Si chiamava Whisky. Io avevo sette anni e quel cucciolo metà boxer e metà levriero che mi fu regalato lo chiamai Whisky. Sempre detto di essere un predestinato.
Non era un cane: era un'autentica bestia. Magro come un levriero, muscoloso come un boxer. Bello. Bellissimo.
Io amavo molto quel cane, sai nonna cara nonna bella? Ci passavo tutti i pomeriggi, tornato da scuola. Andavo alla casa in campagna e dimenticavo i compiti, per Whisky.
Ma tu ti eri impuntata, nonna cara nonna bella. Dicevi che Whisky mangiava i tuoi pulcini. Ogni sera li ricontavi e ogni sera ne trovavi di meno. E dicevi che era stato Whisky. E intimasti al Don di disfarsi di quel cane. Io piansi e piansi e piansi ma non servì a nulla. E una domenica mattina il Don mi portò a restituire Whisky a chi me l'aveva regalato.
E quanto male mi fece, vederlo andar via scodinzolando mogio mogio. E girarmi a guardarlo un'ultima volta mentre me ne andavo in auto e vedere che era lì fermo, spaesato, che mi fissava.
Capisci, nonna cara nonna bella: io mi dovevo vendicare. Avevo sette anni e mi dovevo vendicare. Anche perché rimpiazzare dieci pulcini era semplicissimo, bastava mettere una cazzo di chioccia a covare. Whisky invece era insostituibile.
C'erano tre pollai, l'uno attiguo all'altro. Da sinistra a destra: pulcini, galline, galli.
Quel pomeriggio ero solo. E così creai una specie di percorso obbligato davanti al pollaio dei pulcini. Aprendo la porta loro sarebbero usciti, avrebbero seguito per forza di cose quella specie di galleria che avevo improvvisato con alcuni cartoni. Alla fine di quella galleria c'era un piccolo slargo e, di fronte all'uscita della galleria, una piccola lamiera. In sostanza, nonna cara nonna bella, i pulcini uscivano correndo dal pollaio, percorrevano quella "galleria" e una volta sbucati nello slargo finivano contro la lamiera, in quanto bestie stupide e inutili, e poi tornavano indietro; e facevano questo percorso ancora e ancora. Io mi posizionai, nonna cara nonna bella, di fronte a quel cazzo di slargo.
Con il mio pallone Tango.
E tiravo rigori. Pian piano, i pulcini che facevano il percorso eran sempre meno. Per la precisione ne tramortii o uccisi quindici. Sì, nonna cara nonna bella, fui io a farti fuori quei quindici pennuti idioti. E fui io a far sparire i cadaveri. O meglio: furono i gatti.
Ricordo ancora, nonna cara carissima nonna bella bellissima, i tuoi pianti isterici quella sera, quando al tuo conteggio mancavano quindici creature. E ricordo il senso di soddisfazione con cui io, diabolico settenne, andai dal Don e dissi: - Papà, scusa: se son morti quindici pulcini e Whisky non è più qui, questo vuol dire che non è stato Whisky a mangiarli e quindi che Whisky non c'entrava nulla neanche prima. Quando mi porti a riprenderlo? -
- Tu sei uscito dalla mia cerniera, brutto appestato. E lo so che tu c'entri qualcosa. Lo so che tu sai. Però hai ragione: Whisky non c'entra. Domani andiamo a riprenderlo. -
Fu solo difficile insegnargli ad appostarsi davanti al pollaio di zia Anna anziché davanti al tuo. Ma era un cane intelligente, oltre che bello.
Scusa, nonna cara nonna bella. Son passati più di vent'anni e so che mi perdonerai. Io l'ho già fatto, con te.
Signora Maestra.
Si ricorda di me? Si ricorda di tutte le mazzate che ho preso per colpa sua? Di tutte le volte che ai colloqui coi genitori diceva a mia madre che ero bravissimo ma avevo "una condotta riprovevole?". Ci ho messo anni a capire cosa cazzo volesse dire "riprovevole", stronza di una Signora Maestra. Ché all'epoca per me "riprovevole" voleva dire semplicemente "mazzate". Ogni volta che si tornava a casa dai colloqui, il Don guardava mammà e le chiedeva: - Com'è andata? Devo pestarlo? - E mammà ogni volta rispondeva invariabilmente: - Uccidilo.- E lei sa, Signora Maestra, quanto mio padre ci tenesse ad assecondare mia madre.
Se lo ricorda di quella volta che ci divise in gruppi e io ero capogruppo e quando, con le forbicine in mano ché stavo ritagliando, dissi a un mio amico di smettere di far casino, lei mi prese a schiaffi e mi sequestrò le forbicine e mi sospese, (in prima elementare, mi ha sospeso in prima elementare, troia!), perché diceva che stavo minacciando di morte un mio compagno di classe?
Si ricorda di quando mi fece riscrivere un dettato cinque o sei volte perché diceva che avevo una brutta grafia? Si ricorda cosa le risposi, l'ennesima volta che mi disse di riscrivere tutto?
- Senta, Signora Maestra: io posso anche riscrivere un'altra volta però domattina le porto le pagelle e lei le riscrive per me, ché io ogni volta non ci capisco niente e me le devo far leggere da papà. -
Lei, Maestra, iniziò a urlare. Scrisse sul diario ai miei genitori di accompagnarmi l'indomani a scuola. Beh, signora Maestra: i miei genitori non lessero mai quel diario. Falsificai le firme e scrissi: - Mi dispiace ma per motivi di lavoro non potremo essere lì. -
Lei impazzì e chiamò mia nonna che, per farla calmare e tenerla contenta, iniziò a trapanarmi di mazzate in classe. Davanti a tutti. Avevo sette anni e lei rideva mentre mia nonna mi menava.
Per cinque anni mi ha perseguitato. E più io le dicevo, piangendo, che mi sarei vendicato, più lei mi perseguitava e le mazzate si moltiplicavano.
Se lo ricorda, brutta puttana di una Signora Maestra?
Se lo ricorda ancora che io le avevo promesso una spietata vendetta o crede di esserne uscita vincitrice?
Se lo ricorda che le dicevo che mi sarei vendicato?
E sa come mi sono vendicato, brutta sadica stronza di una Signora Maestra?
Ho aspettato più di dieci anni. Ho aspettato che lei si dimenticasse di me. Ho aspettato pazientemente.
E compiuti vent'anni ho iniziato a telefonare a casa sua il giorno di Natale, il giorno di Capodanno e il giorno di Pasqua. Tutti gli anni. Per nove anni.
O meglio.
Era mio cugino a chiamare.
- Pronto, buongiorno posso parlare con la Signora Maestra? Sono un suo ex-alunno e vorrei farle gli auguri. -
E poi a Lei, cara carissima Signora Maestra.
- Ciao, vecchia porca. [.....] Come chi sono? Ieri, quando ti mettevo a pecorina e belavi come una pazza e urlavi, te lo ricordavi il mio nome. Vecchio zoccolone, eheheh. E allora? Quando ci si rivede, succhiatrice indefessa, ché ti do due colpi come piace tanto a te? Vecchio troione obeso, quanto mi fanno arrapare i tuoi rotoloni. -
Se lo ricorda, Signora Maestra? Se la ricorda la sua disperazione, nel rispondere?
Ricordo l'ultima volta, quando mio cugino disse che erano quasi dieci anni che andavamo avanti con questa storia e iniziava a sentirsi una merda.
- Basta, ti prego: basta. Ogni anno arrivano le feste e mi chiami. Ogni anno rispondo e ogni anno mi rovini le feste e resto tutto il giorno a piangere. Perché mi fai questo? Che ti ho fatto di male? Ti prego: basta! -
E Lei piangeva, piangeva come una fontana, cara Signora Maestra. Quanto ero felice.
E lì dovetti finirla: in effetti nove anni di vendetta eran sufficienti.
Solo una domanda, cara carissima Signora Maestra.
Ma com'è che era così rincoglionita da cascarci sempre?
28 febbraio 2008
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32 commenti:
what goes around, comes around.
Brutta maestra bastarda, se lo meritava, non si trattano così i Durellini in crescita! ;-)
JENNY: po' esse'.
BUONO: eh. Ah, ma il Peggiore del tuo blog è lo stesso che ho linkato io?
No, non si tratta del famoso Peggiore amico del filosofo esistenzialista Chinasky, ma credo fermamente che leggendolo converrai con me che sia, senza ombra di dubbio, degno di portare lo stesso epiteto. ;-)
Il buongiorno si vede dal bambino.
L'immagine di un bambino che gioca al tiro al pulcino col pallone mi rimarrà in testa per un po'. Niente male, davvero.
Ora capisco perchè sei pelato cazzo, hai preso legnate in testa per tutta l'infanzia!
[puttana puttana, puttana la maestra!]
;-)
Mh.
Ricordami di non farti mai un torto, eh?
(Comunque la maestra se le meritava. Anche la nonna, ma non era colpa dei pulcini).
Ti ho già mandato il test sulla personalità da serial killer?
Selene
BUONO: ok.
BB: eh.
ARDEZ: anfatti.
SEL: no. Che aspetti? :)
E' in occasioni come questa che mi sento il tuo gemello separato dalla nascita. Lo farò anch'io il post sulle mie vendette.
E su quale blog lo scriverai?
mi hai ispirato.
Magnifico!
Sei un genio del male XD
a parte la nonna che poi le nonne son deficienti in quanto nonne. nel senso che arrivati ad una certa età poi uno comincia anche a delirare. ma cazzo la maestra è uno schifo. una merda. D'altra parte oggi arrivano a settembre, firmano il contratto e poi si mettono in malattia fino a fine anno. Così lo stato ne chiama un'altra, pagando due maestre per una classe. ma la tua è davvero stata una grandiosa puttana. giustissima la tua vendetta
ma è tutto vero? :|
Anonima
Diabolici settenni si diventa. Per necessità. L'ho sempre pensato.
Ninalou
ARI: ah sì?
SIMONE: lo so. :)
PSV: je t'aime.
ANONIMA: ovvio. Qua è SEMPRE TUTTO VERO.
NINA: anfatti.
JD, infatti tu dai l' idea di uno che da piccolo ha preso mazzate, ma nn abbastanza.
E.C.
p.s.
é inutile che fai 300 addominali al giorno e poi fumi!
E tu chi cazzo sei?
Al limite è inutile fare trecento addominali e poi bere tutti i giorni birra. ;)
Il controsenso si riscontra maggiormente nel fumare e nel correre, perché la prima "attività" ti toglie fiato, la seconda te lo dona.
Ovviamente ognuno è libero di fare quello che vuole, non giudico nessuno (e non potrei neanche se volessi, visto che a mia volta cado spesso nel controsenso di cui sopra ;) ), è solo per fare una precisazione all'anonimo di prima. :D
La mia prof di religione era una gran bella prof di religione. Peccato che Dio mi abbia mandato a prendere da bere, altrimenti me la sarei fatta.
Sono collegati i due episodi? No vero? Certo che ne hai prese di botte tu (anche per me)...come mai non sei diventato un serial killer allora? Tanto malata la tua mente dunque non è...
Bacio.
monny
Chi sono? Nel senso "sei per caso un medico per venire a farmi la lezioncina" o "tornate nel tuo anonimato pezzente il blog é mio ci scrivoquelochemipare gne gne gne?"
Il buono: hai ragione, avrei dovuto contrapporre la cicca alla corsa per portare un esempio + efficace.
Anche se mi permetto di aggiungere che fare addominali io so che non lima la panza, anzi, la butta ancora + in fuori, in quanto il muscolo si ingrossa e spinge lo strato adiposo in avanti. L' unica per eliminarla é correre, bici, nuoto, ecc. :)
E.C. <- mio nick
BUONO: appunto.
STROLIPPO: a me era bona assai quella di francese.
MONNY: sono collegati solo nel senso che sono esempi di piccole mie vendette.
E.C.: no, nel senso che sembra tu mi conosca. Tutto qua.
X Monny: chi ti dice che non lo sia diventato?
AN_ON_IMA
ANO: che simpatica canaglia.
L'anonimo che si sentiva tuo gemello ero io, Miles.
adesso capisco qualcosa di più di te....però , in effetti, un pò di psicoanalisi non ti farebbe male..;-)
Ornella
Mi manchi, stronzetto.
argh.
mi fai paura. e mi fai ridacchiare.
io sono troppo pigra per provare rancore
[chia]
MILES: ah ecco.
ORNELLA: po' esse'.
CHIA: io no.
SEL: eh, anche voi mi mancate. E' un periodo un po' così. Tornerò.
MILES: ah ecco.
ORNELLA: po' esse'.
CHIA: io no.
SEL: eh, anche voi mi mancate. E' un periodo un po' così. Tornerò.
A distanza di mesi, rimane uno dei post che preferisco. E che ho anche stampato, pensa un po'. :-)
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