Rientro a casa ore 5:50.
La sveglia di Don Corleone suonerà alle 06:00.
Id est: ho dieci minuti per infilarmi nel mio letto e far sì che non si accorga del mio imbarazzante orario di ritorno alla familiare dimora.
Ché già mi è andata di culo che non sia rimasto ad aspettarmi seduto sulla poltrona presidenziale con whiskey in una mano e sigaretta nell'altra. In quel caso, qualunque sarà la tua risposta al suo "Dove sei stato?", (detto dopo due minuti di silenzio, durante i quali ti avrà osservato schifato, e buttando fuori il fumo di sigaretta dopo una boccata cinematografica), dicevo qualunque sarà la tua risposta, un viaggio sul più lento cargo congolese pieno di neri arrapati, maneschi e froci che si dilettino a chiamarti "Bella fighetta" sarà una passeggiata di piacere, un soffio di primavera; rispetto alle mazzate che pioveranno dalla braccia paterne.
Inizio a spogliarmi per le scale (che sono esterne, ma fortunatamente a quell'ora non passa nessuno...).
Sulla porta di casa sono in: mutande, maglietta della salute, calze. Mano sinistra: scarpe e pantaloni. Mano destra: camicia e giacca. In bocca: le chiavi di casa. Il resto del contenuto delle mie tasche, (sigarette, accendino, accendino di riserva, preservativi, compresse per l'esofago, bustine di aulin ché non si sa mai, tubo di vivin c, caramelle alla menta, chewing-gum per denti bianchi ed alito fresco, portafogli, portabanconote in argento con iniziali incise e ovviamente vuoto), l'ho preventivamente depositato nella cassetta della posta. La fibia della cintura sbatte e tintinna: attraverso una serie di acrobazie riesco a bloccarla fra l'indice e il medio sinistri.
Mi riscopro prensile ma, se non mi dovessi dare una mossa, mi ritroverò morto.
Cammino in punta di piedi: stare in calze attutisce i rumori.
Attraverso il corridoio. Mi affaccio sulla soglia della camera dei miei genitori: Don Corleone dorme il sonno dei giusti, mia madre no. E' sveglia, lei. I suoi occhi brillano nel buio. E mi sembrano parecchio incazzati, oltre che sbarrati. Non c'è niente da fare: lei non si addormenta, se tutti i componenti della ciurma non sono a nanna.
Accendo la luce del bagno, che si riflette sul corridoio e, attraverso riverberi vari, rimanda nella camera genitoriale. Attraverso un complicato gioco di ombre cinesi, supplico Mamma Corleone di non svegliare papà: ne va della mia vita. Lei mi lancia uno zoccolo in puro legno massiccio, io mi abbaso stile Matrix e lo afferro. Dopo, camminando a quattro zampe e tenendolo in bocca, lo riposiziono sotto il suo giaciglio. Lei mi dice: "Sordido disgraziato degenerato: non sveglierò tuo padre ma domani tirerò fuori dalla cantina il battipanni e ti scuoierò vivo. Adesso vai a dormire ché son le 5:55 e fra cinque minuti tuo padre si sveglierà".
Entro in bagno per la pisciatina della buona notte.
Ora.
Chiunque rientri a casa a quell'ora dopo una serata di bisbocce erotico-alcooliche, vuoi per il numero di cocktail trangugiati, vuoi per le unità di caffeina assunte, vuoi per la colazione fatta un'ora prima in un autogrill sulla Napoli - Bari, non avrà esattamente sonno. Anzi, si ritroverà a pisciare bello fresco e dritto, col ghigno sul viso ripensando alle imprese appena compiute, tenendo in mano il piccolo uomo e disegnando strane traiettorie nel water coi propri residui prostratici (facendo però attenzione a non pisciare sulla tavoletta, sennò mammà te lo taglia. E senza anestesia...).
A un certo punto sento un driiin minacioso: sono le 06:00 e tuo padre si è svegliato. Tempo dieci secondi, sarà in bagno e ti vedrà.
Passo dalla configurazione debosciato freschissimo e drittissimo appena rientrato alla configurazione povero cristo che si è dovuto svegliare nel bel mezzo della notte per soddisfare i bisogni della propria capricciosa vescica.
E quindi: abbasso la testa e curvo le spalle; rilasso le braccia come uno che, appena sveglio, non riesca neanche a smuovere le articolazioni; allento la presa, precedentemente molto decisa, sul mio bambino, tenendolo blandamente fra pollice ed indice della mano destra mentre con la sinistra faccio finta di strofinarmi gli occhi e grattarmi la testa; sbadiglio in maniera accentuata; lascio aperta solo una fessura sui miei bulbi oculari cercando in qualche modo di farli lacrimare in modo che sembrino gli occhi "pisciati" di chi si è appena svegliato.
Il tutto, in cinque secondi.
Entra mio padre.
Mi guarda dubbioso.
- Ti sei appena ritirato, brutto debosciato e delinquente, vero? -
- Cosa? -
- Non far finta di niente ché fino a prova contraria sei uscito dalla mia cerniera, patetico figlio di puttana; quindi non provarci neanche, a fregarmi... -
- Non ti seguo... -
- Certo che mi segui! Sei appena tornato, vero? E dove sei stato fino a quest'ora? -
- Senti papà: tu devi avere qualche serio problema. Sono rientrato a mezzanotte. Tu dormivi già da un bel po', me l'ha detto mamma. Ora mi son svegliato per far pipì. Lo sai benissimo che spesso mi sveglio di notte per far pipì. -
- Sì, certo! Come no? E che cazzo ci fai con le calze ai piedi? -
- E dove dovrebbero essere le calze? In faccia, stile rapinatore? Le ho messe per non far rumore mentre andavo in bagno... -
Irrompe donna Corleone.
- Vogliamo smetterla, qui, ché le ragazze dormono e non è giusto che vengano svegliate da un fratello cretino e da un padre paranoico? -
- Quel debosciato di tuo figlio si è appena ritirato. Chissà che ha combinato in giro...E tu non gli dici nulla? -
- Tuo figlio, cuore di mamma, si è ritirato a mezzanotte. E poi è rimasto in piedi fino a tardi a chiacchierare con me ed a farmi le coccole; mentre tu dormivi beato come un papa già da più di un'ora. E ora vorresti pure rompergli le scatole? Vestiti e vai a lavorare e lascia stare il mio ometto! Johnny, cuore mio, vai a dormire ché fra un'ora ti dovrai svegliare per accompagnarmi a fare certe commissioni. -
Don Corleone, sentendosi esautorato: - Ma qui non si può dire più niente? Qui non ho più nessuna autorità? Qui non conto più nulla? Eccheccazzo! -
Mammà lo fulmina con lo sguardo.
Il Don: - Tesoro, il caffè lo vuoi norrmale o macchiato? -
- Macchiato caldo, grazie. E passa al bar a prendermi una brioche alla crema. -
Io. Speranzoso.
- Mammà, ovviamente quella della sveglia alle sette era una balla, vero? -
- Ovviamente, se alle sette e zero zero non sarai sveglio, anziché il battipanni prenderò lo spazzolone per lavare a terra e ti spezzerò ogni singola costola e articolazione. Ora sparisci a letto e fa' attenzione a non svegliare le mie bambine, figlio degenere! -
Adoro la mia famiglia...




25 commenti:
Le legnate che non ti sono arrivate dai tuoi per il tardo rientro a casa, te le darei io per il ritardo con il quale sei tornato da noi, tuoi amichetti virtuali! Ci sei mancato, Johnny!
oddio mi sto pisciando sotto..allora tutta la libertà che in teoria dovrebbero dare i genitori ai figli maschi è solo una cagata!?!? io mi aspettavo che ne so..che tuo padre si mettesse ad ascoltare le tue gesta erotiche-eroiche dandoti pacche sulle spalle per congratularsi..no eh!? :-/
ISLA:grazie,amore! ;-)
FEDE:io gliele racconterei pure,ma la sua reazione sarebbe sempre la stessa:schifata...
Confrontando questo tuo resoconto con i miei ritorni mattutini in famiglia, devo ammettere che Don Velenero Senior la prende molto più sportivamente...
Di solito, quando ci incontriamo di mattina presto, io gli dico:
- Buongiorno...!
e lui mi risponde con un rassegnato:
- Buonanotte...
dimenticavo: bentornato, JD!
invece il mio dorme..solo un paio di volte mi ha beccata..quando ero al bagno anche io e cercai di bluffare dicendo che mi ero rialzata per fare pipì, ma lui peggio di sherlock holmes mi disse: le lenzuola erano fredde! agghiacciante...fanno vedere troppi telefilm di investigazioni alla tv..
la seconda mi disse solo..vai a letto vai..e io capìì solo quando mi guardai allo specchio:avevo tutto il rossetto sbaffato sparso per mezza faccia e collo(ehm)
ah, johnny...bisogna approfondire la nostra amicizia..come ho visto dal test non mi conosci abbastanza..e ciò mi intriga assai!;-)
p.s.2: non fate caso ai tempi dei verbi gettati a caso nella frase.. oggi sono dislessica
i miei rientri sono fatti di ricatti morali e sensi di colpa a iosa con mia madre che mi urla "prima o poi mi troverai morta" ", "mi stai facendo venire la colite" e una volta che avevo fatto particolamente tardi " ti sembra questa l'ora, tua sorella non ha fatto altro che urlare il tuo nome" (n.b.: mia sorella parla nel sonno)
meno male che la maggior parte del tempo la passi a milano, giovane sodogomorriano.
ossequi
lu
Epensare che i miei mi fanno le stesse storie con la differenza che ho otto anni in meno di te....amauhau haua huah auh auha
TATINA
Hai fatto esattamente la cronaca dei miei rientri nella casa paterna...
Vento
io a casa giù ho due porte di ingresso, per cui in qualsiasi condizione torni nessuno mi si caga, nessuno sa come e quando torno e soprattutto nessuno me lo chiede.
grazie a dio!
ciauz
sciroccata
Sembra una sit-com!
E tu sei il piccolo Corleone che ci ama tanto tutte!
mi sa che quando si parla di genitori terroni siamo tutti nella stessa barca. cmq ottimo ritorno... grande johnny
quando stavo a casa dei miei non sono mai rientrata molto tardi, in compenso una volta dai miei zii tornai alle sette e un quarto. la scena comica era di me da una parte della porta che tiravo la maniglia e mio zio dall'altra che spingeva (usciva per andare a prendere il caffè al bar). lui: "e allora?". io: "lo sapevo!" fine della conversazione.
con mio padre invece succede esattamente l'opposto. io sono a casa che dormo, lui non mi ha sentita rientrare e allora si terrorizza che potrei essere in giro per la campagna, un pezzo di qua e uno di là, perché: "tu non sai che gentaglia c'è da queste parti!" vabbe' che abita sul circeo, ma insomma...
Oh Jd bentornato! Non mi è mica tanto piaciuto il commento che mi hai lasciato di là da me... scazzato? Non è da te su su pat pat (pacchetta sulle spalle).
Io con i miei rientri notturni ho sempre contato sul sonno pesane di mio padre e sulla pura e semplice fortuna! Mmmm e io che pensavo che gli ometti avessero più vita facile..
fammi indovinare: la nonna che voleva ucciderti perchè hai votato a sinistra è la mamma di papà corleone?
Sì davvero, senza condizionale, poi.
bravissimo. incipit fulminante. sospetto inFlessioni maso
viva la mammma!
sempre piena di splendide idee.
zp
quando vivevo con la mamma fregarla era quasi impossibile. insonne cronica (i geni non sono acqua). Andando in là con gli anni ci accordammo per un segnale: quando rientravo dovevo mettere una bandana rossa sulla maniglia interna della sua porta. Se si svegliava nella notte, poteva così accendere la lucina e controllare.
Ho tentato invano per anni di addestrare il cane a metterla al posto mio.
Una volta, al mare, rientravo verso le 6 e 1/2 (tanto per cambiare). Apro la porta, la mamma è placidamente seduta sul divano e legge un libro. In casa, odore di caffè.
Dico "buongiorno". Lei mi guarda e risponde "buongiorno".
Penso di averla fatta franca. In realtà alcuni secondi dopo una pantofola birkenstock da un chilo mi colpisce la nuca. Subito dietro le parole gelide e feroci di mamma Maruska (detta anche "rosso malpelo"): "ero convinta fossi nella tua stanza a dormire. ringrazia che non ho controllato, altrimenti sarei morta di paura e ora, anzichè solo picchiarti a sangue come sto per fare, avrei dovuto ucciderti".
Ora è tutto, tristemente, cambiato.
Un ulteriore segno della vecchiaia incipiente, pare.
ho rivissuto le innumerevoli e rocambolesche scene dei miei tardivi rientri. anch'io avevo un papà molto don. ce l'ho ancora ma adesso vivo sola da ben 12 anni e la sua severità non mi ha impedito di sfornare un bel bebè al di fuori del matrimonio ( e del fidanzamento, se è per quello). detto ciò mi complimento con te per come scrivi (divinamente) e per la fantasia (perchè sono racconti fantasiosi, vero?).
DEB:grazie di esser passata.E' tutto vero,comunque!
DEB:grazie di esser passata.E' tutto vero,comunque!
Posta un commento