Come è ormai noto ai più, la vecchia, bolsa e rassicurante immagine "Due cuori e una capanna" si è "evoluta" nel meno romantico concetto "due cuori e una caparra".
E Ikea.
Non si scappa. E' come il battesimo e la prima comunione. Come la prima pippa pensando a Edwige Fenech.
Prima o poi decidi di fare le cose seriamente. Poi decidi di andare a convivere. E oplà: ti toccherà la domenica col villaggio. Non ci sono cazzi.
Io non ero mai stato in un centro commerciale. Le camicie oviesse mal si accordano col mio profilo altero. Senza contare la mia avversione per la gente e le folle in transumanza.
Il solito arrogante bastardo.
Questa volta non potevo sottrarmi. E dato che a volte l'unico modo per scoprire che sei pronto è che quando devi esserlo lo sei, a 'sto giro ho evitato proteste e giustificazioni.
Sabato sera. Quattro del mattino.
"Amore, domani sveglia alle otto e alle nove e mezza in viaggio?"
Sento flettersi i muscoli della mia pazienza, soffoco un urlo e annuisco.
"Certo, amore!".
Il giorno dopo, alle otto, io sono sveglio. LEI no. Partiamo a mezzogiorno.
Arriviamo e troviamo una fiumana di persone dedite all'impazzimento collettivo fra carrelli, sacchetti e troppe macchine per pochissimi parcheggi.
"Chi vuole morire per primo?", penso.
All'ingresso ci sono quegli enormi sacchi gialli con manico blu. Enormi e bruttissimi. LEI ne prende tre.
Iniziamo a girovagare fra i reparti. E' incredibile come, per una donna, cose di cui tu ignoravi l'esistenza e soprattutto l'utilità, diventino magicamente necessarie. Fondamentali.
Mentre lei riempie quattro sacchi gialli di qualunque oggetto le capiti a portata di mano, compreso uno scopino del cesso verde "perché sta bene col colore delle piastrelle", io decido di soffrire in silenzio, perché è soffrendo che capirai qualunque cosa. In silenzio. Ammirando però, nel contempo, il discreto festival della sorca intento a raccattar mercanzia.
A proposito: ma è una mia impressione o a Roma hanno quasi tutte le tette grosse? Chebbello.
E così.
Dopo una pausa sigaretta nell'area fumatori, un cubicolo di tre metri quadri simile a una gabbia di vetro da cui ti tutti ti guardano e additano manco tu fossi un appestato, dopo una pausa pranzo a base di polpette svedesi e di una serie di pietanze tipicamente svedesi e tipicamente di merda, riprendiamo il nostro giro.
E' incredibile come ci si senta portati a comprare tutte quelle cagate con nomi impronunciabili e del cazzo e con prezzi infimi. Per un po' mi faccio prendere la mano anch'io. Poi. Finalmente. Dopo due mobili caricati sul carrello grande. La cassa.
Mi ritrovo con uno scontrino chilometrico e seicento euro in meno. Non costava tutto sui dieci euro? Provo a controllare lo scontrino, ma al terzo "Belsa" o "Besta" o "Ektorp" mi arrendo.
Verso l'uscita, mentre trascino un carrello piccolo e quello per i mobili, una demente priva di contegno in compagnia di un umanoide suo simile mi entra letteralmente nelle gambe col suo carrello. Quasi vuoto, a parte due mestoli. Questi han deciso di farsi la passeggiata domenicale andando all'Ikea. Poi dice che non ci vorrebbe l'estinzione.
Mi giro. LEI mi tiene il braccio. Con aria pacata dico "Faccia attenzione la prossima volta...". E sorrido.
"...Troia!", sibilo girandomi.
Sono sul tapis roulant all'uscita e sediovuole è finita. Alla fine del tapis un istante di splendido stupore.
Il carrello coi mobili si incastra ma il rullo continua a scorrere. E così la gente su di esso.
Risultato.
Io riesco subito a far leva sul carrello incastrato e a sollevarmi e saltarlo. La vecchia dietro di me no.
Per la precisione.
La vecchia si cappotta e finisce di faccia sul mio cartone dei mobili. Sento distintamente il tonfo e il rumore della sua faccia che batte. E inoltre. Il suo piede è rimasto incastrato nel binario. Il marito glielo toglie, mentre io sollevo il carrello e lo sposto a mani nude. L'ernia è un concetto oramai a me familiare.
"Mi sono appena operata al piede e per poco non lo perdo per colpa sua", urla l'ottuagenaria.
La demente di prima mi passa accanto ridacchiando, poi mi si ferma di fronte e: "Visto? Questo è il karma!". E prosegue.
Maccristodiundio. Il karma? Il karma?
"E questa cosa sarebbe? La stronzata delle venti e quaranta?".
Si gira l'imbecille al suo fianco: "Prima ti sei girato a guardarci male mentre noi non ti stavamo pensando proprio. Ora il karma ti ha punito. Così impari".
E ride. Ride, anche.
Ora.
Le risse sono una questione odiosamente affascinante, per me. E normalmente non sprecherei parole laddove le azioni sarebbero più efficaci.
Ma LEI ha ripreso a tenermi il braccio. O meglio. Me lo sta artigliando.
Così rinuncio a giostrare fisicamente col tizio. Ma non verbalmente.
"Il karma, eh? Sparisci, coglione! E drogati meglio, perdio!", gli urlo.
LEI ride. Ride pure LEI.
Torniamo a casa e mi metto a montar tutto e a ultimare il trasloco. Dopo avere anche portato alcuni mobili a mano per nove piani causa ascensore troppo piccolo, finirò alle cinque e mezza del mattino dopo. Per poi riprendere alle nove e mezza della stessa mattinata e andare avanti fino alle tre della notte successiva per ultimare anche le pulizie. Per poi svegliarmi alle sette il giorno dopo e andare a lavorare. Per poi tornare alle diciannove e andare in palestra.
E ancora non ho smaltito l'incazzatura.




21 commenti:
"a volte l'unico modo per scoprire che sei pronto è che quando devi esserlo lo sei". Dio!quanto è vero.
Comunque, se spendi più di 500€ l'ikea ti regala "incontro karmico con coglione". Tipo i punti fragola dell'esselunga.
K
l'ikea è un'esperienza formativa. adesso sei un guaglione davvero completo.
K: me lo ricorderò.
MOLECOLE: eh. :)
Quando vado all'ikea vedo queste coppie neo-conviventi. Generalmente a lei brillano gli occhi, a lui cascano le palle e pur di fare veloce dice "sì" a tutto. A meno che non si tratti di coppie omosessuali, perché in quel caso a entrambi brillano gli occhi. Io, fossi il signor Ikea, metterei un cartello con sopra scritto: "L'ingresso è riservato a prsone di sesso femminile e a omosessuali".
E poi, andare all'ikea con un'amica, è tutta un'altra storia, molto più divertente.
Coraggio.
Quando vado all'ikea vedo queste coppie neo-conviventi. Generalmente a lei brillano gli occhi, a lui cascano le palle e pur di fare veloce dice "sì" a tutto. A meno che non si tratti di coppie omosessuali, perché in quel caso a entrambi brillano gli occhi. Io, fossi il signor Ikea, metterei un cartello con sopra scritto: "L'ingresso è riservato a prsone di sesso femminile e a omosessuali".
E poi, andare all'ikea con un'amica, è tutta un'altra storia, molto più divertente.
Coraggio.
e perché cazzo mi ha pubblicato il commento 2 volte? me ne cancelli uno, insieme a questo?
La gente all'Ikea sbrocca; sono quelle cazzo di polpette.
i centri commerciali, sono dei manicomi autorizzati. Ma tesoro, tu sei un uomo, lascia queste cose alla tua girl e alle sue amiche, e tu magari all'ikea vacci un martedì a sbirciare... tette...
Che dire, ora mi sento fortunato a non essere mai entrato in un Ikea.
All'Ikea ci tenni un colloquio di lavoro un sacco di anni fa. Non mi presero perche' avevo fallito il test psicologico di leadership per fare il magazziniere, prendendo un mio amico che lavoro' li per anni e tutt'ora mi racconta aneddoti sui folli che ci proliferano. Ho imparato a guidare nel parcheggio ikea di corsico, ho visto l'ex amoremio con le maiuscole a braccetto con uno scimmione comprare mobili. Ho visto famiglie nell'ikea di Londra nord (che e' grande come il centro di bologna) venire non per i mobili ma per dare da mangiare ai figli che un hot dog costa 50 centesimi e ti danno bibite infinite. Ho visto ostelli di Stoccolma e case sperdute alle canarie usare lo stesso cazzo di scolapasta. Ovviamente possiedo la biografia di Kamprad in lingua originale. Il meglio e' quando andammo alle 10 di mattina, diretti a rubare uno dei libri tutti uguali per scoprire che non sono finti ma sono tutti libri identici di ricette narrate, ovviamente in svedese che cosi' (parole del pr ikea) 'non li rubano'. Automaticamente il libro in questione e' in cima alle classifiche, per capire il livello intellettuale della nostra specie. Per festeggiare la bravata dritti al bar dove una rispolverata bottiglia di jack daniels fu aperta per noi. In mancanza di tulipani di cristallo il bar manager (che di sicuro aveva superato il test dell'omicidio sul ponte e dell'aereo precipitato e puoi portarti solo 5 oggetti) decise che andavano bene quelli della coca piccola. Le nostre facce rosse in controcorrente (secondo le frecce rosse per terra) rispetto alla fiumana di consumatori consumati e' storia giovanile at its best. Ma perche' questa massa di ricordi gialliblu, e soprattutto perche' proprio questo cazzo di scolapasta? che andassero affanculo. Jon.
PAPIKITA: giusto!
STROLIPPO: po' esse'.
KYRA: è un'idea...
MILES: e io ti invidio molto.
JON: ahahahahah.
Che dire? QUESTO E' AMORE!!!
Sottoscrivo in pieno le impressioni suscitate dalla gita per coppie all'Ikea, non mi diverto mai nemmeno io, ed esco fuori sempre senza soldi, con un sacco di oggetti inutili ed eccessivamente colorati, la nausea per i biscotti al gusto di cannella affumicata (credo) e la nevrosi da sovraffollamento... Del resto, anche i topi, è stato sperimentato, impazziscono e si sbranano tra di loro se obbligati in un luogo troppo stretto e affollato. E che siamo noi? meglio dei topi?
Miranda
Ecco, adesso mi viene l'ansia da prestazione.
Hanno apreto un'IKEA vicino a dove abito. Mi sa che mi tocca.
Vabbè, hai detto che c'è un sacco di gnocca, vero?
...
Vero?
-L.
MIRANDA: appunto.
LILLO: assolutamente.
in certi momenti l'ikea salva la vita. certo, se pensi che il mio primo ex mi ci portava "perchè non sapeva cosa fare di meglio" (ovviamente guidavo io), un pò ti scende la catena.
qua in brasile, comunque, non c'è. ma in casa ho comunque degli oggetti ikea, e mi chiedo come ci siano arrivati. su navi vichinghe?
Geidì, mai e ripeto MAI farsi sfuggire l'occasione di una rissa!
(tette grosse? mah...forse... generazioni anni 90...)
Tua Pillow
TI è già venuto un occhio nero stile Paolo Migone?! ;)
era un po'che non passavo.
immutata stima
ARI:il tuo primo ex è ancora vivo o è stato, graziaddio, soppresso?
PILLOW: non so di che generazione siano ma so che perdio...
ILA: quello no, ma credo che ne farò qualcuno a breve. :)
CHIARA: oh cara! :)
Ok...sono d'accordo su tuttto, conosco bene Ikea....solo un appunto, NON tutte le donne a Roma hanno le tette grosse!
Baci baci Misspulp
immagino tu non fossi all'ikea vicino casa mia, ma all'altra, quella lontana da casa mia.
da me certe cose non accadono.
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