Qualcuno mi chiede con insistenza un nuovo post.
Io vorrei poterlo accontentare.
Epperò.
Glu ultimi tre post erano coi controcazzi; (niente falsa modestia, pliiis). E questo genera aspettativa nelle utenti; (sorry, ma è principalmente a loro che mi rivolgo). Aspettative che verrebbero disattese.
E soprattutto.
Non mi succede niente di interessante.
In ufficio siam rimasti in due. E' partita pure la collega Scora et Labora, e così non ho nessuno da insultare.
Le gare di rutto libero lasciano il tempo che trovano. Le giornate si affastellano una sull'altra come cianfrusaglie inutili.
E a quel punto, stanco di ciondolare improduttivo, non mi resta che scendere all'edicola e comprare un po' di interessantissimi newspaper parrucchiere-style: Novella 2000, Eva 3000, Visto , Vip, Stop, Chi.
I miei amici son tutti via e così la sera mi tocca cenare da solo. Cenare da solo mi deprime. La depressione genera tristezza. La tristezza va placata con l'alcool. Il mio consumo di alcool rende estremamente felici tutti i viticoltori italiani. Il tutto accompagnato ad un ascolto compulsivo degli Air ("Playground of love" e "All I need" le sto consumando), ciabattando mezzo nudo per casa. Che schifo.
L'evento più eccitante ed eclatante degli ultimi giorni è stato un attacco di panico misto ad ipocondria che mi ha sollazzato alcune mattine fa.
Ormai li padroneggio da professionista, gli attacchi di panico.
Toh, mi trema la mano. E non è il Parkinson.
Toh, ho il battito cardiaco accelerato. E non è un infarto.
Toh, ho un dolore al braccio. None! Non è l'infarto!
Toh, ho un senso di oppressione al petto.
Toh, non riesco a respirare.
Toh, ho un attacco di panico.
Normalmente, in una situazione del genere, macerandomi nei sensi di colpa per i miei fottuti stravizi, sarei indeciso fra lacrime e rabbia.
Nel dubbio, prendo venti gocce di benzodiazepine e passa la paura.
Io vorrei poterlo accontentare.
Epperò.
Glu ultimi tre post erano coi controcazzi; (niente falsa modestia, pliiis). E questo genera aspettativa nelle utenti; (sorry, ma è principalmente a loro che mi rivolgo). Aspettative che verrebbero disattese.
E soprattutto.
Non mi succede niente di interessante.
In ufficio siam rimasti in due. E' partita pure la collega Scora et Labora, e così non ho nessuno da insultare.
Le gare di rutto libero lasciano il tempo che trovano. Le giornate si affastellano una sull'altra come cianfrusaglie inutili.
E a quel punto, stanco di ciondolare improduttivo, non mi resta che scendere all'edicola e comprare un po' di interessantissimi newspaper parrucchiere-style: Novella 2000, Eva 3000, Visto , Vip, Stop, Chi.
I miei amici son tutti via e così la sera mi tocca cenare da solo. Cenare da solo mi deprime. La depressione genera tristezza. La tristezza va placata con l'alcool. Il mio consumo di alcool rende estremamente felici tutti i viticoltori italiani. Il tutto accompagnato ad un ascolto compulsivo degli Air ("Playground of love" e "All I need" le sto consumando), ciabattando mezzo nudo per casa. Che schifo.
L'evento più eccitante ed eclatante degli ultimi giorni è stato un attacco di panico misto ad ipocondria che mi ha sollazzato alcune mattine fa.
Ormai li padroneggio da professionista, gli attacchi di panico.
Toh, mi trema la mano. E non è il Parkinson.
Toh, ho il battito cardiaco accelerato. E non è un infarto.
Toh, ho un dolore al braccio. None! Non è l'infarto!
Toh, ho un senso di oppressione al petto.
Toh, non riesco a respirare.
Toh, ho un attacco di panico.
Normalmente, in una situazione del genere, macerandomi nei sensi di colpa per i miei fottuti stravizi, sarei indeciso fra lacrime e rabbia.
Nel dubbio, prendo venti gocce di benzodiazepine e passa la paura.
Intanto, mi crogiolo in un frustrante stato di avvilente indecisione ("E mò che cazzo mi invento?"). Se almeno esistesse davvero l'Abulinix, "Indecision" di Kunkel non sarebbe il romanzo più sopravvalutato della storia, dopo le peggiori intenzioni (sì mirabilmente tradotte in prosa) di Piperno e le avventure di quell'idiota di Holden.
E quindi sto solo, indeciso, frustrato e abulico.
Star soli genera tempo per riflettere e pensare. Attività pericolosa, per il sottoscritto. E su cosa potrebbe riflettere uno che, stando a 'sta stronza, è "single, arrapato e con amiche cesse"? (Ci sono almeno un paio di inesattezze nell'affermazione, ma per tener desta l'attenzione non ve le dirò).
Alle donne, ça va sans dire.
Alle "mie donne".
Al mio harem; (ma de che?).
Ci sono quattro categorie di donne nella mia vita.
1) Quelle che amo, non essendone riamato.
Tipo lei. Normalmente, mi sfanculano. O si divertono a far le profumiere. 'Starde. In sostanza, non si scopa.
2) Quelle che mi amano e io no.
Ma io sono ecumenico e generoso, come tutti i buoni cristiani educati alla carità. E glielo do. Ma son partite.
3-a) Quelle che io amo lei, lei ama me, te sei un omosessuale. In sostanza, c'è sempre un cagacazzi in mezzo. E anche qua, niet.
3-b) Quelle che io amo lei e lei ama me ma c'è la distanza. E vai di chat, foto porche e sesso on-line. Roba che mi si arrapano pure i cavi di Fastweb. Io non tanto, invece.
3-c) Quelle che io amo lei e lei ama me, ma lei è una donna cui è rimasto un barlume di intelligenza, uno scampolo di lucidità, e così mi fanculizza "ché con uno psicopatico e pervertito come te potrei solo impazzire". Amen.
4) Finalmente, quelle che io non amo loro e loro non amano me. E così, nella migliore delle ipotesi di reciprocità che si avvera, si scopa forsennatamente senza ritegno e senza remore. Sudando e godendo come zio Eros comanda. Ma son partite pure loro.
Alla voce "Non classificabile" ci sono poi le ex. Che, inspiegabilmente, mi vogliono ancora molto bene; (Dio abbia in gloria queste sante donne così piene di pietas cristiana).
E così provo a chiederla a loro.
"Che bello: riesco ancora a farti ridere..."
"Già, Johnny..."
"E se ci facessimo una ramatina? Voglio dire: se ancora ci sentiamo è perché in fondo ancora un po' ci amiamo..." (Che becero!).
"Tu meriteresti solo camionate di botte, brutto bastardo!" (E qua finiscono i puntini di sospensione erotico-allusivi).
Ci sarebbero anche quelle a cui decido nottetempo di portare cassa d'acqua. Che, spaventate, diventano delle alcoolizzate che manco Bukowski.
Dico: non esiste una Lega contro l'abbandono di uomini piacenti durante l'estate?
In sostanza, son rimasto solo.
Stai a vede' che c'aveva ragione la stronza?
Star soli genera tempo per riflettere e pensare. Attività pericolosa, per il sottoscritto. E su cosa potrebbe riflettere uno che, stando a 'sta stronza, è "single, arrapato e con amiche cesse"? (Ci sono almeno un paio di inesattezze nell'affermazione, ma per tener desta l'attenzione non ve le dirò).
Alle donne, ça va sans dire.
Alle "mie donne".
Al mio harem; (ma de che?).
Ci sono quattro categorie di donne nella mia vita.
1) Quelle che amo, non essendone riamato.
Tipo lei. Normalmente, mi sfanculano. O si divertono a far le profumiere. 'Starde. In sostanza, non si scopa.
2) Quelle che mi amano e io no.
Ma io sono ecumenico e generoso, come tutti i buoni cristiani educati alla carità. E glielo do. Ma son partite.
3-a) Quelle che io amo lei, lei ama me, te sei un omosessuale. In sostanza, c'è sempre un cagacazzi in mezzo. E anche qua, niet.
3-b) Quelle che io amo lei e lei ama me ma c'è la distanza. E vai di chat, foto porche e sesso on-line. Roba che mi si arrapano pure i cavi di Fastweb. Io non tanto, invece.
3-c) Quelle che io amo lei e lei ama me, ma lei è una donna cui è rimasto un barlume di intelligenza, uno scampolo di lucidità, e così mi fanculizza "ché con uno psicopatico e pervertito come te potrei solo impazzire". Amen.
4) Finalmente, quelle che io non amo loro e loro non amano me. E così, nella migliore delle ipotesi di reciprocità che si avvera, si scopa forsennatamente senza ritegno e senza remore. Sudando e godendo come zio Eros comanda. Ma son partite pure loro.
Alla voce "Non classificabile" ci sono poi le ex. Che, inspiegabilmente, mi vogliono ancora molto bene; (Dio abbia in gloria queste sante donne così piene di pietas cristiana).
E così provo a chiederla a loro.
"Che bello: riesco ancora a farti ridere..."
"Già, Johnny..."
"E se ci facessimo una ramatina? Voglio dire: se ancora ci sentiamo è perché in fondo ancora un po' ci amiamo..." (Che becero!).
"Tu meriteresti solo camionate di botte, brutto bastardo!" (E qua finiscono i puntini di sospensione erotico-allusivi).
Ci sarebbero anche quelle a cui decido nottetempo di portare cassa d'acqua. Che, spaventate, diventano delle alcoolizzate che manco Bukowski.
Dico: non esiste una Lega contro l'abbandono di uomini piacenti durante l'estate?
In sostanza, son rimasto solo.
Stai a vede' che c'aveva ragione la stronza?
UPDATE:
"Vanity Affair"
"Fossi single, mezza matta e fancazzista, mi butterei tra le sue braccia.
Ma non possedendo manco una di queste caratteristiche, non posso fare altro che sentirmi lusingata di questo."
Ma non possedendo manco una di queste caratteristiche, non posso fare altro che sentirmi lusingata di questo."




19 commenti:
johnnyyyyyy!!!
non solo vago ramingo per la città meditando il suicidio, ma non posso nemmeno lavorare perchè mi hanno dichiarato in ferie forzate per disintossicarmi dall'ambiente malsano del lavoro!!!
che vita grama
che rottura di coglioni
eh, ma finirà questa fottuta estate dimmerda
intanto redigo una minuziosa classifica dei locali della città sulla base di come mixano un negroni...
non si bada più a spese...
zp
Ti sono vicina...
invece qui a Roma,si fa tutta una tirata dall'aperitivo a mezzanotte...
miriam
Decisamente un uomo da sposare.
Chi si fa avanti?
Io non posso: legge riviste troppo imbarazzanti.
Peraltro non sapevo esistesse ancora "Stop".
ZETA:poi me la passi, la classifica? :) Ferie forzate? Dov'è che lavori? Avanza un posto?;-)
MIRIAM:'starda...;-)
STRONZA:le leggo solo quando son solo, triste e annoiato...:)
Io l'ho scoperto l'altro giorno. Eh. ;-)
Vademecum per singles arrapati e con amiche cesse.
(basta riconoscersi in una di queste affermazioni per poterlo tenere in considerazione)
1 - Essere il datore di lavoro di sé stessi, aiuta.
2 - Lavorare dove la gente va in vacanza aiuta di più.
3 - Se una è stronza ed è pure gnocca, ha sempre ragione.
4 - Se chi te la dà non c'è e chi c'è non te la dà, è il momento di fare nuove amicizie (femminili, non cesse, e sessualmente disponibili.
Ma tu tutto questo lo sapevi gia, no?
meno male che c'è la panterarosa che ti "costringe" a mandare un post, noi ci possiamo tutte quante buttare nel fiume in secca che scorre in centro...e mi sembra che sta volta tu non abbia troppo esagerato con-quello-che-ti-pare..buone vacanze e riposa...in ogni senso!
CHI.
post manifesto, questo. sei uno spettacolo johnny
coraggio, oggi grazie a dio è venerdi e si parte.
pure io mi ero ampiamente rotta li coglioni!!
a presto, bacio.
sciroccata
MILES:più o meno...;-)
CHI:Rosa non mi ha costretto, dai. :) Quello-che-mi-pare? Ma ci conosciamo?
PSV:grazie, carissimo!
SCIROCCATA: già già, oggi si finisce di lavora'.
Ma dai uomo piacente (ah sì?), abbiamo una patologia in comune!
JENNY:quale? Troppe categorie di persone inutili? ;-)
Finiranno le ferie altrui e ritornerà la solita pacchia. Resisti! ;D
NALKILA:speriamo! :)
L'estate. Si aspetta tanto e poi non si vede l'ora che finisca.
Coraggio, magico Johnny, non sei solo :)
deprimente oltre ogni immaginazione
il panico te lo meriti.
ISLA:grazie! :)
Y: grazie anche a te!
Peraltro Y, bel nickname! Ma ti ho fatto qualcosa, visto che mi ritieni meritevole di tante "sofferenze"?
Serenamente tuo,
JD
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