02 giugno 2008

"NON DEVI DIMENTICARE NULLA" (*)

Io amo la campagna. La solitudine in salsa panoramica. La penombra e il tramonto. Certi colori. La stessa tessitura delle cose.
Ci sono cresciuto, in campagna. Ero cagionevolissimo di salute e i medici consigliarono ai miei genitori di andarvi a vivere. Diventai una piccolo leone. Andavo in giro con mio nonno. Curioso e pieno di domande. Ho cominciato a lavorare con lui e col Don che avevo poco più di tredici anni. Ero in mezzo agli operai. E cercavo di stancarmi e di sentirmi utile il più possibile. Cercavo di secernere l'unico sudore legittimo, quello della fatica. Perché quando tornavo a casa e nonna preparava anche per me un piatto di pasta al ragù enorme e quando anch'io potevo parlare di cose "da grandi" senza che mi si dicesse "Vai a giocare", beh: io ero felice. Quando mi svegliavo all'alba per andare a mietere: io ero felice. Così come quando ero ammesso in cantina a vedere nonno che faceva il vino, dopo aver partecipato alla vendemmia. La cantina: il regno dell'alcool spalancato ai miei occhi. E anche se le ossa dolevano, e non sentivo più le braccia, mi sembrava di vivere giornate epiche. Da leggenda.
E' per questo che ho sempre nutrito rispetto incondizionato per questi posti. Posti in cui il lavoro e la fatica fisica hanno la stessa supremazia di Dio.
E spesso ci torno. Ci torno per non dimenticare. Ci torno e devo rivedere centimetro per centimetro le terre, le stalle, le rimesse, i macchinari e i trattori, gli oggetti. E ricordarmi di chi le ha coltivate, di chi le ha pulite, di chi le ha riordinate, di chi li ha usati per creare. Creare davvero.
Spesso ci dimentichiamo di cose che invece vorremmo e dovremmo ricordare. E’ come se rimanessero nelle ossa. Ma non nella mente. Però rimangono nelle ossa. Nella fatica che ti torna subito in testa, mentre passi davanti a quella distesa di mandorli dove diosolosa quanto sangue tu abbia sparso e quanti pidocchi scacciato mentre ne raccoglievi i frutti.
E’ lì in campagna che riscopro certi indissolubili e pesanti e forti legami di sangue pregni d’affetto e lacrime. E lì in campagna che tutti i miei ricordi diventano nitidi.
Vivere di ricordi per migliorare te stesso. Vivere di ricordi per arricchire il tuo domani. Perché i giorni migliori non siano solo quelli passati. "Se un uomo non è fatto di ricordi, è fatto di niente." (*)
E ancora adesso ci torno spessissimo, alla mia casa in campagna. Per lunghe, lunghissime passeggiate. Scarpino per chilometri, fino ai miei campi di grano. Dove in mesi come questo quel colore che sfuma tra il verde e il giallo oro può solo inebriarti. Una pace interiore che non potrai certo trovare su internet.
E’ il mio cerimoniale preferito quando voglio valutarmi nel mio libro mastro, quando non voglio nessuno. O non c’è nessuno. O non ho nessuno.
E’ la cosa più coraggiosa che io possa fare, essere solo. L’evento giusto per chi, come me e come tutti, è inzuppato in esistenze così dipendenti dagli altri e così interscambiabili. L'unica avanguardia disponibile.
Le cose capitano come capitano. Lì puoi riordinare i pensieri. E capirle intensamente. E capire se puoi originare la soluzione o se hai cagionato il problema.
Passeggio, mi fermo a guardare certi pozzi antichissimi finiti anche sui libri e mi viene da pensare che non ci saranno più preoccupazioni per il resto della mia vita. Guardo mio padre e mio zio, suo fratello, intenti ancora con la stessa energia e la stessa voglia a organizzare la raccolta delle olive, li guardo con le loro braccia possenti, le loro mani enormi, mani che hanno faticato, mani rosse da sempre come le loro facce, rosse perché arrostite dal sole, e trovo tutt'a un tratto patetici i miei inutili tentativi di fingermi vivo correndo un'ora in più al parco. Loro e la fatica, compagni di viaggio da sempre.
Devo tornare spessissimo lì.
Quando sono fuori dei sentimenti e dalla grazia di Dio.
Quando marcio con la benzina di riserva e so che a breve resterò a secco.
Quando devo premere il tasto pausa su un'esistenza cittadina che è spesso emotivamente esausta.
Quando non voglio più piombare nella rovina desolata dei miei pensieri.
Devo tornare spessissimo lì.
Per stabilire una tregua con le mie viscere. Una dilazione dei miei problemi.
Perché quando torno da lì, è solo il primo pomeriggio di una nuova vita.
Devo tornare spessissimo lì.
Perché è il solo modo per ricordare chi fossero i miei avi. Chi fosse ciò che sono.
Morirò anch’io un giorno o l’altro. Probabilmente. Ma vorrei morire lì.
Pace.

(*): "Patrimonio", Philip Roth

38 commenti:

Anonimo ha detto...

siamo passati da essere schiavi della terra a schiavi della busta paga e non è stato un bell'affare.
se potessi, mi precipiterei in campagna anche io, seduta stante, a vedere nascere vino e a crescere frutta.

Anonimo ha detto...

è tornare a casa.
è calma.
è vero.

Johnny Durelli ha detto...

Non potrei farlo neanch'io, purtroppo, SCIROCCHELLA.
MOLECOLE: già.

Anonimo ha detto...

Più lo rileggo, più mi piace. Ti ho già detto privatamente quello che penso, però mi sono permessa di linkare questo post. Spero non ti dispiaccia.

Anonimo ha detto...

Torno spesso anch'io nella mia casa in campagna, dove ho vendemmiato per anni e visto fermentare ettolitri di Barbera. Anche se non ci sono più terreni, niente più campi, niente più viti, e nemmeno più nonni, mi fa sempre sentire, come dire, più vivo.

Bel post. Ma bello bello.
Ciao Johnny!

Johnny Durelli ha detto...

BATGIRL: e perché mai dovrebbe dispiacermi? :)
SIMONE: vero, eh? Quanto al resto, grazie! Grazie assai.

Anonimo ha detto...

essere solo richiede sempre tanto coraggio.

Anonimo ha detto...

bello. dà molta pace. a me purtroppo la campagna piace solo d'estate, col sole. tipo turista. e per poco tempo, dopo tre giorni di uccellini sclero e vorrei sentirmi nelle orecchie i rumori di città.
l'effetto che racconti tu me lo dà il mare, qualsiasi mare, che poi è la stessa roba
a viverci, in campagna, finirei per odiarla
per la schiavitù che dà, immagino, e per i ritmi troppo lenti per i miei gusti
bacio.
PS "L'unica avanguardia disponibile" è un gran bel concetto

Johnny Durelli ha detto...

MILES: verissimo.
CLER: tutto condivisibile, nella tua ottica. Il punto non era tanto parlare della campagna quanto di ciò che si è stato, riflesso nei tuoi ricordi e nei tuoi "avi", nel riconoscerlo e nel non scordarlo.

Anonimo ha detto...

spakka!

Anonimo ha detto...

si ok
ma tu do stai?
e come stai? ;)

Anonimo ha detto...

Sei in forma Durelli.
Verrà un giorno in cui mi mostrerai quella tua terra di cui abbiamo parlato più e più volte davanti a oban invecchiati. Verrà questo giorno in cui io, che non ho mai avuto trascorsi meravigliosamente bucolici come i tuoi, e me ne dispiaccio, capirò cosa significa camminare fianco a fianco col grano.

Sono pigro, figlio unico e viziato. Ma amo la fatica fisica. Credo che questo dovrebbe essere il lavoro: da troppi anno vivo della mia intelligenza, senza sollevare un dito, senza muovere un muscolo che non sia per pestare il sacco in palestra. Certe volte penso che mi piacerebbe un lavoro che mi spezzasse la schiena, che mi obbligasse ad arrivare a sera con gli occhi pesanti e la voglia di dire "no" a un amico che domanda di uscire.

Viva la campagna.
Viva il lavoro manuale.
Più grano meno grana. Più fattorie meno centri commerciali.

"Quale futuro tra banche e cemento?", recitava una scritta su un muro vicino casa mia. Recentemente l'hanno cancellata. I muri cittadini devono essere puliti, per carità. Splendenti e immacolati. Tutto deve brillare del colore dell'ipocrisia, oggi giorno.

Ma vaffanculo.
Viva la terra sotto le unghie.
[Ste]

Johnny Durelli ha detto...

Egotique. lo so, lo so. :)
CLER: a Roma. E sto bene. :)
Lo so, STE, lo so: sono in forma. Lo dico con tutta la presunzione possibile: sto confezionando post superbi. :) Quanto al resto: sai già quante volte ci siam detti queste cose e quanto io sia d'accordo con te e FEDE.

Lillo ha detto...

La mia casa in campagna non c'è più, purtroppo, da quando la mia nonna è morta. Venduta.

Ma quei ricordi di cui parli, grazie al cielo, non mi lasceranno mai. E un giorno ce la farò, a tornare a vivere là.

Già.
-L.

Johnny Durelli ha detto...

LILLO: sai una cosa? Io non so se sarò mai in grado di riprendere a "seguire" le mie terre, preso come sono dalla vita cittadina e dal vederle solo come una sorta di "buen retiro" per la pensione. Però se c'è una cosa che amo della mia famiglia è il fatto che sia riuscita a trasmettermi lo stesso amore viscerale, carnale e possessivo per queste terre e queste case. Un amore e una possessività tali che so, con certezza, che mai e poi mai le venderò. Mai.

Johnny Durelli ha detto...

PS: nel commento precedente due volte ho scritto terre e per due volte avevo sbagliato scrivendo "tette". Mi devo far curare, lo so.

Lillo ha detto...

Io avrei lasciato scritto "tette". Una volta è un errore, due sono un segno.

Lapsus freudiano?

-L.

Anonimo ha detto...

Durelli perdio scrivi troppo piccolo.
(Bravo ragazzo, anch'io morirò dove cazzo decido io.)

Johnny Durelli ha detto...

LILLO: po' esse'.
STROLI': non ho mica cambiato la dimensione del carattere.

Anonimo ha detto...

ok, l'altro era meglio

V

Johnny Durelli ha detto...

V.: amen.

Anonimo ha detto...

Un pò noioso questo post.
Mauro

Lillo ha detto...

Mi sono letto per curiosità il post prima di questo, e vista la conclusione credo che non ne leggerò altri :D

Scherzi a parte, mi ha dato spunti fin troppo attuali. Grazie.

-L.

Johnny Durelli ha detto...

MAURO: e dunque?
LILLO: bravo.

Anonimo ha detto...

Sara' questo Pc del lavoro allora.
A quando un Martini energizzante? Ergo, quando sei a Milano?

Johnny Durelli ha detto...

Fratello, per fine mese dovrei essere a Milano.

Anonimo ha detto...

Ma come? Non lavori e hai comunque un fuoco dentro? Lavoravi (lavorerai) nella Milano finanza e trovi la pace nei campi? Cerchi il progresso nelle grandi citta' e appena puoi torni nella vigna? Vai via dal sud per scendere dal treno avvolto nella nebbia per un lavoro specializzato e quello che ti ricordi sono le braccia arrostite dal sole? Lasci casolari e campi conquistati col lavoro manuale e ti becchi un mutuo di 55 anni per un monolocale lavorando nel terziario? Compri l'ultimo computer e trovi la felicita' tra gli ulivi e i grilli? Non e' che non hai imboccato la strada migliore, non e' che sei solo un essere umano, e come genere umano abbiamo preso la strada sbagliata? Io ho sempre abitato nelle citta' piu' grandi possibili (Tel Aviv, Milano e adesso Londra), tranne un anno in montagna e sebbene mi ci trovo bene e il lavoro nei campi non faccia per me, credo abbiamo sbagliato qualcosa a un certo punto. Dio ti ringrazio per quell'anno in montagna a spaccare legna, ci devo tornare spessissimo.
Jon

Anonimo ha detto...

"andarvi a vivere" non si può sentire. potevi mettere "recarvicisi" a 'sto punto. che hai imparato a scrivere per corrispondenza?

Johnny Durelli ha detto...

JON: grazie.
ANONIMO: per corrispondenza ho conosciuto tua sorella.

Anonimo ha detto...

Dear Mr Dureli,
sono Ofra Deep dela orgasm ltd. Letto di suo bel blog su sesso e molto interessata discutere de la pompino italiano. America ama ancora, cosa e' Italia?
Io referenze e studi amici su questione che preoccupa per scandalo Lewinski che mette paura american boy. Paura vestito, paura frigorifero, paura di tuto.
Lui cosa suggerire?
Orgasm LTD essere seria e referenzata.
Suoi adepti Bill Clinton, Max Mosley, Asia Argento, Vittorio Emanuela, e tanti atri.
Prego rispondere.
Tema ricorrente in suo blog: la pompino!
Prego dare notizie, lei grande esperto sicuro.
Gazie
Ofra Deep

Johnny Durelli ha detto...

OFRA: cosa vuoi che ti dica? Noi qui sian sempre stai clintoniani convinti, ben prima che negli USA andasse di moda il detto "Get me a clinton".

Anonimo ha detto...

Si ma la pompino! Sensation, reality and emotion. Sorry Mr Dureli, mia ricerca essere seria, non come tu prende largo da mie domande.
Dovere forse cambiare sito?
Roba da feminucce queste. Robe sentimentali. Cosa essere di Dureli Dureli?
Tuto passa, e se non pasa, cambia.
Ofra
Vado su sito di altro maiale sciacallo (povere bestie, loro buone, generalmente, solo che la storia destroyes).

Anonimo ha detto...

Quando l'uomo imparerà a farsi i pompini da solo, le donne la smetteranno finalmente di fare carriera.
[Ste]

Johnny Durelli ha detto...

OFRA: ma stai elemosinando un chinotto?

Anonimo ha detto...

Dureli, Dureli,
finally your style!
Ofra
ps la orgasm ltd fa un meeting su la POMPINO, previsti uomini practical perche' teoria dice che loro sanno come fare, molto melio, per questione feeeling.
You're invited!

Johnny Durelli ha detto...

OFRA: dieci a uno che dietro di te c'è TRENTAMARLBORO con la sua allegra combriccola.

Anonimo ha detto...

Loro fanno trenino. Me controlore.
It's the leadership, Dureli. It's the leadership.
S-o-r-y ( con una "R").
Ofra
p.s. you're loosing nail vanish.

Johnny Durelli ha detto...

OFRA: e cioè?