Sere fa son tornato a casa dalla mia solita giornata trafelata a base di iperattività. Come al solito, ho preparato la cena dando un'occhiata ai giornali e alle news on-line.
E così son venuto a sapere dell'ultima intemerata della cei sulla scena hot (???) di "Caos calmo". Ci ho riso su. Una risata, (si spera), li seppellirà.
Poi ho letto quanto accaduto a Napoli e sono caduto in una sorta di trance. Ero talmente incredulo che per mezz'ora ho letto e riletto la notizia sperando si trattasse di una colossale bufala.
Una bufala grottesca, assurda, crudele, feroce e violenta. Ma una bufala. Evidentemente non era così.
Davvero: ero stupito, sconvolto, amareggiato, persino addolorato, per quella donna. Ora. Tutti questi stati d'animo li ha espressi, ovviamente molto meglio di me, Francesco Merlo sul suo articolo su La Repubblica di mercoledì. Ho poco da aggiungere.
Se non che voi sapete che io leggo Il Foglio da anni. Perché è scritto bene, perché spesso è molto meno convenzionale degli altri, perché è stimolante, perché ho sempre seguito il principio "Conosci il tuo nemico".
La proposta di Ferrara, nel momento in cui dice che nessuna donna andrebbe costretta a partorire, che nessuna donna dovrebbe essere perseguita legalmente per l'aborto ma che l'aborto è una tragedia, credo sia moralmente condivisibile; anche perché, spiace dirlo, banalmente ovvia.
Il problema è il mercanteggiare queste idee, lo strumentalizzarle, anche da parte di altri, l'edulcorarle politicamente per poi usarle come attizzatoi con cui paventare le fiamme dell'inferno. Creando conseguenze da dramma dell'assurdo come quanto accaduto a Napoli.
Non mi va di unirmi al magma dei vari sermoni, da entrambe le sponde, che pullulano ultimamente su giornali e tv.
Solo che "Fate l'amore, non fate l'aborto" mi sembra uno slogan stupido, semplicistico e banalizzante. Molto più nichilisticamente arrembante e moralmente indifferente, (cito lo stesso Ferrara), di chi pretende di accomunare chi è a favore dell'aborto con i fautori dell'eugenetica e del controllo delle nascite adottato in Cina. Ecco: questa critica "all inclusive" non mi sta bene. Perché arma l'interventismo bellicoso, fanatico e fondamentalista di cui è intriso quanto accaduto a Napoli.
Potrei dirvi "Fate l'amore e, diononvoglia, ma se fosse disgraziatamente necessario fate l'aborto", ma non ho velleità di politico né di agitatore di coscienze.
E penso che in questa cieca battaglia sui diritti del nascituro, ci si stia dimenticando, progressivamente e inesorabilmente, della madre.
Credo che si stia declassando la madre da individuo a semplice portatrice, meglio se non pensante e priva di diritti e capacità decisionali, di feto.
Oltre che a dispensatrice di pompini, (e in questo secondo caso ho forse inconsapevolmente "peccato" anch'io).
E quando Ferrara, come ha fatto ieri mattina intervenendo in una trasmissione, dichiara che potrebbe avere la stessa sindrome, quella di Klinefelter, da cui era affetto il feto abortito a Napoli, sindrome che si tradurrebbe, secondo lui, nell'avere grandi mammelle e piccoli testicoli, quando insomma Ferrara riduce il tutto alla dimensione dei coglioni, beh: io penso si stiano toccando vette inesplorate di superficialità.
Derubricare un dramma personale, ché di questo si tratta, una tragedia, una disgrazia a volte purtroppo necessaria, a un reato testé coniato, non è né da atei devoti né da cattolici osservanti: è da senzaddio.
Anche per questo penso che, ad esempio, non voterò per il PD. Perché mi son stancato di seguire il precetto montanelliano di votare turandosi il naso e non posso prendermi, per quel che vale, la responsabilità di contribuire a vedere nuovamente deputata la binetti.
Così come mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi a favore di manifestazioni in salsa femminista, io che non mi sono mai posto veramente il problema della parità dei sessi perché proveniente da due famiglie, quelle dei miei genitori, dolcemente e pacificamente matriarcali.
Evidentemente, però, a furia di dire che la donna è solo la fica con la menta intorno, si corre il rischio che qualcuno ci creda per davvero.
Questo post lo troverete sconclusionato, forse, senza capo né coda, perché emotivo, scritto con molto cuore e poca attenzione agli accenti.
E deluderà, questo post, sia chi avrebbe voluto leggervi una delle mie solite avventure da procacciatore di pecorine belanti, sia chi avrebbe voluto approfondimenti e contenuti.
Mi dispiace, ma oggi va così.
Il concetto è solo uno, in definitiva: vergognarsi di essere italiano sta diventando un luogo comune becero e abusato. Non pensavo vi avrei mai fatto ricorso.




23 commenti:
pò§çoD!o111
E' un argomento al quale appiccicare tutti gli aggettivi possibili e che abbiano a che fare con la necessità di cautela e il bisogno di chiarezza.
Purtroppo è diventato anche un argomento facilmente utilizzabile per la campagna elettorale e questo aggiunge una nota di biasimo alla poca intelligenza con la quale si è trattato di aborto negli ultimi giorni.
Che dire. Si? No? Forse?
Credo che il diritto di scelta sia uno strumento che non debba essere tolto all'essere umano. In questo caso la scelta dovrebbe essere ponderata e sondata con intelligenza, oltre che con il calore dei sentimenti, cosa che purtroppo non è sempre possibile fare.
Non sono nemmeno tanto d'accordo che la scelta sull'abortire o meno debba essere completamente lasciata alla donna: ci sono anche dei padri in causa, non ce lo dimentichiamo.
Di fatto è una situazione che mi fa dire che se non mi ci trovo dentro (e sinceramente mi auguro di non dover mai fare una scelta così) non so cosa farei. Non lo so, semplicemente non so rispondere.
Bello questo Durelli d'istinto.
delusa per niente
è da quando sono tornata che cerco di capirci qualcosa e mi permetto di consigliarti due letture:
- l'editoriale di tempi
- http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/node/17823
- gli anni di erode -il caso aborto in italia (1973-1981) emilio bonicelli
sempre per la serie conosci il tuo nemico
cheers
[cler]
Ho contatto con uno che pubblica su Tempi. Se parliamo dello stesso Tempi.
Invece no, mi piace leggerti anche quando vomiti indignazione senza troppa attenzione alla forma.
Sul punto, sottoscrivo.
Non capisco fino in fondo Ferrara: scartata la carenza intellettiva (che non riesco ad imputargli) e posto il suo vivere nel mondo, rimane il dubbio del cinismo politico-elettorale che tutto muove.
DIDEROT: amen.
SEL: neanch'io credo sia diritto esclusivo della donna, la decisione; almeno non in una coppia responsabile. Ma se dovessi brutalmente percentualizzare la cosa, diciamo che alla donna darei un buon 70%.
CLER: mi documenterò. :)
BB: non lo capisco neanch'io. E sì che ce ne ho messa, di buona volontà.
troppe cose stanno avvenendo nello stesso momento. troppe.
Tutti questi uomini alla tv che blaterano sull'argomento mi fanno proprio venir voglia di prenderli a schiaffi. è giusto che anche un uomo possa dire la sua, a riguardo. Ma la cosa dovrebbe limitarsi a quello, a un'opinione.
La scelta è solo al femminile singolare.
(a me la forma del post è parsa molto piacevole, scorrevole)
Emenomale.
Allora qualcuno con del sano buon senso esiste ancora (anche se non avrei mai detto potessi essere tu! ;)).
Concordo con te
io uso la parola 'forno' al posto di portatrice sana di feto vivo, quando mi accorgo di parlare con persone che smetterebbero di vedermi se fossi incinta. con vedermi intendo che non gli rimarrebbe impressa la mia faccia sulla retina, ma solo la mia gravidanza.
e la cosa mi terrorizza. esistono persone al mondo che si aspettano che io non abbia l'ultima parola sui miei organi interni, sul mio utero, il mio seno, il mio cervello, la mia dignita'. va be' Durelli, la tua emotivita' post-ale e' contagiosa, meglio che mi fermi qui.
PSV: verissimo.
ISLA: grazie signora maestra. :)
DIVARA: pensa un po': neanch'io.
ALICE: eh.
PAOLA: invece avrei preferito andassi avanti.
molto bello questo post.
e con ciò che hai scritto tu e con ciò che ha scritto Paola nei commenti, non posso proprio aggiungere altro.
w la cei. W i preti che si sbattono e faticano per tutti noi
Giù le mani dal mio fottuto utero
o uccido Ferrara in cinquantasei colazioni. E sti cazzi degli italiani. Con cuore.
Il punto è che sempre più la gente agisce senza domandarsi e quindi senza capire che cazzo stia facendo. E nascondendosi le conseguenze delle proprie azioni.
un'ottimo post forse senza "capo nè coda" ma nei "panni di una bionda" (scherzo ovviamente) c'è un'ottimo Durelli.
Un saluto.
Dafne
io credo che la libertà di scegliere vada lasciata alla coscienza di ogni donna.
io ho ucciso.
e ho pianto tanto da farmi mancare il fiato, e ci penso ogni giorno e alle volte piango ancora.
ma ripeterei quel gesto per me in primo luogo e per lui, in secondo...
ok, ma qui non è ancora cambiato nulla nel template eh. guarda che io controllo.
PAPIKITA: eh.
GP: bravo.
STROLIPPO: 'sti bastardi.
ARDEZ: vero anche questo.
Grazie, DAFNE.
SODOMA: ...
GEMELLA: si vede che segui.
Sai cosa.
Mancano uomini all'altezza delle scelte delle proprie donne.
Sembra, in tutto questo gran parlare, che i compagni delle donne che si trovano di fronte alla scelta di abortire o meno non siano capaci di sostenerle, consigliarle, appoggiarle.
Sono convinta che la percentuale maggiore di scelta debba essere affidata alla donna, ma.
Siamo sicuri che un buon sostegno della controparte a volte non potrebbe cambiare il tipo di scelta (in questo e quell'altro senso)?
Selene
SEL: mancano uomini. Punto.
io non mi vergogno di essere italiana, semplicemente a guardare le cose da oltre confine, appaiono ancora piu allucinanti e inaccettabili.
sciroccata
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