Le mie ferie a breve scadenza si sono "consumate" al mare. Casa in campagna l'ho solo sfiorata. Solo il Don era rimasto lì per pensare agli affari della famigghia.
E così mi son ritrovato piacevolmente aggrovigliato in giornate in cui mia madre mi ha rimpinzato di cibo prelibato, in cui ho dormito come non succedeva da anni, in cui ho bevuto in modica quantità e fumato anche meno.
Giornate passate in acqua o sdraiati al sole, leggendo "Indecision", ('na minchiata), e "Lunar Park"; ( strepitoso).
Giornate oziose, vagamente inconcludenti ed inconcluse. E per questo godute fino in fondo.
Beh, certo: i bar del paese avevano solo Jack Daniel's e se chiedevo Macallan o, peggio ancora, un Negroni sbagliato, mi guardavano turbati. E mi sono accontentato dello zio Jack, per andare a dormire ancora più sereno.
Beh, certo: c'era un tizio sui venticinque, l'ombrellone accanto al mio, che ha passato un intero pomeriggio a ruttare rumorosamente e schifosamente e che perdippiù ha sfanculato malamente mia madre quando costei ha provato a sottolineargli la sua evidente maleducazione. L'ho dovuto pestare, ça va sans dire. Mia madre non è stata molto d'accordo.
Beh, certo: i miei coetanei non erano in vacanza. Ovunque mi girassi, c'erano solo coppie sposate, anziani e poppute ed aggressive teenagers. Come mia sorella piccola. Col risultato che uscivo il meno possibile, per non fare la figura del vecchio guardone arrapato.
Beh, certo: la ragazzitudine è una brutta malattia. Soprattutto quando colpisce donne non più in tenera età che si ostinano a indossare il bikini quando dovrebbero indossare un saio. Col risultato che ti tocca "ammirare" chilometriche superfici fatte di cellulite, buccia d'arancia, pelle cascante e tette tendenti alle ginocchia. Non c'è più pudore.
In compenso, comunque, sono stato bene.
E non è una cosa da poco.
Ho sostanzialmente messo da parte tutte le preoccupazioni nascoste, i desideri irrealizzati ed irrealizzabili, le delusioni, le fobie, le paure, i litigi. Sono entrato in una sorta di limbo di tranquillità e calviniana leggerezza che si è riflessa anche nei rapporti con gli altri; con una capacità d'impatto notevole. Da piccolo bastardo sociopatico mi son trasformato in un bambino dolce ed innocente. Restando pressoché immaturo, forse, ma diventando anche un figlio più appetibile. Siamo ai miracoli, evidentemente.
E così la settimana di ferie è placidamente passata.
Dopo acrobazie automobilistiche e non, son riuscito a saltare sul treno che mi avrebbe riportato in questa canicola fatta di guglie, donne seminude ed incantevoli, pause pranzo affrettate ed happy hour sudaticci.
E lì, sul treno, eccola che salta fuori dal nulla.
E così mi son ritrovato piacevolmente aggrovigliato in giornate in cui mia madre mi ha rimpinzato di cibo prelibato, in cui ho dormito come non succedeva da anni, in cui ho bevuto in modica quantità e fumato anche meno.
Giornate passate in acqua o sdraiati al sole, leggendo "Indecision", ('na minchiata), e "Lunar Park"; ( strepitoso).
Giornate oziose, vagamente inconcludenti ed inconcluse. E per questo godute fino in fondo.
Beh, certo: i bar del paese avevano solo Jack Daniel's e se chiedevo Macallan o, peggio ancora, un Negroni sbagliato, mi guardavano turbati. E mi sono accontentato dello zio Jack, per andare a dormire ancora più sereno.
Beh, certo: c'era un tizio sui venticinque, l'ombrellone accanto al mio, che ha passato un intero pomeriggio a ruttare rumorosamente e schifosamente e che perdippiù ha sfanculato malamente mia madre quando costei ha provato a sottolineargli la sua evidente maleducazione. L'ho dovuto pestare, ça va sans dire. Mia madre non è stata molto d'accordo.
Beh, certo: i miei coetanei non erano in vacanza. Ovunque mi girassi, c'erano solo coppie sposate, anziani e poppute ed aggressive teenagers. Come mia sorella piccola. Col risultato che uscivo il meno possibile, per non fare la figura del vecchio guardone arrapato.
Beh, certo: la ragazzitudine è una brutta malattia. Soprattutto quando colpisce donne non più in tenera età che si ostinano a indossare il bikini quando dovrebbero indossare un saio. Col risultato che ti tocca "ammirare" chilometriche superfici fatte di cellulite, buccia d'arancia, pelle cascante e tette tendenti alle ginocchia. Non c'è più pudore.
In compenso, comunque, sono stato bene.
E non è una cosa da poco.
Ho sostanzialmente messo da parte tutte le preoccupazioni nascoste, i desideri irrealizzati ed irrealizzabili, le delusioni, le fobie, le paure, i litigi. Sono entrato in una sorta di limbo di tranquillità e calviniana leggerezza che si è riflessa anche nei rapporti con gli altri; con una capacità d'impatto notevole. Da piccolo bastardo sociopatico mi son trasformato in un bambino dolce ed innocente. Restando pressoché immaturo, forse, ma diventando anche un figlio più appetibile. Siamo ai miracoli, evidentemente.
E così la settimana di ferie è placidamente passata.
Dopo acrobazie automobilistiche e non, son riuscito a saltare sul treno che mi avrebbe riportato in questa canicola fatta di guglie, donne seminude ed incantevoli, pause pranzo affrettate ed happy hour sudaticci.
E lì, sul treno, eccola che salta fuori dal nulla.
"Io ho prenotato due posti, ma uno è in più e mi avanza. Se vuoi, puoi prenderlo tu e sederti qui, vicino a me."
Mi giro, la guardo e penso: "E tu da dove stracazzo sbuchi fuori?"; (che romanticone).
Sapevo che sarebbe successo. L'avrei incontrata.
Una con quello speciale nonsoche, neanche tanto vago. Quel nonsoche unico, accattivante, irripetibile, affascinante e memorabile.
Una con cui parlare fitto per circa otto ore filate, toccandosi, accarezzandosi e sorridendosi come se ci conoscesse da una vita.
Una con cui ci fosse totale empatia.
Una che aggiungesse possibilità ed eventualità al vecchio caro ed adolescenziale adagio del "Chissà cosa succederà, adesso?".
Una con cui non recitare la parte del finto interessato solo per portarsela a letto.
Una che mi tirasse fuori da questo presente di cinismo e disamore per proiettarmi in un futuro di ammmoooore, cuoricini, poesie, coccole e tutte quelle carinerie che generalmente mi fanno vomitare.
Una, va da sè, già fidanzata, (seppur in crisi nera), che, quando è scesa dal treno, sapendo sarebbe arrivato di lì a poco il brutto figlio di puttana, (io l'ho battezzato così), ha preferito salutarmi sulla banchina. Abbracciandomi forte con quel sorriso che mi rendeva ebete.
Sperando che il momento comunione e liberazione barra beatitudine celeste sperimentato in vacanza si prolungasse il più a lungo possibile, avevo cercato di inscatolare mentalmente, in confezioni monouso e giornaliere, questa inespugnabile e granitica tranquillità zen raggiunta a costo zero; per provare a dilazionarne gli effetti positivi almeno fino a Natale.
Ma si sa: l'ottimismo è un qualcosa di assolutamente poco plausibile.
E così, sceso dal treno, vedendola andar via, ho ripreso a bestemmiare. E il primo Negroni sbagliato l'ho bevuto in pausa pranzo.




27 commenti:
Prima!
Il tutto trasmette una malinconia da speranze disattese che adesso a me chi me la leva di dosso?
porc...
Joder Johnny!Che malinconica tristezza e nostalgica depressione!
Sembrano i miei pensieri grigi nelle serate uggiose...
Hai dormito durante il viaggio, quindi. Anch'io quando dormo in treno poi ricordo benissimo i sogni ;)
Ah, la cosa delle bucce d'arancia che andrebbero coperte è tremenda, ma che è, solo le belle (e i belli, di conseguenza) possono permettersi il lusso di una natatina? Cattivo!
In tua assenza, vecchio porco, ho pubblicato un post sulle tette che non potrà non entusiasmarti.
Ah, bentornato, tesoruccio mio ;)
anche le "donne non più in tenera età" portatrici di "chilometriche superfici fatte di cellulite, buccia d'arancia, pelle cascante e tette tendenti alle ginocchia" hanno diritto d'asilo, fascista!!! ;-)
ah brutto bastardo di un johnny...sei andato via, abbandonandomi proprio quando io venivo su da te. ah, e parli di una che hai visto in treno! che smacco. non mi hai voluta incontrare. non si vede ma mi sono impermalosita, ho il tipico broncio che tiro fuori quando la gente non fa quello che vorrei. :-) si lo so, sono prepotente. ciao caro, bacio.
ma che è...tutte innamorate pazze di Johnny? :D
dovrebbero scrivere, sul treno, accanto al "vietato gettare oggetti dal finestrino", un bel "attenzione! su questo treno potreste incontrare la donna (/l'uomo) della vostra vita. ma non illudetevi: scenderà prima di voi e sarà fidanzata(/o)".
;)
lisa
(e poi, come si parla bene sui treni)
Bentornato caro!
Questo post ha avuto un andamento strano su di me, me lo sono letto tutto di un fiato inspirando all'inizio serenità ed espirando nel finale malinconia
johnny sei da paura!!! giuro che se avessi qualche eurino in piu ti inviterei a folleggiare a miami solo x il piacere di averti come spalla pro-figa, una sorta di coppia d'attacco ronaldinho kakà x intenderci. ci sai fare ;)
vaffanculo!
vai in vacanza mentre qui si crepa,
racconti di relax, bei momenti e famigghia...
per di più fornisci i connotati precisi della persona con cui ho passato gli ultimi mesi -e con cui forse avrei passato volentieri diversi anni-, da cui sto cercando disperatamente di disintossicarmi...
però...
aggiungo merda alla lista della spesa, non vorrei scoradare la dose giornaliera; poi è sempre più dura ricominciare daccapo.
;)
ZP
Con tutti i treni che ho preso per 10 anni, avessi mai fatto un incontro piacevole anche solo la metà del tuo...
Uff JD mi hai fatto quasi credere in un happy end!
difendo anche io il diritto delle signore di mettersi il costume.
se NOI dobbiamo sopportare i panzoni cadenti, a voi tocca sopportare le tette cadenti ;)
l'incontro in treno mi ha messo molta nostalgia ma spesso è cosi che va..
bacetto
sciroccata
JUN:non si leva di dosso neanche a me...
ELETTRIKA:io però inizio a riprendermi, adesso. Blogger anche tu?
ISLA:ammoore! Letto e commentato il tuo post. Non dico non possano andare al mare, ma che si abbiglino in maniera più consona, eccheccazzo!
INNISMOR:vale quanto detto ad ISLA ;-)
FEDE:mi spiace, ma dovevo andar via. Baci!
JENNY:magari...;-)
LISA:già. Sei la ISLA o una nuova lettrice?
ELESOLE:più o meno quello che è successo a me durante questa settimana.
CREAM:troppo buono, grazie! ;-) Epperò: visti i Mondiali, non sarebbe meglio un Henry-Zidane? ;-)
ZETAPIX: è durissima...
ILA:il mio è stato il primo in tredici anni...
INES: 'zzo è l'happy end? ;-)
TOTEMA: e dove vai?
SCIROCCATA:il problema è quando va SEMPRE così...
...la giusta lentezza del mezzo regala sorprese...buone o meno...ma comunque, almeno a me, trasmette consapevolezza dei chilometri che viaggio...e se non si ha fortuna negli incontri...almeno butto un occhio al panorama!
Ari ben tornato!
Civetta.
CIVETTA: grazie!
Allarma rosso-allarme rosso. I paparazzi ci hanno beccati ieri sera!
E per quello che riguarda il post, te l'ho detto. Speravo fosse amore. E se ci resto male non riesco a commentare, ecco.
MALAPUELLA:ho visto, ho visto. Io però son di spalle.
Beh, piuttosto che niente, è meglio piuttosto!!! ;D
"nuova lettrice" mi fa un certo che.
(comunque, sì)
lisa
ohibò, consono a cosa? al tuo gusto estetico? e chi cazzo sei tu? ;-))
LISA:benvenuta!
INNISMOR:simpaticissima! ;-)
oh!
(grazie)
lisa
ma non gliel'hai chiesto il numero di telefono?????
ho preso spunto da questo post, anzi ho copiato qualche cosa a dir la verità, per una pessima lettera d'amore a una ragazza fantastica. chiedo perdono. grazie.
andrea
ANDREA:tranquillo!
I like it! Good job. Go on.
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