Il Posto Segreto dello Zodiaco e una bottiglia di prosecco sorseggiata in due guardando il Cupolone. La via Panoramica. Le trattorie di Trastevere. Il Cupolone, ancora. Porta Maggiore, dove siam passati decine di volte. Piazza della Repubblica e Via Nazionale. Termini: magici arrivi e tristissime partenze. La Tiburtina in macchina da solo con un percorso disegnato su fogliettini che volavano via dal finestrino; cazzo, cazzo e cazzo. Il Colosseo. San Lorenzo e un paio di birre in mano. Il Pantheon. La fontana di Trevi e ancora prosecco, ché il tasso di salutismo qua tende allo zero. La Feltrineli lì vicino e regalarsi dei libri scrivendo la dedica di nascosto. La Prenestina e Prati, anche se so' lontanissimi. E questo incipit di un post che sembra una cazzo di guida turistica scritta male.
E la cena appena arrivato con le sue due migliori amiche. Ansiose di conoscermi. E di analizzarmi ed esaminarmi. Sentirsi vagamente accerchiato. Senza però perdere il controllo. Né con loro né con tutti gli altri amici conosciuti nelle serate successive. Affinare i modi suadenti, la voce melliflua e l'attitudine a paraculeggiare il prossimo. Uscendone vincenti su tutti la linea: idolatrati e soddisfatti. Sono un pessimo elemento, a volte. Soprattutto quando lascio scivolare una citazione del libro che so essere il preferito di una delle sue migliori amiche. Con lei che abbandona le sue resistenze ed inizia a trovarmi solvibile.
Roma. Cazzo. Mai stata così bella. Mai così vissuta. Mai così amata. Mai così esplorata.
Stavo talmente bene che ormai, in modalità Assisi, avevo iniziato a parlare pure con gli animali.
Tra simili è più facile, si sa.
Ho smaltito la rabbia, andando a Roma. Da LEI. Proprio quando disperazione e decoro personale stavano andando irreparabilmente a mignotte.
E ora LEI, un amore coltivato con discrezione e dedizione. La più bella delle notizie inattese. Convivere per una settimana, cosa che non facevo dai tempi del Pentapartito, e rimanere sbalordito da tanta naturalezza e spontaneità. Io nel suo mondo come se vi fossi sempre stato. Abitudini perse e ritrovate.
Piccole manie che si compensano. Un mutuo specchiarsi.
Un botta e risposta rimbalzante di fuoco. Brivido. Sisma emozionale. Gusto. Frenesia. Diapason ormonale. Dinamo di sesso; (anche). Guizzo. Urgenza di vivere. E tante sane zozzerie, pure. Checcazzo. E nessun ripensamento.
Costruire un individuo migliore. Basta pose pensierose ed elaborazione di filosofie aromatizzate al veleno. Niente più distillati di riserve mentali. Niente antidolorifici montati in serie.
Ricordarsi di ridere.
E ritrovarsi geloso.
Fottutamente geloso. Geloso pazzo. Ché se non ci metto l'avverbio e l'aggettivo vicino...
E far l'amore allo sfinimento.
Anzi no. Scopare allo sfinimento. Che è amore anche quello. Quando per prendere il treno la mattina presto non hai dormito tutta la notte e arrivi lì devastato di sonno e sigarette e l'unica cosa che vuoi è buttarti con lei su un letto e farlo da star male. Trovando le forze chicazzosadove.
E affacciarsi al balcone e vedere 'sta Capitale. Constatando che Roma ha un cielo. E non una patina di diverse tonalità di grigio. Vedere addirittura, e nitidamente, la Luna. Ché se chiedi a Milano cosa sia la Luna, ti risponderanno che è una canzone di Gianni Togni.
E poi tornarci. A Milano. E crollare a dormire davanti alla tv. Come un vecchietto rincoglionito.
Ché dopo aver guardato il Cupolone dal Parco dello Zodiaco, bere una birra alle Colonne ti sembrerà così noioso e poco appagante.
Ah!
Il disco "Canzoni dell'appartamento" di Morgan è fantastico. Soprattutto se lo si ascolta mentre si è presi dal conoscersi in senso biblico. Goduria pura. Fidatevi di zio JD.
E la cena appena arrivato con le sue due migliori amiche. Ansiose di conoscermi. E di analizzarmi ed esaminarmi. Sentirsi vagamente accerchiato. Senza però perdere il controllo. Né con loro né con tutti gli altri amici conosciuti nelle serate successive. Affinare i modi suadenti, la voce melliflua e l'attitudine a paraculeggiare il prossimo. Uscendone vincenti su tutti la linea: idolatrati e soddisfatti. Sono un pessimo elemento, a volte. Soprattutto quando lascio scivolare una citazione del libro che so essere il preferito di una delle sue migliori amiche. Con lei che abbandona le sue resistenze ed inizia a trovarmi solvibile.
Roma. Cazzo. Mai stata così bella. Mai così vissuta. Mai così amata. Mai così esplorata.
Stavo talmente bene che ormai, in modalità Assisi, avevo iniziato a parlare pure con gli animali.
Tra simili è più facile, si sa.
Ho smaltito la rabbia, andando a Roma. Da LEI. Proprio quando disperazione e decoro personale stavano andando irreparabilmente a mignotte.
E ora LEI, un amore coltivato con discrezione e dedizione. La più bella delle notizie inattese. Convivere per una settimana, cosa che non facevo dai tempi del Pentapartito, e rimanere sbalordito da tanta naturalezza e spontaneità. Io nel suo mondo come se vi fossi sempre stato. Abitudini perse e ritrovate.
Piccole manie che si compensano. Un mutuo specchiarsi.
Un botta e risposta rimbalzante di fuoco. Brivido. Sisma emozionale. Gusto. Frenesia. Diapason ormonale. Dinamo di sesso; (anche). Guizzo. Urgenza di vivere. E tante sane zozzerie, pure. Checcazzo. E nessun ripensamento.
Costruire un individuo migliore. Basta pose pensierose ed elaborazione di filosofie aromatizzate al veleno. Niente più distillati di riserve mentali. Niente antidolorifici montati in serie.
Ricordarsi di ridere.
E ritrovarsi geloso.
Fottutamente geloso. Geloso pazzo. Ché se non ci metto l'avverbio e l'aggettivo vicino...
E far l'amore allo sfinimento.
Anzi no. Scopare allo sfinimento. Che è amore anche quello. Quando per prendere il treno la mattina presto non hai dormito tutta la notte e arrivi lì devastato di sonno e sigarette e l'unica cosa che vuoi è buttarti con lei su un letto e farlo da star male. Trovando le forze chicazzosadove.
E affacciarsi al balcone e vedere 'sta Capitale. Constatando che Roma ha un cielo. E non una patina di diverse tonalità di grigio. Vedere addirittura, e nitidamente, la Luna. Ché se chiedi a Milano cosa sia la Luna, ti risponderanno che è una canzone di Gianni Togni.
E poi tornarci. A Milano. E crollare a dormire davanti alla tv. Come un vecchietto rincoglionito.
Ché dopo aver guardato il Cupolone dal Parco dello Zodiaco, bere una birra alle Colonne ti sembrerà così noioso e poco appagante.
Ah!
Il disco "Canzoni dell'appartamento" di Morgan è fantastico. Soprattutto se lo si ascolta mentre si è presi dal conoscersi in senso biblico. Goduria pura. Fidatevi di zio JD.




38 commenti:
Tu sei pericoloso. Qualcuno deve avvertire quella povera donna.
ARDEZ: 'stardo!!! :)
Roma ha un cielo, se ti trovi al centro e guardi in alto... Ma basta fare qualche chilometro e rialzare lo sguardo, per vedere gli strati di grigio... :(
trasudi talmente tanti sentimenti diversi da risultare quasi fastidioso :-) e la tua pelle d'oca è contagiosa, in senso buono naturalmente... welcome back!
Non pensavo che l'aria di Roma fosse cosi' benefica... forse dovrei farci un salto! Goditi il godibile JD e fatti godere! Happy for you!!!
Fedy
L'aria di Roma è a volte l'unica medicina. Almeno per me, che dalla fredda Perugia ci trovo amici, un pò di sole e tanta allegria.
Mi ha fatto piacere rivivere nelle tue parole gli angoli più amati della mia città. Ti mancava il Gianicolo però-----per la prossima volta!
Sigh, la mia cara Roma...brutto nascere romani e trasferirsi 25 anni dopo...
Non sai quanto mi immedesimo in alcune fasi di questa tua nuova storia...
Ci rivedo la mia...
Però anche il cielo di Milano, dai, con il grigio-verdastro degli strati di micropolveri al crepuscolo, per me ha del romantico. Anche se non c'è luna :P
Sono tornata ieri da Roma...Storia simile, parti invertite, amiche che mi implorano di conoscerlo..Gli farò leggere i loro libri preferiti così me lo approvano senza problemi..In bocca al lupo cmq, che va sempre bene.
Un bacio
MAXIME: vedo che tu mi capisci.
MOLECOLE: perche' diversi?
FEDY: grazie!
PHOEBE: anche Perugia e' molto bella, pero'....
CA: sara' la mia prossima tappa!
NINNA: :)
SIMONE: coglione...:)
ELENA: crepi!
PER TUTTI: scusatemi accenti e apostrofi sbagliati, ma sto scrivendo da un MAC e non ci si capisce un cazzo. Sappiavatelo, ecco.
Sei tornato, finalmente! (finalmente solo per noi)
L'album di Morgan ce l'ho, dovrei ascoltarlo meglio forse... Milan dai, l'è semper un bel Milan in fondo...
Mi hai fatto ricordare certe emozioni magiche date da distanze che si colmano e poi si ricreano e poi si ricolmano... Come un amore che si fa a chilometri di distanza, avanti e indietro, dentro e fuori, continuamente.
SI!SI!SIIIIIIII!
CHE GODURIA!
Ti candido come testimonial di una romanità vissuta...ti candido per cittadinanza onoraria.
Da romana, quale sono, ti ringrazio...Roma è di chi la capisce e la ama...e poi è mia!
ma la prossima volta avvisa, anzi no...tempo ben speso!
Bravo!
Civetta.
Disoccuppato terrone che si gode la vita.
Hai tutta la mia ammirazione.
jd, prova con i led zeppelin
altro che fighetta (che a me piace, peraltro)
lu
Eh, noi ragazze di Roma. Indimenticabili, come le vie della città.
Certo che però, la prossima volta che scendi, se andate da qualche parte la sera, un messaggino puoi anche mandarlo. Addebitato, va bene lo stesso. Magari vi si raggiunge in gruppo. :D
ISLABONITA: che bel commento! davvero...
CIVETTA E SOUL: grazie!
LU: lo farò!
TITTYNA: ok!
Post spettacolo ma Morgan, no no e poi no!
alllora vedi, alla fin fine, pure se stavo tanto male, ho fatto bene a non disturbare...... :*******
Concordo con elesole: Morgan davvero non ce la faccio.
- Musashi
almeno a me fai questa impressione :-) sei vibrante, euforico, stupito, coloratissimo, velatamente incredulo, incurante ma soprattutto.. felice :-))
Passi tutta la melassa versata in questo post (vabbè, JD è innamorato... è comunque un amico e va sopportato!), ma la frase "Il disco "Canzoni dell'appartamento" di Morgan è fantastico." proprio non te la faccio passare!
immenso
Guarda, mi è sgorgato così, io stessa nello scriverlo mi sono sorpresa della metafora ganza che mi era venuta. E poi ho pensato che l'avresti di certo apprezzata ;)
ELESOLE, VELENERO E MUSASHI: dite?
PILLOW: :)
MOLECOLE: grazie! Grazie assai.
PSV: il solito esagerato! :)
ISLA: lo sai che ti voglio bene.....:)
Canzoni dell'appartamento è un bel disco. Spero di poterlo provare "in orizzontale".
Ke dire JD? 6 il ritratto della felicità...ke invidia!...fai tesoro di questi momenti!
"Canzoni dell'appartamento"? Ma l'amore non era solo CIECO??? ;)
1 beso!
Che bello che bello... quando sei felice sei più trasparente e meno spaccone, mi piaci di più ;)
MF: non te ne pentirai...:)
ELETTRIKA: grazie! Però non ho capito la battuta.
JUN: anch'io ti voglio bene, lo sai. :)
Romanticone. Noi trentenni emancipate Newyorkesi ce lo sogniamo un uomo così.
ho preso in prestito la tua definizione "sisma emozionale" perchè rendeva da DIO!!!
TAXI: sei un pirla! :)
STELLINA: addirittura! E dove l'hai "utilizzata"?
BELLOOOOOOOOO MIOOOOOO MA COMMMME STAI?!!?!?!?
(Sì, sono ubriaca di saudade...... )
cosa aspetti a trasferirti a Roma???
UAU jd, ma che bel periodo!
la primavera nella tua vita...
l'ho usata nel tentativo di spiegare ad un certo soggetto un determinato stato d'animo...sperem!!!!
Io non ti invidio: DI PIU'!
ah, il parco dello zodiaco!!
Milla
Beh si. Roma è così.
Al ritorno da 16 giorni di filato nel buio e grigio di Bruxelles, atterrata all'aeroporto di Fiumicino mi sembravo una di quelle soggettone da stereotipo da film. Gridolini sulle scalette dell'aereo tipo "uuhh, il soleeeee, belloooo, caldoooo, ariaaaa, cieloooo" e idiozie del genere. E non si può dire stessi male, che io la mia metà avevo la fortuna di averla con me, in quel grigiore. Ma l'amore a Roma è più amore che altrove. Più sereno, più facile forse. C'è tutta l'aria di questa eterna primavera, eterna città, eterno casino di meravigliose multivocalità.
Io la amo, questa fottuta città. E le ringrazio di avermi perdonato il decennale tradimento verso un Nord, matrigno, che pure ho amato tanto.
JD, non ti dico di chiamare quando torni, ma se hai bisogno, beh. Giassai.
Baci e auguri. Di cuore.
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