SECONDO UPDATE: da oggi questo post è pubblicato anche sul Gazzettino e questo grazie all'amico fraterno TRENTA . Grazie, amico mio. Grazie assai.
(Questo post è da oggi ospitato anche su NOANTRI, grazie a STE'. La cosa mi onora parecchio. Grazie ancora, STE'.)
- E' troppo tardi per un whisky? -
- Che whisky? -
- Un Macallan. -
- Non è mai tardi per un Macallan, ragazzo. -
Dio può annidarsi anche in simili conversazioni.
Tracanno un doppio Macallan liscio e con bicchiere d'acqua a parte e mi immergo nel mio soliloquio. Un soliloquio di tristezza.
La gente mi passa davanti, presissima da un mercoledì sera che si spera per loro sia pieno di sorprese. Io non voglio vedere e sentire nessuno. Anche LEI l'ha capito, che non è serata. E ha pensato bene di non telefonarmi.
Che volete che vi dica, forse sono uno un incorreggibile stronzo: fatemi causa.
Sto qui seduto, bevo e medito. E penso alle novità.
Sì, perché ci sono novità.
E non sono per niente positive. Poi mi si chiede perché io sia così conservatore.
Ho perso il lavoro. E la cosa non mi sta rendendo felice.
Sono serio, eh. Sono sempre serio, io. E' il più grosso problema della mia vita.
Avevo un contratto a progetto. L'ennesimo, dopo stage, co.co.co., co.co.pro., sostituzioni per maternità e modulistiche contrattuali pecorinofile varie.
E' inutile io vi spieghi che non c'era nessun progetto. Un contratto simile era semplicemente il più conveniente per la società (a delinquere).
Il contratto scadeva a inizio febbraio. Ho chiesto rassicurazioni sulla mia sorte da inizio ottobre. E fino a fine febbraio. Sì perchè io, intanto, a contratto scaduto, ho continuato a lavorare, ché mi si diceva di star tranquillo ché a lavare i vetri ai semafori non ci sarei finito.
E invece no.
Invece devono contenere i costi. Han detto proprio così: "In questa fase di business calante, è urgente un contenimento dei costi".
Detto mentre loro stan preparando le vacanze di Pasqua e stan cercando di capire quale sia la località più trendy e più pullulante di passera disponibile.
E con contratti di questo tipo, diventi la vittima ideale.
- Che whisky? -
- Un Macallan. -
- Non è mai tardi per un Macallan, ragazzo. -
Dio può annidarsi anche in simili conversazioni.
Tracanno un doppio Macallan liscio e con bicchiere d'acqua a parte e mi immergo nel mio soliloquio. Un soliloquio di tristezza.
La gente mi passa davanti, presissima da un mercoledì sera che si spera per loro sia pieno di sorprese. Io non voglio vedere e sentire nessuno. Anche LEI l'ha capito, che non è serata. E ha pensato bene di non telefonarmi.
Che volete che vi dica, forse sono uno un incorreggibile stronzo: fatemi causa.
Sto qui seduto, bevo e medito. E penso alle novità.
Sì, perché ci sono novità.
E non sono per niente positive. Poi mi si chiede perché io sia così conservatore.
Ho perso il lavoro. E la cosa non mi sta rendendo felice.
Sono serio, eh. Sono sempre serio, io. E' il più grosso problema della mia vita.
Avevo un contratto a progetto. L'ennesimo, dopo stage, co.co.co., co.co.pro., sostituzioni per maternità e modulistiche contrattuali pecorinofile varie.
E' inutile io vi spieghi che non c'era nessun progetto. Un contratto simile era semplicemente il più conveniente per la società (a delinquere).
Il contratto scadeva a inizio febbraio. Ho chiesto rassicurazioni sulla mia sorte da inizio ottobre. E fino a fine febbraio. Sì perchè io, intanto, a contratto scaduto, ho continuato a lavorare, ché mi si diceva di star tranquillo ché a lavare i vetri ai semafori non ci sarei finito.
E invece no.
Invece devono contenere i costi. Han detto proprio così: "In questa fase di business calante, è urgente un contenimento dei costi".
Detto mentre loro stan preparando le vacanze di Pasqua e stan cercando di capire quale sia la località più trendy e più pullulante di passera disponibile.
E con contratti di questo tipo, diventi la vittima ideale.
Oltre che l'unica, visto che ero l'unico ad avere un contratto simile.
Un classico.
Io ho mantenuto una calma che non conoscevo, in questo frangente.
- Uhm - ho detto.
E poi.
- Scusate: se non vi dispiace, andrei a fumare una sigaretta, ché sono un po' scosso. -
Poi son tornato, ho salutato e me ne sono andato.
Ora sono a casa: navigo nell'ozio. Leggo libri, guardo film. E per non smentire me stesso seguo costantemente gli aggiornamenti di Youporn e Redtube.
Le pippe sono aumentate esponenzialmente.
Un classico.
Io ho mantenuto una calma che non conoscevo, in questo frangente.
- Uhm - ho detto.
E poi.
- Scusate: se non vi dispiace, andrei a fumare una sigaretta, ché sono un po' scosso. -
Poi son tornato, ho salutato e me ne sono andato.
Ora sono a casa: navigo nell'ozio. Leggo libri, guardo film. E per non smentire me stesso seguo costantemente gli aggiornamenti di Youporn e Redtube.
Le pippe sono aumentate esponenzialmente.
Intanto mi guardo intorno. Ho pure iniziato a guardare i bandi per concorsi pubblici: si sa mai che mi sistemi una volta per tutte. Ho scaricato il bando per il concorso da assistente parlamentare. Beh, è bello notare come per fare l'assistente parlamentare servano lauree, voti alti, lingue straniere e il superamento di saddio quante prove mentre per diventare semplicemente parlamentare basti a volte essere un ex "ballerino" del Mucca Assassina o un figlio di papà che vuole ancora giocare a fare l'alternativo.
E mando curriculum.
Ho inviato circa duecento mail il cui testo recitava:
"A parte i bocchini e altre pratiche omosessuali, posso fare di tutto".
Una mia amica oggi mi suggeriva di iniziare a farli.
I bocchini, intendo.
O comunque di iniziare a calare le braghe.
Io però non credo sia questo il punto. Non credo si tratti della solita tiritera trita e ritrita dello scendere a compromessi.
No. Non è questo il punto. Il punto è che mentre imperversa una campagna elettorale di cui me ne frega sempre meno, ché io ho già deciso di non votare, mentre tanti politici fanno a gara a riempirsi la bocca delle parole "Risolveremo il problema del precariato", io sono qua in mezzo a una strada.
E ho trent'anni e avevo dei progetti.
E ora devo iniziare daccapo.
Perché qualcuno sapeva che sbarazzarsi di me, come di tanti altri, senza avere pensieri, sarebbe stato semplicissimo, con queste forme contrattuali che sono l'equivalente moderno della schiavitù.
Sì, perché quando sei in balìa di contratti di questo genere, non esiste più la tua professionalità. Le tue competenze diventano magicamente un plus non più necessario. C'è solo l'istinto di sopravvivenza, la speranza di arrivare a fine mese, che ti porta ad accettare le più losche bassezze pur di riuscire a strappare il rinnovamento di quel contratto.
E così ti ritrovi a portare i giornali a casa ai tuoi capi o a perdere giornate in posta per presentare i ricorsi per le loro multe o a spostar loro le macchine in divieto di sosta.
Tutto nella speranza che.
Ulteriori compromessi io non ne vedo. Ché già aver fatto tutto questo vuol dire aver ingollato tonnellate di merda.
La mia educazione.
Sì, la mia educazione meritocratica e calvinista.
Mi ha imposto un esame di coscienza. Serio, approfondito. Invasivo.
E ve lo giuro: io non riesco a trovarmi colpe.
Ho fatto tardi, per questo lavoro come per tutti gli altri. Non ho avuto orari. Spesso non ho avuto weekend. Non avevo straordinari. Nel senso che non erano pagati. In compenso al minimo errore c'erano insulti e urla.
Ché poi.
A insultarti e farsi grande in questi casi è sempre chi, preso per strada, non avrebbe il coraggio di guardarti in faccia. Figuriamoci di fare a pugni.
E no: io colpe non me ne sono trovate.
E la mia educazione è la stessa che mi ha portato a non dir nulla a casa. Ché il DON direbbe che è comunque colpa mia.
E non ho voglia di litigare anche con lui.
Mi tengo tutto dentro e bevo un whisky.
Tanto io lo so.
Io la sfango sempre.
- E' troppo tardi per un altro whisky? -
E mando curriculum.
Ho inviato circa duecento mail il cui testo recitava:
"A parte i bocchini e altre pratiche omosessuali, posso fare di tutto".
Una mia amica oggi mi suggeriva di iniziare a farli.
I bocchini, intendo.
O comunque di iniziare a calare le braghe.
Io però non credo sia questo il punto. Non credo si tratti della solita tiritera trita e ritrita dello scendere a compromessi.
No. Non è questo il punto. Il punto è che mentre imperversa una campagna elettorale di cui me ne frega sempre meno, ché io ho già deciso di non votare, mentre tanti politici fanno a gara a riempirsi la bocca delle parole "Risolveremo il problema del precariato", io sono qua in mezzo a una strada.
E ho trent'anni e avevo dei progetti.
E ora devo iniziare daccapo.
Perché qualcuno sapeva che sbarazzarsi di me, come di tanti altri, senza avere pensieri, sarebbe stato semplicissimo, con queste forme contrattuali che sono l'equivalente moderno della schiavitù.
Sì, perché quando sei in balìa di contratti di questo genere, non esiste più la tua professionalità. Le tue competenze diventano magicamente un plus non più necessario. C'è solo l'istinto di sopravvivenza, la speranza di arrivare a fine mese, che ti porta ad accettare le più losche bassezze pur di riuscire a strappare il rinnovamento di quel contratto.
E così ti ritrovi a portare i giornali a casa ai tuoi capi o a perdere giornate in posta per presentare i ricorsi per le loro multe o a spostar loro le macchine in divieto di sosta.
Tutto nella speranza che.
Ulteriori compromessi io non ne vedo. Ché già aver fatto tutto questo vuol dire aver ingollato tonnellate di merda.
La mia educazione.
Sì, la mia educazione meritocratica e calvinista.
Mi ha imposto un esame di coscienza. Serio, approfondito. Invasivo.
E ve lo giuro: io non riesco a trovarmi colpe.
Ho fatto tardi, per questo lavoro come per tutti gli altri. Non ho avuto orari. Spesso non ho avuto weekend. Non avevo straordinari. Nel senso che non erano pagati. In compenso al minimo errore c'erano insulti e urla.
Ché poi.
A insultarti e farsi grande in questi casi è sempre chi, preso per strada, non avrebbe il coraggio di guardarti in faccia. Figuriamoci di fare a pugni.
E no: io colpe non me ne sono trovate.
E la mia educazione è la stessa che mi ha portato a non dir nulla a casa. Ché il DON direbbe che è comunque colpa mia.
E non ho voglia di litigare anche con lui.
Mi tengo tutto dentro e bevo un whisky.
Tanto io lo so.
Io la sfango sempre.
- E' troppo tardi per un altro whisky? -




38 commenti:
Eh, ne so qualcosa. Bastardi... Che nevoso.
Ale
Ah, stellina.
Come ti capisco. E ti parla una che, giusto ieri, è stata cazziata -meglio dire insultata- perché ho conservato per me la fondamentale informazione che il Blackberry 8100 'Pearl' possiede delle funzioni che permettono di personalizzare la rubrica.
Si, si, hai capito bene. Sono stata insultata e tacciata di scarsa professionalità perché non ho avvisato, PRIMA (di cosa, non si sa), che il Blackberry ha delle funzioni. Incredibile.
Appena me ne esco con lo scoop sensazione che il Blackberry gestisce anche e-mail aziendali in tempo reale rischio la fustigazione.
Ed è possibile che questo comporti il mancato rinnovamento del mio contratto e ti assicuro che NON STO SCHERZANDO.
Come ti ho già detto in privato, l'unica è provare a scappare da questo paese di merda...
Perché qui continueremo sempre a trovare tizi che esigono la massima profesisonalità ed in cambio ti danno pupazzetti di carta...
Siamo nella stessa barca, JD...
ma puttanaeva. mi dispiace bro.
velenero ha ragione. forse esistono altri orizzonti dove compromesso e umiliazione non sono le uniche parole possibili.
Mi dispiace parecchio, anche se sono sicura che (come dicevi tu) la sfangherai...
JD, so che magari non te ne fotte un emerito, ma son con te.
Alla salute.
gran bel pezzo.
nella mia mente, nonostante una situazione decisamente più tranquilla, si fa sempre più strada l'idea di spingermi verso quei paesi dove l'educazione calvinista è più diffusa, quasi la regola insomma verso un parallelo dai numeri bassi.
Anche la mia situazione lavorativa non è da meno. Sono 2 mesi che praticamente lavoro a gratis, faccio colloqui che rimangono settimane senza una risposta di merda che sia una, e il mio attuale capo è un idiota.
Mi è venuta voglia di un whisky anche a me.
ALE: già.
SEL: lo so.
VELENERO: mal comune, mezza epidemia.
MOLECOLE: io li sto cercando.
ANONIMA: già.
HEIKE: grazie, caro. Grazie assai.
LOLWUT: pure nella mia.
CARLITO: welcome to inferno.
a volte mi chiedo se questi capi abbiano un minimo rilevabile dell'educazione che hai mostrato tu.
teste di cazzo.
intanto io ti abbraCCIO. poi ti dico che sono costretto a rimanere a casa perche soffro di una forte forma di epilessia. e nella ditta dove sono assunto da 14 anni non mi vogliono. preferiscono io stia a casa in mutua. ma in mutua uno non può rimanere più di un tot. allora mi hanno minacciato di mandarmi a lavorare a 60 km da casa. Ma io non ho la macchina che per la malattia mi è stata ritirata la patente per 2 anni. mi han detto che loro non sanno cosa fare. ho chiesto un posto in un ufficio nella sede di vicenza. si sono messi a ridere. io so usare il pc. meglio di molte segtretarie puttane. niente. ora sono a casa in paternità perchè ho finito i giorni di malattia disponibili e per loro non c'era nessun problema. mi avrebbero lasciato a casa. ma io ho una famiglia, due figli? nessun problema, noi abbiamo altri casini.
che bello quando si parla di diritto al lavoro, DIO PORCO
Jd ..mi dispiace un sacco ...
Chi sono io ? Uno dei tanti che ti ha scoperto per puro caso.
Ho letto che hai ricominciato a mandare curriculum ...hai mai pensato di tentare nella penisola iberica ?
A Valencia ad esempio ?
E` una terra in continuo fermento economico,i contratti a termine esistono anche li,pero` tentare non nuoce e poi i vantaggi che avresti ,sarebbero sicuramente superiori ai disagi.Attenzione pero` all'andamento politico del momento !!!!!
Forza .
Attenzione.
Va tutto bene.
Bene fin quando l’educazione meritocratica e calvinista non diventa un alibi piuttosto che un mantra.
Educazione che a buon bisogno ha ricevuto pure l’amica che ti ha suggerito la fellatio d’affari .
Non è necessariamente un compromesso.
E’ decidere che “come mi suoni, ballo”.
E forse, alla fine, i propri meriti si sanno, conoscono e mai svalutano.
Con uno in più: sono più furbo di te, datore di lavoro.
Cazzo mi dispiace!
Spero che tutto sto casino si risolva presto
hai scritto qualcosa di davvero potente nella sua dignità e misura. io avrei bestemmiato per sessanta righe
in bocca al lupo per il lavoro
Guiro Karelias
ARI: non ce l'hanno.
PSV: mi trovi d'accordo su tutto, specie sulle ultime due parole.
ANONIMO: grazie. Quanto a quello che mi dici: sto pensando a tutto.
PILLOW: po' esse'.
SIMONE: si risolverà.
GK: crepi. Quanto al resto: lo so. Io scrivo bene. Molto bene. :) Ho perso il lavoro ma non la presunzione. :)
il libbberismo ha i giorni contati, johnny.
Ti ho letto stamattina prima di uscire di casa.
Mi veniva da scrivere solo "eccheccazzo".
Aggiungo che mi piace la forza che dai alle cose che scrivi. Anche quando l'orizzonte sembra piatto.
Come minimo illo tempore ci provasti malamente con la figlia del capo. E ora paghi.
Ciao JD. Tutta la mia comprensione e la mia solidarietà. Il mio ragazzo vive una situazione analoga alla tua. Il problema della precarietà non è solo un problema lavorativo; diventa una condizione di vita che si ripercuote anche negli affetti. In bocca al lupo con tutto il cuore. E alla tua Lei un abbraccio solidale. Chiara
DIDEROT: speriamo. :)
BB: eh. :)
ARDEZ: coglione. :)
CHIARA: crepi!
ecco, io mica ci sono finita per amore di bush in ammeriga...e' che non posso accettare di farmi venire il sangue amaro su ingiustizie colossali. stanno rovinando generazioni intere che si trovano costrette a sprecare il potenziale di innovazione e energia in elemosine e leccate di culo e imparare ad essere furbi.
pero' se decidete di fare la rivoluzione e riempirli tutti di doverose mazzate torno ad aiutarvi, sia mai lasciarvi tutto il divertimento.
sullepunte
Cristo, brutti coprofili.
Viva Johnny! Viva!
Vuoi compassione? Non credo che te ne meriti molta. Hai scelto di fare lo schiavo per dei padroni del cazzo ed ora ti puppi le conseguenze. Adesso scegli: o scappi dalla nostra italietta di merda in cerca di fortuna o ti dai da fare dove ce n'è bisogno davvero.
Saluti JD, io ti aspetto qua...
ENEA
SULLEPUNTE: ti faremo sapere.
STROLIPPO: eh! :) Noi si deve bere, fratello. Che fai questo weekend?
ENEA: ne riparliamo al telefono.
Mi dispiace.
Può darsi però che dietro l'angolo, quando meno te lo aspetti, arrivi finalmente il posto di lavoro giusto. Così inaspettatamente come a volte arriva il vero amore.
Non ti arrendere.
Ciao
Dafne
un whisky alla tua salute JD, ché l'educazione meritocratica e calvinista sta sottoponendo un'intera generazione a sodomie varie, pare.
cheers
I.
johnny bravo
DAFNE: eh.
L o I: eh.
EVA: eh.
PS per EVA: JOHNNY BRAVO era l'antico nick di SW4N. Ti pregherei, per la stima reciproca che abbiamo, di non confondere il grano con l'orzo. Grazie.
tre anni di precariato, poi l'assunzione. sempre nella stessa ditta. anzi per tre ditte diverse, tutte della stessa persona.
è passato qualche anno e ora le cose sono instabili molto di più, nel nome della "flessibilitá".
vaffanculo alla flessibilità.
la sfangherai e nel frattempo ti auguro buona fortuna.
Ti va un macallan in mia compagnia?
No cigarette però, ho smesso.
abbraccio solidale.
PAPIKITA: grazie, cara. Dopo guardo quella cosa che mi hai chiesto, promesso!
ENTINA: quando sarai da queste parti, volentieri.
JUN: :)
sarò presto dalle tue parti ;)
Vorrei che mi venisse in mente qualcosa di più intelligente da dirit che non "mi dispiace".
Ciao...
chiedo venia, o egregione: come mettere dio col cucco (non sapevo del nick precedente, mi si creda)
ma...come non bastasse la perdita di lavoro il Gazzettino ti ha pubblicato si, ma CENSURATO? Ussignur....
In ogni caso, tieni duro fratello. Tutto passa.
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