C'è in questo periodo un'unica consapevolezza che mi satura: io ne ho le palle piene.
Di cosa? Vi starete chiedendo.
Di non lavorare, vi rispondo.
La permanenza forzata a casa, il gesto dell'ombrello continuamente rifilatomi dal bancomat perché io non dimentichi la situazione grottesca del mio conto in banca, il guardare compulsivamente la tivvù causa assenza impegni, il dormire otto ore a notte (quanto rimpiango la mia insonnia da iperattvità), mi portano ad affermare senza tema di smentita la mia sola e nuda intenzione: un lavoro che riempia le mie giornate.
Se fosse anche ben remunerato, il miracolo di Lazzaro che si alza e va a gareggiare alla maratona di Nuova York, sarebbe un'inezia. Addirittura a tempo indeterminato? A quel punto, lo giuro, me lo chiudo nei pantaloni; altro che il miracolo di San Gennaro.
E qui iniziano le proverbiali rotture di coglioni del caso. Cercare lavoro è infilarsi in un tunnel, e restarci, arredato di lacrime, sangue e dolore. E di una quantità inusitata e sorprendente di idioti.
Chiariamo anzitutto una cosa: quanti stracazzo di colloqui è necessario superare per avere un fottuto posto? Sono arrivato anche a otto, per la stessa azienda. (Roba che se mi avessero dato un punto per ogni colloquio, avrei già vinto quanto meno un tostapane). Sempre sentendomi dire: "Le faremo una call per darle per un feedback"; ("Feedback! Feedback! Feedback to where you once belonged..."). Oppure "Stiamo screenando la short-list per cercare i candidati excellent che abbiano i giusti skills per questa mansion".
E ti vengono le coliche. E ti peggiora l'ulcera. Poi dice "Smetti di fumare".
Diceva il maestro Don De Lillo "Dio ha fatto i grandi uomini. E Dio ha fatto i piccoli uomini. Ma poi la Colt ha fatto la .45 per renderli uguali."
O per uccidere i piccoli uomini, aggiungerei io. Nella fattispecie, gli insignificanti e frustrati dipendenti della funzione "EICCIARR" delle grandi multinazionali. Avere a che fare con loro è sinonimo di guai.
Vi prego, stronzi paranoici dell'EICCIARR.
Non chiedetemi più tre miei pregi e tre miei difetti. Non foss'altro perché ne ho molti più di tre. Di pregi, of course.
Non spingetemi a far pazze previsioni su come io mi veda fa tre o cinque anni. Perché se continua così, io semplicemente non mi ci vedo, fra cinque anni.
E invece sempre la solita fottuta storia.
Arrivi lì in modalità "Controlla la rabbia. Affina il controllo", con la speranza che non alimentino la tua già presente tensione che rischia di erodere ogni volontà di rimanere calmi e concentrati e loro.
E loro.
Loro che non sono come le donne. Le donne che ti amano per le tue debolezze e per i tuoi difetti. Loro. Con cui flirtare con discrezione è impossibile. Loro. Alla solita, perenne, inevitabile e rituale ricerca di cause, concause, fattori scatenanti e secondi fini, ti chiedono, per la milionesima volta:
"E come mai la scelta di frequentare la scuola militare?".
Bene. A futura memoria.
Ho deciso di frequentare una scuola militare a quindici anni e mezzo per un motivo semplice e pure un po' banale. Vengo da un paesino di quattromila abitanti. Animali da cortile compresi. E a parte quelli che si inchiappettano pecore e galline, (ché Gavino Ledda non ha scoperto nemmeno l'acqua calda), siam tutti parenti.
Capirete allora l'ansia di andar via di casa di un adolescente segaiolo che per vivacizzare le sue giornate faceva l'autostop, anziché prendere l'autobus, per andare al liceo del paesello vicino.
Tutto qui. Non c'è un sottobosco di motivi nascosti, di incoffessabili paturnie. Fino a sedici anni, l'unica cosa militare che mi avesse mai esaltato era Richard Gere, nella scena finale di "Ufficiale e gentiluomo", che va a prendere la Winger in fabbrica. Sì, ho sognato varie volte di replicarla, la scena, con qualcuna di quelle conosciute nei quartieri spagnoli, ma non è andata bene. A parte questo, mi appello al quinto emendamento.
E basta con le domande stupide e ovvie a cui volete le risposte pre-registrate.
Esempi:
"Perché vuole lavorare proprio per noi?"
"Perché dovremmo assumere proprio lei?"
Non vi dirò che siete un gruppo fico, bello e foto-bidello e internazionale e dinamico. Né che io sogno sin dal mio stato fetale di lavorare per voi.
No, io voglio solo lavorare.
E' così difficile, cristiddio?
E invece no. Andiamo avanti così, prendendoci per il culo.
E poi non vi lamentate se, quando mi chiedete "Se dovessi chiedere ai suoi amici di lei, cosa mi risponderebbero?", (Fatti i cazzi tuoi! Ecco cosa ti risponderebbero, idiota! NdJ), io vi rispondo, cosa che ho fatto davvero: "Le direbbero che sono pazzo, Dottoressa. Che sono pazzo e schizzato. E che con gli occhiali da vista sembro un serial killer. Addirittura parrebbe che abbia la stessa espressione furbetta del Dr. Hannibal Lecter.".
Vi prego, continuate pure: con queste domande prese da un elenco degli Alpha Test, peggiori del "Ti piacciono i fiori?" del questionario della visita di leva, con le vostre deduzioni assurde, le vostre interpretazioni che suonano come autentici attentati alla mia stabilità emotiva.
Io mi sforzo incessantemente. Uno sforzo disperato di restare tranquilli che non trapeli, che non sembri una stonatura alla compostezza richiesta dal contesto formale.
Ah!
E se accavallo le gambe e muovo le mani in un certo modo, è perché l'ho visto fare a mio padre, a Vito e a Michael Corleone e la loro gestualità la ritengo fica ed arrapante. Non sono posizioni di chiusura, le vostre interpretazioni da due lire sulla mia prossemica non rifilatemele.
E non chiedetemi che cosa io abbia fatto quest'estate. Quest'estate sono andato al mare, ho sbevazzato e scopicchiato in giro, ho copulato in posti assurdi, preso sbronze ettolitriche, fumato anche la camomilla e pisciato in posti incredibili.
Proprio certi di volerlo sapere? E se sì, perché poi rimanete meravigliati e sconcertati e sbigottiti? Che cazzo facevate voi, d'estate, alla mia età? Leggevate i manuali del Sole 24 Ore su come avere successo nella vita?
E poi si sorprendono se, alla quindicesima domanda idiota già sentita camionate di volte, avvampa il tuo incendio di incazzature e gli vomiti addosso una babilonia di vaffanculo.
Ma la domanda più importante, (lo so: non si inizia con un'avversativa. E 'sti cazzi?), è:
per quale strano ed arcano motivo quelli che lavorano nell'EICCIARR son sempre e solo donne?
Ora scusatemi: vado a lasciare il mio CV nell'agenzia inter(a)nale sotto casa. L'annuncio recitava: "Abbiamo un'interessante proposta di lavoro da proporti: cassiere in un supermercato". Oppure potrei optare per "Lavora per noi come magazziniere".
(Il primo che mi propina cazzate su classismo e derivati, gli chiedo il numero e gli telefono per sfancularlo).
UPDATE: per offerte di lavoro, di qualsivoglia genere e tipo e in qualsivoglia località, amena o meno, l'indirizzo e-mail lo sapete. Accorrete numerosi. Io, per adesso, sono a Roma.
Di cosa? Vi starete chiedendo.
Di non lavorare, vi rispondo.
La permanenza forzata a casa, il gesto dell'ombrello continuamente rifilatomi dal bancomat perché io non dimentichi la situazione grottesca del mio conto in banca, il guardare compulsivamente la tivvù causa assenza impegni, il dormire otto ore a notte (quanto rimpiango la mia insonnia da iperattvità), mi portano ad affermare senza tema di smentita la mia sola e nuda intenzione: un lavoro che riempia le mie giornate.
Se fosse anche ben remunerato, il miracolo di Lazzaro che si alza e va a gareggiare alla maratona di Nuova York, sarebbe un'inezia. Addirittura a tempo indeterminato? A quel punto, lo giuro, me lo chiudo nei pantaloni; altro che il miracolo di San Gennaro.
E qui iniziano le proverbiali rotture di coglioni del caso. Cercare lavoro è infilarsi in un tunnel, e restarci, arredato di lacrime, sangue e dolore. E di una quantità inusitata e sorprendente di idioti.
Chiariamo anzitutto una cosa: quanti stracazzo di colloqui è necessario superare per avere un fottuto posto? Sono arrivato anche a otto, per la stessa azienda. (Roba che se mi avessero dato un punto per ogni colloquio, avrei già vinto quanto meno un tostapane). Sempre sentendomi dire: "Le faremo una call per darle per un feedback"; ("Feedback! Feedback! Feedback to where you once belonged..."). Oppure "Stiamo screenando la short-list per cercare i candidati excellent che abbiano i giusti skills per questa mansion".
E ti vengono le coliche. E ti peggiora l'ulcera. Poi dice "Smetti di fumare".
Diceva il maestro Don De Lillo "Dio ha fatto i grandi uomini. E Dio ha fatto i piccoli uomini. Ma poi la Colt ha fatto la .45 per renderli uguali."
O per uccidere i piccoli uomini, aggiungerei io. Nella fattispecie, gli insignificanti e frustrati dipendenti della funzione "EICCIARR" delle grandi multinazionali. Avere a che fare con loro è sinonimo di guai.
Vi prego, stronzi paranoici dell'EICCIARR.
Non chiedetemi più tre miei pregi e tre miei difetti. Non foss'altro perché ne ho molti più di tre. Di pregi, of course.
Non spingetemi a far pazze previsioni su come io mi veda fa tre o cinque anni. Perché se continua così, io semplicemente non mi ci vedo, fra cinque anni.
E invece sempre la solita fottuta storia.
Arrivi lì in modalità "Controlla la rabbia. Affina il controllo", con la speranza che non alimentino la tua già presente tensione che rischia di erodere ogni volontà di rimanere calmi e concentrati e loro.
E loro.
Loro che non sono come le donne. Le donne che ti amano per le tue debolezze e per i tuoi difetti. Loro. Con cui flirtare con discrezione è impossibile. Loro. Alla solita, perenne, inevitabile e rituale ricerca di cause, concause, fattori scatenanti e secondi fini, ti chiedono, per la milionesima volta:
"E come mai la scelta di frequentare la scuola militare?".
Bene. A futura memoria.
Ho deciso di frequentare una scuola militare a quindici anni e mezzo per un motivo semplice e pure un po' banale. Vengo da un paesino di quattromila abitanti. Animali da cortile compresi. E a parte quelli che si inchiappettano pecore e galline, (ché Gavino Ledda non ha scoperto nemmeno l'acqua calda), siam tutti parenti.
Capirete allora l'ansia di andar via di casa di un adolescente segaiolo che per vivacizzare le sue giornate faceva l'autostop, anziché prendere l'autobus, per andare al liceo del paesello vicino.
Tutto qui. Non c'è un sottobosco di motivi nascosti, di incoffessabili paturnie. Fino a sedici anni, l'unica cosa militare che mi avesse mai esaltato era Richard Gere, nella scena finale di "Ufficiale e gentiluomo", che va a prendere la Winger in fabbrica. Sì, ho sognato varie volte di replicarla, la scena, con qualcuna di quelle conosciute nei quartieri spagnoli, ma non è andata bene. A parte questo, mi appello al quinto emendamento.
E basta con le domande stupide e ovvie a cui volete le risposte pre-registrate.
Esempi:
"Perché vuole lavorare proprio per noi?"
"Perché dovremmo assumere proprio lei?"
Non vi dirò che siete un gruppo fico, bello e foto-bidello e internazionale e dinamico. Né che io sogno sin dal mio stato fetale di lavorare per voi.
No, io voglio solo lavorare.
E' così difficile, cristiddio?
E invece no. Andiamo avanti così, prendendoci per il culo.
E poi non vi lamentate se, quando mi chiedete "Se dovessi chiedere ai suoi amici di lei, cosa mi risponderebbero?", (Fatti i cazzi tuoi! Ecco cosa ti risponderebbero, idiota! NdJ), io vi rispondo, cosa che ho fatto davvero: "Le direbbero che sono pazzo, Dottoressa. Che sono pazzo e schizzato. E che con gli occhiali da vista sembro un serial killer. Addirittura parrebbe che abbia la stessa espressione furbetta del Dr. Hannibal Lecter.".
Vi prego, continuate pure: con queste domande prese da un elenco degli Alpha Test, peggiori del "Ti piacciono i fiori?" del questionario della visita di leva, con le vostre deduzioni assurde, le vostre interpretazioni che suonano come autentici attentati alla mia stabilità emotiva.
Io mi sforzo incessantemente. Uno sforzo disperato di restare tranquilli che non trapeli, che non sembri una stonatura alla compostezza richiesta dal contesto formale.
Ah!
E se accavallo le gambe e muovo le mani in un certo modo, è perché l'ho visto fare a mio padre, a Vito e a Michael Corleone e la loro gestualità la ritengo fica ed arrapante. Non sono posizioni di chiusura, le vostre interpretazioni da due lire sulla mia prossemica non rifilatemele.
E non chiedetemi che cosa io abbia fatto quest'estate. Quest'estate sono andato al mare, ho sbevazzato e scopicchiato in giro, ho copulato in posti assurdi, preso sbronze ettolitriche, fumato anche la camomilla e pisciato in posti incredibili.
Proprio certi di volerlo sapere? E se sì, perché poi rimanete meravigliati e sconcertati e sbigottiti? Che cazzo facevate voi, d'estate, alla mia età? Leggevate i manuali del Sole 24 Ore su come avere successo nella vita?
E poi si sorprendono se, alla quindicesima domanda idiota già sentita camionate di volte, avvampa il tuo incendio di incazzature e gli vomiti addosso una babilonia di vaffanculo.
Ma la domanda più importante, (lo so: non si inizia con un'avversativa. E 'sti cazzi?), è:
per quale strano ed arcano motivo quelli che lavorano nell'EICCIARR son sempre e solo donne?
Ora scusatemi: vado a lasciare il mio CV nell'agenzia inter(a)nale sotto casa. L'annuncio recitava: "Abbiamo un'interessante proposta di lavoro da proporti: cassiere in un supermercato". Oppure potrei optare per "Lavora per noi come magazziniere".
(Il primo che mi propina cazzate su classismo e derivati, gli chiedo il numero e gli telefono per sfancularlo).
UPDATE: per offerte di lavoro, di qualsivoglia genere e tipo e in qualsivoglia località, amena o meno, l'indirizzo e-mail lo sapete. Accorrete numerosi. Io, per adesso, sono a Roma.




29 commenti:
Vecchio porco, mi hai abbandonato per una gnocca nel momento del bisogno, sallo.
Ma hai fatto bene, stronzo.
Io sto ancora cercando un lavoro che occupi solo un sessantesimo del mio tempo vigile e che mi renda ugualmente una carta di credito platino....
Questo si che è frustrante...
Baci Misspulp
ti vedo in crisi, se vuoi parliamo un attimo di un lavoretto che potresti fare.
martyna.
Io ho deciso di togliere immediatamente la parola a chi mi usa il termine "mecciare".
questi colloqui sono un classico delle multimega aziende di stampo americano, mi sa. quelle che fanno 450 colloqui prima di assumerti e che ti fanno queste domande del cazzo.
forse dovresti cambiare target.
in bocca al lupo.
sciroccata
egregio...siamo nelle stessa situazione.
Anch'io, dopo essermi laureato sono alla ricerca di lavoro e passo da colloquio a colloquio, da "dimmi 3 pregi e il tuo maggior difetto" a "tra 5 o 10 anni come ti vedi?". Alle mie mail rispondono che sono nel pieno dell'organico, ma terranno i miei dati per i prossimi 6 mesi. Sono nei database di ONG, agenzie pubblicitarie e comunicative, redazioni di giornali...insomma fanculo...
scusa la lunghezza ma volevo sfogarmi...
in più ho 0euro in banca
ti abbraccio
non so cosa sia peggio, se fare tonnellate di colloqui inutili con domande standard oppure mandare curriculum e non ricevere alcuna risposta. a volte schifata del mio lavoro medito di andare a fare la cassiera, ma poi penso ai sabati e alle domeniche al lavoro e desisto.
in bocca al lupo per la tua ricerca.
ma tu di cosa ti occupi? che competenze hai? che lavoro facevi primaa?
Maddai! La scuola militare! Questa mi mancava! Dillo che sotto sotto sei fascio! :)
Affrontando il problema della terminologia inglese nel mondo del lavoro italiano hai toccato un nervo scoperto con cui anch'io devo fare i conti ogni giorno... parlando a quel modo loro si sentono fighi, competitivi ed internèscional... ma danno solo l'ennesima riprova del provincialismo che percorre l'Italia tutta...
Sai qual è la risposta, JD?
Emigrare in un paese civile, dove l'unico test a cui ti sottopongono è vedere cosa sai fare e se sai farlo bene.
ARDEZ: che è successo?
MISSPULP: abbiamo esigenze diverse, mi sa...
MARTYNA: grazie. Grazie assai.
ANONIMO 1: quello era un termine che sentivo in continuazione quando ero revisore contabile. Roba da pigliarsi una cirrosi.
SCIROCCATA: già fatto.
KREPA: 0 euro pur'io...
PSV: grazie, fratello.
GINEVRA: crepi.
ANONIMO 2: mandami una mail e ti giro il cv, se vuoi.
VELENERO: oppure fare il sequel de "Un giorno di ordinaria follia"...
Nulla è successo, appunto...Solo bisogno di una bevuta in compagnia. Niente di grave, eh.
Alla prossima, fottuto ipocondriaco.
Perché se continua così, io semplicemente non mi ci vedo, fra cinque anni.
Se ti può consolare, siamo tutti così.
Io già ti invitai ad inviare CV.
Non dire a me che nell'eicciar son tutte donne.... da due mesi ne devo trovare uno maschio ma senza risultati.
mandami il tuo cazzo di cv.
E mandale sto cazzo di CV, JD! Chettelodicoaffare.
tesoro, sai a chi dovresti mandare un curriculum?
ai manutentori di splinder …..dovrebbero guadagnare bene e soprattutto si divertono: stanno sempre a rompere il beneamato cazzo!
Beh, almeno c'è Roma no?
Come ti ho scritto in un commento di qualche post fa, Roma cura.
Lo scoprirai anche tu, a stare un po' qui da noi.
Roma è mamma. Come poche città d'Italia sanno essere. Come poche città del mondo, anche.
In quanto al curriculum, beh, dalle "mie" parti sai che la cosa è strana e articolata. Ma nel caso udissi voci...
Baci.
..in realtà sto cercando lavoro pure io...ma probabilmente in campi diversi, perchè nei miei colloqui poche volte si parla "inglesiente". Fidbeccami, pliz.
Anonimo 2
ARDEZ: se c'è la stima, c'è tutto. :)
JUDITTA: mal comune, mezza epidemia, dunque. Che culo...
PENNYROYAL: fatto! E grazie.
PILLOW: dici?
SARAH: grazie, tesoro. grazie assai. E baci a te.
ANONIMO/A 2: sarà fatto.
Non sai quanto ti comprendo!!!ho fatto sta vita per tre anni senza magicamente trasformarmi in una serial killer...il che è già un miracolo!!!Se vuoi lavoro per un'agenzia interinale...so che non è una gran che...ma meglio di un calcio nei denti!!
kiss
Hai tutta la mia comprensione. Credo che uno dei motivi per cui nell'EICCIAR, come dici tu, trovi solo donne, sia che l'azienda pensa che riescano ad essere più "pignole" e psicologhe inside... Più stracciapalle in parole povere. Forse hanno ragione.
Dobbiamo andare a sbagliare un paio di Negroni una di queste sere, Durè.
Datemi la voce, va, che mentre voialtri sbagliate i negroni io mi scolo una qualche media. Agli argomenti di conversazione ci pensiamo poi.
Se trovo il mio Personal Saint, faccio uno strappo alla regola e gli raccomando anche te! ;)
Non dirmi che non hai ancora ricevuto risposta dalla Lega dei Porno Attori Rumeni..
Poi, come consiglio, in questo periodo cercano un sacco di gente per fare il Babbo Natale nei centri commerciali o in case private. Pagano bene, sai?
e Babbo Durelli non suona male
ti è mai capitato di riporre le tue speranze in una semplice serata a due, e poi tutto va a puttane, e non capisci il perchè? coglione lui o cogliona te?? e così si va a letto..con questo nodo in gola..
...che abbiamo esigenze diverse l'ho scoperto da un pezzo JD...credo fosse la prima volta che mi hai descritto le tette di qualcuna...o era quando ho scoperto che bevi il whiskey con il ghiaccio?...mah...
Baci Misspulp
STELLINA: mò te mando il mio CV...
NAMYRA: hanno completamente ragione...:)
SOUL ED ARDEZ: appena torno a Milano, ci si becca. Lo giuro sui miei figli!
ILA: grazie! Grazie assai! :)
MF: no, in effetti non suona affatto male...:)
FENIX: di solito si è coglioni entrambi: mal comune, mezza epidemia.
MISSPULP: le tette di chi? :)
Consolati:
"There's no Michelangelo coming from Pittsburgh."
Io vengo da un paesino di 9000 abitanti, un buco di culo del mondo dove la gente che si incontra non si saluta, fà un gesto con la testa, tanto che cazzo c'è da dirsi? Ci si è visti anche ieri e l'altroieri e ci si vedrà domani, sempre lì, sempre con quella giacca, sempre su quel gradino. Anch'io facevo l'autostop per fare 3 km, una volta mi caricò mia zia.
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