05 febbraio 2009

Anche questo è lungo; (ma dovrebbe piacervi, stronzi).

Più o meno nei pressi di casa mia c'è un parco. Ma sapete com'è: siamo a Roma. Dove la metropolitana chiude alle nove di sera e, quando si fa buio, i lampioni del parco rimangono miracolosamente spenti. Ecco perché non posso più fare il mio caro-carissimo allenamento serale. Ecco perché mi sono ritrovato sfrattato da una delle mie dimore preferite. Ecco perché mi sono iscritto in palestra. E lo so che questo impeto giovanile fa troppo MTV. Anzi, fa troppo "Uomini e donne", ma cosi è. Nulla ha un valore intrinseco ed immutabile, evidentemente. Nemmeno la mia allergia ai tronisti.
Si sa: le difficoltà e le fatiche sono la strada per arrivare ad una destinazione felice. E io, con la speranza di potenziare il mio narcisismo prima ancora che il mio fisico, mi distruggo di fatica; lasciandomi ammazzare dalla mia forza d'animo. E da quello stronzo sadico del personal trainer. Per un paio di ore al giorno, quindi, ormai da diversi mesi a questa parte, me ne sto lì a trepestare tutto il mio corpo, e tutto il mio insieme sensorio, di serie, ripetizioni, "negative", super-serie, "tri-set", esercizi "in drop" e tutto un vasto campionario di rotture di palle con nomi prima a me del tutto sconosciuti.
Forse che ero troppo fico e intelelttuale, per un ambiente del genere? Forse non era il mio mondo o l'iscrizione già scaduta? Naaa. Ero entrato lì deciso a combattere certe riserve ed obiezioni, che io per primo avevo mosso, stereotipo per stereotipo. E sono invece diventato uno stereotipo anch'io, che si tasta la pancia, per controllare la tartaruga addominale, mentre guarda la tv. Un de profundis intellettuale, insomma.
All'inizio, purché io venissi trattato educatamente, e i miei standard sono come noto piuttosto alti, io trattavo educatamente gli altri. E quindi cuffie nelle orecchie e giù a fare esercizi. In qualche modo, mi è stato confessato dopo, questo mi conferiva un alone di mistero: quella stronzata abbastanza banale che una donna ti appiccica addosso per giustificarsi il fatto che tu non la stai calcolando, e che lei rosica. "Non è che non mi caga, è che è preso dai suoi pensieri, sicuramente profondi. E' misterioso e pensoso. Sarà sicuramente un tipo intellettuale ed interessante. SLURP!". E lì magari il mio Ipod stava pompando "Tutto il resto è noia" a palla.
Tempo due mesi, comunque, e son diventato il peggior cazzaro della palestra (e quando mai...). Mi chiamano Er Piuma (er più matto) e anche se non mi sono mai sentito costretto a rispettare le persone a cui piaccio, (dovrei essere ecumenico, a quel punto), devo dire che poche volte c'è stata una così forte e reciproca simpatia tra me e gli umani immediatamente circostanti.
Entro ed esco da lì tutti i giorni e un personaggio, sempre il solito cazzaro sia chiaro, e un bel fisichetto vanno coraggiosamente abbozzandosi. E io mi sento vivo. Vivo e pieno di sangue. E terribilmente sudato.
Ecco dunque JD vostro che si spara una serie ai cavi: come tirare un carro di buoi camminando sulle uova. Senza contare il rischio, REALE, di mollare uno scorreggione tonante per lo sforzo disumano che stai compiendo pur di apparire al meglio di te stesso. Non ci crederete, ma passare per puzzone, pur con bicipiti tronfi e pettorali guizzanti, è un rischio molto pericolosamente concreto.
Ecco cos'è, qui, che ti lega ed unisce veramente agli altri: non il fatto di avere la stessa scheda e gli stessi obiettivi, ma la paura, che ti grava addosso, di finire con le mutande chiazzate; (qui si parafrasa quella signorina bon-ton del mio istruttore che, in maniera molto schietta, volgare, scurrile e periferica, non fa che ripetermi: "Te stai a caga' sotto, eh?").
Qui l'unico guaio è che, se esci con i tuoi amici della palestra per un aperitivo, non puoi iniziare con due Godfather leggeri ma non malvagi, (cosa che io continuo a fare INDEFESSAMENTE), ma, al limite, con una cazzo di barretta iperproteica.
Qui un attributo molto stimato e tenuto in considerazione non è l'essere un figlio di puttana con le palle, ma l'avere autocontrollo e disciplina rispetto ai vizi. E per loro, riso in bianco a parte, tutto rientra nell'alveo corruttore dei vizi. Insomma: non mi vedrete mai come costantino per colpa di whisky, sigarette e cioccolata.
E qui si passa, saltando a pie' pari ma non troppo, all'altro aspetto veramente interessante di questa a mio avviso brillante disamina. All'altra metà del cielo e della palestra.
"Le ossa piacciono solo ai cani". E' per questo che le donne, saggiamente, hanno capito che forse è bene avere pancia piatta e poca cellulite, ma anche delle belle chiappe e delle belle tette. Ovvietà? Mica tanto. Fatevi un giro in una qualunque delle palestre milanesi. Si viaggia tra due estremi: dalla povera illusa pachidermica che si illude facendo "GAG" in stile trottolino amoroso (trottolino che è anche "rimbalzante", ovale e mollemente gommoso tendente al flaccido), all'aggregato cigolante di ossa tirate a lucido, con tanto di tette a citofono, culo piatto, assenza di fianchi e cosce macilente. A Roma no. A Roma potrete ammirare una gamma considerevole di belle tette e bei culi. Perché a Roma hanno le tette. Delle belle, bellissime tette. E i culi. Dei bei, bellissimi culi. Tette e culi che non ballonzolano troppo, che hanno fatto pari e patta con la gravità. Che...chebbello. SLURP!
Benché la mia coscienza vorrebbe pietosamente coprire i fatti, resto sempre il solito porco.
"Che tenero ma schifoso arrapato, eh?!?", starete pensando. "Se fossi nei vostri panni, o nei panni di Dio, la penserei come voi sul mio conto", direbbe Mc Carthy. Beh, avrebbe ragione Mc Carthy. Avreste ragione voi. E avrebbe ragione pure DIo.
Ma vedete: se anche girassi con una fascetta inguinale con su scritto "SPP" (solo per pisciare), non potrei mai sottrarmi a questo sfavillìo perfettamente curvaceo, a quest'epifania di ghiandole mammarie puntate verso di me come i missili perforanti di Daltanius.
Vista, quindi, la situazione, e dato che LEI mi accuserebbe comunque ed a prescindere di essere il solito piacione dedito al "flirt tanto per", (cioè per piacere per il gusto di piacere), tanto vale prendersi la colpa e divertirsi. Sempre tanto per, eh!
Non ci son da fare troppi esami anatomici delle proprie sensazioni se una sta a quattro zampe, con un bel culo prospiciente, (a pecorina, insomma), mentre spinge all'insù e all'indietro una gamba alla volta per "tonificare il gluteo". Perché l'unica sensazione possibile, in tal caso, è il priapismo.
Niente seghe mentali. Siamo umani. E possibili. Oltre che passibili di istinti primordiali decisamente bassi, tipo le tumescenze nelle mutande e le turbolenze ormonali. Io per primo.
Loro "fanno i glutei". E fra noi serpeggia una corrente sottocutanea di tribolazioni per i vasi sanguigni ed i corpi cavernosi.
Magari non sanno contare fino a venti senza togliersi le scarpe. E 'sti cazzi? L'importante sarà esibir loro arrapamento e priapismo con parsimonia.
Perché vedete: l'infatuazione nasce e trae alimento sempre e dovunque. Anche in palestra. E così può capitare che le pulsazioni cardiache aumentino freneticamente non perché tu stia correndo da più di mezz'ora sul tapis roulant a 16 km/h e con una pendenza asintotica a "più infinito", ma perché accanto a te, sullo step, stanno salendo e scendendo, ritmicamente alternate, le più belle natiche mai viste nel nostro emisfero. Almeno in questi casi, però, la lingua di fuori e la bava alla bocca non ti causeranno una denuncia per molestie sessuali. Sarà il tapis roulant a salvarti.
"Il corteggiamento è infernale: l'uomo dentro l'uomo è in fiamme". E sapessi il piccolo uomo dentro le mutande, Philip.
Come attaccere bottone, dunque, con una che si presenta così fica ma col tribale sopra il culo, quello stesso culo che ormai ti ha ipnotizzato? Sarò prevenuto ma a me il tribale sulla schiena, senza arrivare a citare Don Winslow che lo definisce "il sigillo della sgualdrina", fa da bip di avvertimento "Attento, è più stupida della media". Bene: non affossatele il neurone per stare eretta con domande impegnative tipo il segno zodiacale. Non parlatele dell'ultimo Richler uscito postumo. Parlatele del tempo che fa. Il tempo che fa lo notano tutti. E se in mezzo a questo tu riuscissi a infilarci una battuta degna, cui lei possa rispondere ridendo "Me fai taja'!", il più sarebbe fatto.
I dati di fatto delle nostre distinte personalità qui non contano un cazzo. Qui conta la circonferenza toracica, non certo quella del cervello. Ma a poco a poco maturi il sospetto che se ce l'hai più lungo, e se loro iniziano a sospettarlo, chiuderanno un occhio sul tuo bicipite non proprio adatto ad un altro cazzo di tribale.
"Non starai andando un po' troppo in là?", mi direte. Sono JD: vado sempre un po' troppo in là.
E così, mentre sceso dal tapis roulant mobiliti tutto il coraggio di cui hai bisogno per eseguire una "super-serie panca piana/panca a 45° per i pettorali", e mentre erroneamente cerchi un argomento meno banale dell'ultimo singolo di Gigi D'Alessio, entra in sala una splendida quarantenne con una tutina con su scritto "Bramami, Porco!", che ti saluta strizzandoti l'occhio. E al suo seguito c'è sua figlia, che di anni ne ha venti e di remore sessuali ancora meno. Un'autentica dinastia di fiche in formato "Dimensione Danza". Due grandissimi puttanoni, insomma.
E ti dimentichi dei glutei sullo step e inizi a fantasticare sulla bellezza sempre attuale della nobilissima pratica del "salto della triglia" (prima la mamma e poi la figlia). Nessuna sorpresa, allora, quando in quello stesso momento, e per tutto questo, i diciotto chili del bilanciere e i sessanta chili di dischi che vi hai infilato ti rovineranno sullo sterno, confermando a tutti, in primis alla tizia dello step e alla mamma con figlia, che sei rimasto il coglione, imbranato e segaiolo, di sempre.
Ora scusatemi. Scusatemi tutti. La stessa morte dovrà aspettare. Sono occupatissimo: sto "facendo i dorsali". Alla lat-machine.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

se il cervello avesse il deltoide ti costringerei ad una sessione di cento di vogatore, al fine di modicare la di lui conformazione e - spero - il di lui pessimo aspetto maschilista.
ciao gioia della casa.
è bello trovarti sempre il solito maiale!
PILLOW

Anonimo ha detto...

Bene, ero indeciso se andare o meno in palestra, almeno a fare la settimana di prova gratuita.
Mi hai convinto :)

Ciao Johnny!

Anonimo ha detto...

In parole chiave: lesbo,pantyhose,MILF,daughter.



(maiale)

Anonimo ha detto...

Gli esercizi drop mi mancavano. Ma li fai col cubo in mano?

Anonimo ha detto...

da stronza, lo ammetto: mi è piaciuto! ;)

Anonimo ha detto...

non c'entra un cazzo col post, ma ti faccio un regalo della domenica:
qui http://www.tempi.it/cultura/005582-i-lottatori-di-roth

Anonimo ha detto...

il godfather è il mio drink...
maiale!!!

Johnny Durelli ha detto...

PILLOW: ciao!
SIMONE: eh! :)
STROLIPPO: yep!
ILA: :)
CLER: grazie!
CROMO: :)

Anonimo ha detto...

Comunque, "bellodecasa", il fatto che tu ne scriva di lunghi non ti autorizza a scriverne di rado...
Pillow

Anonimo ha detto...

consiglioti questo libro:
"Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio" scritto da Massimo Lolli che se non conosci consiglioti pure i precedenti, ma questo è bello assai e secondo me ti piacerà.
Forzainter

Cruyff

Johnny Durelli ha detto...

PILLOW: vero.
CRUYFF: VidiC Vici Veni! Quanto al libro: cos'è, leggi anche tu la rubrica di D'Orrico sul Magazine? Comunque l'ho comprato, poi ti saprò dire.

peppermind ha detto...

Bene,
ero indeciso se andare in palestra o meno, ma mi hai convinto.
Non ci vado!
(Abito a Milano, eh...)