UPDATE ORE 14:03 LUNEDI' 19/06/2006
(R.I.P.)
Non credo che darò segni di vita fino alla metà della prossima settimana. Voi non preoccupatevi. Non troppo, almeno.
Ma pregate per me.
Se qualcuna delle mie fan, amanti, fidanzate, amiche, amiche blogger and so on decidesse di inviarmi mail di incoraggiamento o, meglio ancora, foto porche, sappia che farebbe cosa buona e giusta. E graditissima. Che ricambierò con lussuriose prestazioni in natura.
johnnydurelli@gmail.com (non si sa mai...).
Forza: inondatemi di affetto; ché son solo, triste e sconsolato. Oltre che impantanato, impelagato ed imputtanato di lavoro. In una parola: inculato.
Come sempre, vi amo.
(Ora, leggete pure il post-accozzaglia scritto ieri, se vi va.)
La liturgia quotidiana dell’ennesimo weekend di merda mi propina sbobba lavorativa da sbrigare a casa col pc aziendale. Ça va sans dire, il pc aziendale è stato fabbricato ai tempi del conflitto fra nordisti e sudisti: c’è ancora all’interno un negretto che gira la manovella e fa partire i processori (?). Fra chiavi USB strafatte ed i soliti file psichedelici di excel, mi viene un attacco di sentimentalismo becero e melenso: avverto, fortissima, la mancanza della famigghia.
Decido di chiamarli e comunicarglielo.
- Pronto? -
- Mammà! -
- Dimmi, figghiu! -
- Che fate di bello? -
- Io e le tue sorelle siamo al mare. Tuo padre, impegnato con l’azienda (l’ “ Olive Oil Company”, NdJ), è al solito latitante…Tu che mi racconti? -
- I just called to say I love you… -
- Eh? -
- Volevo dirti che mi manchi! -
- Ti capisco -
- In che senso? -
- Beh, anch’io sentirei la mia mancanza se non mi vedessi per tanto tempo…-
(Quando si dice difetti di famiglia…)
- C’è anche un’altra cosa…-
- Cos’è? Hai messo incinta qualcuna delle tue amichette? –
- Ma certo che no! Volevo dirti che ti voglio bene! –
- Johnny beddu! Se ti servono soldi, devi chiamare tuo padre, lo sai. E’ lui quello che amministra e decide… -
Chiamo Don Corleone, sarà meglio.
- Pronto, Don! –
- Ehi! –
- Come stai? –
- Al solito. Spara! –
- Mi manchi! –
- Di’ un po’: sei diventato finocchio? –
- Certo che no! –
- Scopi con una certa regolarità? –
- Cerco di farlo… -
- Beh, sia ringraziato il Signore! Ma allora cos’è ‘sto sentimentalismo? –
- Volevo solo dirti che ti voglio bene… -
- Se ti servono soldi, vai in banca e prendi quello che vuoi; ma non cercare di circuirmi con questo accattonaggio sentimentale, chè per quello bastano tua madre e le tue sorelle, dio le abbia in gloria. Adesso lasciami stare ché sto lavorando e c’ho un diavolo per capello, cristiddio! –
- Tu almeno ce li hai… -
- Cosa, Johnny? Cosa? –
- I capelli… -
- Scusami, ho fatto una gaffe. Mi dimentico sempre che per te il pettine è un aggeggio sconosciuto. –
Vado allora in piscina: mi serve una pausa. Che durerà tre ore. Prima di entrare in acqua, mi sparo a casa venti gocce di ansiolitico, che mi fanno quasi addormentare in acqua. Col risultato che il bagnino pensa che io abbia avuto un malore e si tuffa in acqua vestito a soccorrermi.
Torno a casa. Contemplo l’inventario dei medicinali presenti: Lexotan, EN, Aulin, Vivin C, Moment, Maalox (tre flaconi), pomata per l’herpes, pomata per lo stiramento del quadricipite femorale, compresse di procinetici per l’esofago, compresse per l’ernia iatale, lubrificante vaginale (che mi fa intuire pratiche sessuali scabrose con le mie partner delle quali a momento non ho memoria). Più tre scatole di preservativi. Scaduti. Inventario insoddisfacente.
La pila di libri e articoli messi da parte per una lettura in tempo di ozio è abnorme. Titoli sparsi: “L’amore dura tre anni” di Beigbeder, “Un cuore così bianco” di Marìas, “Quando le donne aprono le danze” e “Cat chaser” di Leonard, “Il tamburo di latta” di Grass, “Tokyo blues- Norwegian wood” di Murakami, “L’immoralista” di Gide, “Viaggio al termine della notte” di Céline e “Cuore di tenebra” di Conrad; (questi ultimi due, in seconda lettura).
Più la raccolta di racconti brevi Toilet su cui ha scritto anche la cara Junonic (a proposito, il suo racconto "Luoghi comuni" c'ha le contropalle, come le dico sempre) e due tre numeri di Almanacco libri di Repubblica.
Dopo aver dato un'occhiata ad un blog appena aperto da una mia commentatrice, che sembra promettere bene, mi concentro su questi ultimi, per realizzare, orripilato, che nella top ten italiana dei libri più venduti ristagnano Moccia, Coelho, Dan Brown e Camilleri. Che è nato il mio stesso giorno, così come Roger Waters. L’astrologia è decisamente una cazzata.
Dopo un weekend così deprimente, l’unica grassa soddisfazione arriva il sabato notte. E non mi riferisco ai messaggi da utenti femminili che ricevo, che pure mi procurano una certa soddisfazione. No, qualcosa di molto molto meglio.
Birra Peroni gelata, pane e mortadella, e “Ieri e oggi in TV” su Rete 4. Dove trasmettono una puntata del festival delle terme di Boario risalente, credo, al ventennio fascista, condotta da un Mike Buongiorno con capelli rossi biscardeggianti e con la stessa disinvoltura nel fare gaffe comicissime. A un certo punto, viene presentato un tale Gianni Nazzaro, (questo mi mancava), che canta “Il mio amico di strada”.
Versi principali:
“L’amore è una festa solo se ti dà alla testa” e “L’amore è una gioia solo se si confonde con la tua noia.”
Lo applaudo sonoramente fottendomene dei condomini e vado a letto pensando a quanto sia inutile il mio spremermi le meningi, (ultimamente degli spazi vuoti), alla ricerca di idee, (che non trovo), per scrivere post di livello.
Torno in camera, metto su “Abbey road” contemplandone la magnifica copertina e vado a letto sperando che John o Paul illuminino il mio cammino. Se mi andrà di culo, anche questa volta sognerò Ringo Starr che mi sorride dal sottomarino giallo. Cantando in barese stretto. Forse son scaduti anche gli ansiolitici.
Decido di chiamarli e comunicarglielo.
- Pronto? -
- Mammà! -
- Dimmi, figghiu! -
- Che fate di bello? -
- Io e le tue sorelle siamo al mare. Tuo padre, impegnato con l’azienda (l’ “ Olive Oil Company”, NdJ), è al solito latitante…Tu che mi racconti? -
- I just called to say I love you… -
- Eh? -
- Volevo dirti che mi manchi! -
- Ti capisco -
- In che senso? -
- Beh, anch’io sentirei la mia mancanza se non mi vedessi per tanto tempo…-
(Quando si dice difetti di famiglia…)
- C’è anche un’altra cosa…-
- Cos’è? Hai messo incinta qualcuna delle tue amichette? –
- Ma certo che no! Volevo dirti che ti voglio bene! –
- Johnny beddu! Se ti servono soldi, devi chiamare tuo padre, lo sai. E’ lui quello che amministra e decide… -
Chiamo Don Corleone, sarà meglio.
- Pronto, Don! –
- Ehi! –
- Come stai? –
- Al solito. Spara! –
- Mi manchi! –
- Di’ un po’: sei diventato finocchio? –
- Certo che no! –
- Scopi con una certa regolarità? –
- Cerco di farlo… -
- Beh, sia ringraziato il Signore! Ma allora cos’è ‘sto sentimentalismo? –
- Volevo solo dirti che ti voglio bene… -
- Se ti servono soldi, vai in banca e prendi quello che vuoi; ma non cercare di circuirmi con questo accattonaggio sentimentale, chè per quello bastano tua madre e le tue sorelle, dio le abbia in gloria. Adesso lasciami stare ché sto lavorando e c’ho un diavolo per capello, cristiddio! –
- Tu almeno ce li hai… -
- Cosa, Johnny? Cosa? –
- I capelli… -
- Scusami, ho fatto una gaffe. Mi dimentico sempre che per te il pettine è un aggeggio sconosciuto. –
Vado allora in piscina: mi serve una pausa. Che durerà tre ore. Prima di entrare in acqua, mi sparo a casa venti gocce di ansiolitico, che mi fanno quasi addormentare in acqua. Col risultato che il bagnino pensa che io abbia avuto un malore e si tuffa in acqua vestito a soccorrermi.
Torno a casa. Contemplo l’inventario dei medicinali presenti: Lexotan, EN, Aulin, Vivin C, Moment, Maalox (tre flaconi), pomata per l’herpes, pomata per lo stiramento del quadricipite femorale, compresse di procinetici per l’esofago, compresse per l’ernia iatale, lubrificante vaginale (che mi fa intuire pratiche sessuali scabrose con le mie partner delle quali a momento non ho memoria). Più tre scatole di preservativi. Scaduti. Inventario insoddisfacente.
La pila di libri e articoli messi da parte per una lettura in tempo di ozio è abnorme. Titoli sparsi: “L’amore dura tre anni” di Beigbeder, “Un cuore così bianco” di Marìas, “Quando le donne aprono le danze” e “Cat chaser” di Leonard, “Il tamburo di latta” di Grass, “Tokyo blues- Norwegian wood” di Murakami, “L’immoralista” di Gide, “Viaggio al termine della notte” di Céline e “Cuore di tenebra” di Conrad; (questi ultimi due, in seconda lettura).
Più la raccolta di racconti brevi Toilet su cui ha scritto anche la cara Junonic (a proposito, il suo racconto "Luoghi comuni" c'ha le contropalle, come le dico sempre) e due tre numeri di Almanacco libri di Repubblica.
Dopo aver dato un'occhiata ad un blog appena aperto da una mia commentatrice, che sembra promettere bene, mi concentro su questi ultimi, per realizzare, orripilato, che nella top ten italiana dei libri più venduti ristagnano Moccia, Coelho, Dan Brown e Camilleri. Che è nato il mio stesso giorno, così come Roger Waters. L’astrologia è decisamente una cazzata.
Dopo un weekend così deprimente, l’unica grassa soddisfazione arriva il sabato notte. E non mi riferisco ai messaggi da utenti femminili che ricevo, che pure mi procurano una certa soddisfazione. No, qualcosa di molto molto meglio.
Birra Peroni gelata, pane e mortadella, e “Ieri e oggi in TV” su Rete 4. Dove trasmettono una puntata del festival delle terme di Boario risalente, credo, al ventennio fascista, condotta da un Mike Buongiorno con capelli rossi biscardeggianti e con la stessa disinvoltura nel fare gaffe comicissime. A un certo punto, viene presentato un tale Gianni Nazzaro, (questo mi mancava), che canta “Il mio amico di strada”.
Versi principali:
“L’amore è una festa solo se ti dà alla testa” e “L’amore è una gioia solo se si confonde con la tua noia.”
Lo applaudo sonoramente fottendomene dei condomini e vado a letto pensando a quanto sia inutile il mio spremermi le meningi, (ultimamente degli spazi vuoti), alla ricerca di idee, (che non trovo), per scrivere post di livello.
Torno in camera, metto su “Abbey road” contemplandone la magnifica copertina e vado a letto sperando che John o Paul illuminino il mio cammino. Se mi andrà di culo, anche questa volta sognerò Ringo Starr che mi sorride dal sottomarino giallo. Cantando in barese stretto. Forse son scaduti anche gli ansiolitici.




17 commenti:
ma grassie della segnalazione, troppo buono.
(Perchè non CI scrivi pure tu a Toilet? Una settimanella di tempo ce l'hai ancora, poi si chiudono le danze per il prossimo numero)
Perché non ho tempo. Non ne ho mai...
Besos,bedda.
voglio sperare che quando parli di utenti femminili non ti riferisci a penelope... lei non è un'utente, è una dea!
per quanto riguarda i ringraziamenti in natura, che te posso offrì, una bistecca di fracosta con contorno di patate novelle?!
almeno non c'è nessuno che ti sveglia nel cuore della notte per chiederti il nome del quarto beatles, manco fossero i sette nani!
Milla
Forse ti chiedeva del "quinto" appena morto, Billy Preston...:)
Ottimo post già questo Johnny, molto umano. Con svariati punti di contatto con il mio mood del momento [per non parlare di Abbey Road citato da io me medesimo proprio l'altro giorno.] Ad maiora, Johnny!
anche io in sti giorni avverto la mancanza della famigghia. saranno i 3 mesi tondi di mancanza dal tetto.
anche mio padre risponde sempre con " ce li hai i soldi?".
saranno gli uomini do sudd.
per fortuna ho una mamma sentimentale.
besos
scirocc
cavolo, io niente più ansiolitici, niente alcool... ma tu dimmi come si può andare avanti così? :)
amabeth
Abbracciamoci! Da come siamo messi tutti e due c'è proprio bisogno di un incastro del tipo "reggimi che ti reggo"... baci!
Cioé... se la famiglia Corleone ti tratta così quando ti prende la botta di sentimentalismo, non mi stupisco che tu sia diventato un cinico bastardo...
E poi: basta con sti cazzo di ansiolici, JD! Mannaggia a me e a quando ti ho consigliato il Lexotan!
Ca va sans dirE, JD! Qui c'è bisogno di un bel ripasso di francese... (e non farti strane idee sulla maestra!!)
Gianni Nazzaro! Uno dei flirt della mia infanzia! Quando trasmettevano quelle operette sulla Rai, con personaggi tipo Loretta Goggi, non me ne perdevo una.
sull'Excel psichedelico ti capisco...
Ma Gianni Nazzaro era il re del melodramma all'italiano nel cinema, mia nonna ha versato fiumi di lacrime, io mi facevo un fiume di risate.
Bacio tesssoro
Mi ricordi la Godart. Più psichedelica, però.
guardare in tv gianni nazzaro è uno delle cose più tristi che un essere umano possa fare, sei combinato male, non è vero?
Very pretty site! Keep working. thnx!
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