cui sdraiarsi. E di altre "maleducate da scortico" con cui trastullarsi. Era questa la felicità. Era rabbia come stimolante. Era rabbia per sentirsi integri sapendo che non esistono uomini integri. Era cercare di essere affiscinante il prima e il più possibile. Era non guardarsi indietro e tanti cazzi tutto il resto, tanto c'erano rimozione, compromesso e camuffamento. E nessuna coscienza. Era un io enorme e difendibile come centro della propria esistenza. Da ampliare sempre più, fino a coprire anche gli altri. Assalendo la vita.
E adesso?
Adesso è tutto diverso. E non rinnego nulla. Anzi: dio mi benedica per tutte le cazzate che ho fatto. Ho fatto quello che ho fatto.
Adesso è diverso. Adesso ha fatto capolino la serenità. E mi son reso conto di come sia molto più importante. E serenità è guardarla e pensare che non deve capitarle nulla a meno che non capiti anche a te. Serenità è, per la prima volta, identificarsi ed essere identificati dal contegno e non più dagli scatti di ira. Né dalla bramosia.
E' guardarla e ritrovarsi a "recitare" Philip Roth: "Penserò a te fino alla morte. Penserò a te mentre muoio". Magari mentre fa l'ennesima cazzata domestica che turba la tua cazzo di casalinghitudine.
Adesso serenità è prendere un taxi e raggiungere degli amici senza programmi belligeranti ma per il puro gusto di stare insieme; magari regalandosi libri e tacciandosi, per questo, di essere finocchi in fieri. Rimediando, nel contempo, sbirciando culi che passeggiano. Felicità è invece dir loro di venire con te al bar sotto casa tua "che fa cornetti da diabete purissimo" e veder poi loro, prima dubbiosi, che se ne scofanano due a testa alla media di due morsi per ognuno.
Serenità è guardare la partita a casa con una pizza, tre birre e un'attesa del novantesimo che ti schianta. Felicità è saltare e urlare e buttarsi schiena a terra piangendo quando Alex ti regala la sua ennesima parabola perfetta e tu pensi "Cazzo se non è arte anche questa", mentre gli altri chiamano un dottore per paura di un tuo prossimo colpo apoplettico.
Serenità è serenamente educarsi alla disciplina della rinuncia: flirta quanto cazzo ti pare ma il letto tu lo dividi solo con lei. Felicità è essere a una festa di amici, con un'amica di LEI, gnocca sesquipedale, che ti dice "Oggi ho rivisto Casino Royale e vedendo Craig ho pensato in continuazione a te". Con le amiche che annuiscono e tu che ti senti un dio dorato. Felicità è, appunto, continuare a essere vanesio mandando messaggi a Ste e dicendogli "Metti su Sky Cinema 1 ché ci sono io", quando c'è qualche altro film con Daniel Craig, con lui che ti risponde "tu sei mentalmente disturbato".
Serenità è riuscire a sostenere una cena affollata a casa tua, silenziosamente raccogliendo bicchieri e piatti vuoti appena vengono posati e senza che nessuno se ne accorga. Felicità è sapere che ci sono almeno due persone che non ti trovano un malato per questo.
Forse "i tempi sono sconnessi".
Forse è tutta una rivoluzione.
Io però so che, nonostante tutti questi cambiamenti, le mie parole e il mio cazzo son rimasti, ancora, le parti migliori di me.
(*) Amleto: Atto I, scena V.




20 commenti:
Il cazzo non lo so (non mi concerne), ma le parole, ah si, quelle ancora le sai usare, amico mio, 'che ti conosco solo attraverso quelle, e ancora mi stupisci.
Bravo, porco cazzo.
Bravo.
Dimenticavo.
Forza viola.
E questa pienezza credo sia tra le cose più difficili da raccontare (e tra le migliori da godere).
Al solito, chapeau.
Sono pochi gli amici eletti che mi hanno regalato un libro senza motivazione. Quelli sono gli amici che perdureranno negli anni, che cambieranno faccia ed espressione insieme a me, che coltiveranno crisi esistenziali e cirrosi epatiche. Moriremo, è vero, ma sarà un cammino stupefacente insieme. Perché noi abbiamo quello che altri non hanno: noi siamo LUMINOSI. Noi fiammeggiamo nella notte.
p.s. e ora ripeti con me: "Non assomiglio a Daniel Craig. Non assomiglio a Daniel Craig. Non assomiglio a Daniel Craig. Non assomiglio a Daniel Craig. Non assomiglio a Daniel Craig". Hai ripetuto? Ripeti, cazzo! :-)
[Ste]
HEIKE: grazie!
BB: è difficilissima.
STE: e che libro! :) Ah, no: è lui che ha la fortuna di assomigliare a me. :)
...è bello essere affascinati, rassicurati dalla serenità... un po' ti invidio...ti sei accomodato nella tua vita, ti ci sei avvolto...ti invidio parecchio...sarà il tempo che passa regalando un senso ad ogni decisione...sarà l'amore...sarà illusione...sicuro qualcosa sarà! intanto io continuo ad invidiarti :)
io invece so che sei tutto un bluff, perchè flirti e scopi, comunque, e non solo con la tua amata e beatamente cornuta LEI, che prima o poi ti sfanculerà, tranquillo, perchè avere gli occhi di James Bondo non vale a niente se poi hai anche una grandissima testa di cazzo. Ti stimo anche per questo, per come fingi e reciti fierezza di una serenità che non hai e che soprattutto non vuoi, ma che riesci ad ostentare con amabili parole. se vuoi puoi scopare anche con me, non mi dispiacerebbe.
I casi sono due: ti sei innamorato, oppure....sei velocemente ed irrimediabilmente rimbambito. Fai te!
Per quanto mi riguarda una mattina mi sono svegliata alle cinque per allattare quell'ingordo di mio figlio che strillava, l'ho messo nel letto insieme a noi e l'ho attaccato al seno. Mentre lui poppava, mio marito dormiva beatamente al mio fianco. All'improvviso ho capito che tutto quello che volevo era lì in quel metro quadrato di letto o poco più... è così banale la felicità?
INVIDIOSA: grazie!
ANONIMA: uhm, sì.
MIRANDA: po' esse'.
Meglio somigliare a Daniel Craig che ad Amleto.
(non ne sono certissima, però)
MICRAGNA: neanch'io.
(Rispondo all’anonimo lassù.
Infatti il cuore di Bond rimane di Vesper, nonostante l’agente non disdegni di flirtare con ogni-ultima bella-sì-ma-non-unica Bond-girl)
Baci. A te, non all’anonimo.
Ok, allora io assomiglio a Robbie Williams. Anzi è il cantante che assomiglia a me. (e ci si bulla al bar con gli amici)
[Ste]
magari non ci credi, ma chi se ne importa? E' un gran bel pezzo
Beh, non so per te, ma per me la storia di amante che ho con Fabio, vale tutto questo e molto altro, però il tuo blog si fa leggere, ciao a tutti.
francesca.
proprio quando pensavo che non avessi + niente da dire.....te ne esci con un post così. :) welcome back ;)
Leggerti così è indescrivibilmente godurioso!!! ;)
Senilità, vorrai dire.
Mi sono rotto le balle di dirti che bravo che sei, anche perchè è vero. Ma se tu assomigli a Craig, io invece sono Colin Farrell.
Avevo sempre pensato "cazzo ma io non assomiglio a nessuno" quando al bar un amico mi viene incontro con una foto e mi fa "cazzo sei uguale". E tutti convengono che, sì, sei uguale.
Alla fine della proiezione di "Pride and glory", un mesetto fa, mi sono alzato con la faccia soddisfatta dell'attore che va alla prima del suo film. Guardavo negli occhi la gente, strafottente. Non mi hanno cagato nemmeno di striscio. La mia fidanzata mi dice "non prendertela, per me sei uguale". Ma stiamo insieme da settembre, perchè la cosa sia attendibile glielo richiederò tra 2 anni.
ALLI: eheheh.
STE: fottiti.
EDI: e chi ti dice io non ci creda? :)
FF: capisco.
JENNY: è che tu non ti fidi di me.
ILA: già. :)
STROLIPPO: po' esse'(?).
JIMMY: e io mi son rotto le balle di dirti che i tuoi commenti andrebbero incorniciati. :)
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